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Attività sportiva: che accertamenti fare?

visita medico sportiva

Attività sportiva: che accertamenti fare? Anche per chi non gareggia la visita medico sportiva è indispensabile!

Intervista al dott. Luciano Pullano Colao direttore del Servizio di Medicina Legale e del Servizio di Medicina dello Sport

La salute va costruita anche attraverso lo sport. Muoversi e fare sport non è un concetto retorico, ma è un qualsiasi movimento dei muscoli che prevede un dispendio energetico. La visita medico sportiva è un passo fondamentale, prima dell’attività agonistica. Chiediamo quindi, al direttore Lucia-no Pullano Colao, del Servizio di Medicina Legale e del Servizio di Medicina dello Sport, alcuni suggerimenti su come praticare sport mantenendo il corpo in sicurezza.

Dott. Pullano, c’è una norma che prevede se al momento dell’iscrizione in un qualsiasi centro sportivo, un soggetto debba avere un certificato di idoneità sportiva?
Di norme in materia ve ne sono sia di regionali che di nazionali, ma le stesse non sempre offrono la chiarezza necessaria al medico che deve rilasciare dei certificati. Quello che è sicuramente chiaro è che i certificati di idoneità per attività sportive di tipo non agonistico possono essere rilasciati dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta e dal medico specialista in Medicina dello sport. Quello che non è chiaro, è quando sia necessario acquisire preventivamente tale certificato o se la semplice frequenza di una piscina o di una palestra comporta tale onere.

Praticare sport fa guadagnare salute. Il problema credo sia l’età e l’intensità. Se ad esempio un quarantenne decide di fare attività ludico-motoria/amatoriale ( jogging al parco, fare fitness in palestra, fare danza, andare in piscina ecc), cosa consiglierebbe e sopratutto a chi si dovrebbe rivolgere per fare degli accertamenti preventivi?
Certamente praticare un’attività sportiva comporta salute, termine quest’ultimo che va inteso come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità (OMS, 1948). Pertanto, per un soggetto adulto che decida di praticare un’attività fisica ludico-amatoriale è bene un “passaggio” preventivo presso il proprio medico curante il quale potrà valutare lo stato di salute del proprio assistito e richiedere, se del caso, ulteriori approfondimenti clinico-strumentali. Un esempio di approfondimenti potrebbe riguardare, stiamo parlando di quarantenni, un soggetto iperteso o obeso o diabetico, ma anche un soggetto affetto da artropatia (disturbi articolari) oppure da discopatia (problemi di mal di schiena). Sarebbe opportuno, una volta iniziata l’attività, procedere per gradi evitando sforzi fisici intensi e prolungati; in palestra ad esempio c’è sempre un istruttore che procederà a preparare una “tabella di marcia” in tal senso. Più complessa è l’attività di Jogging dove sarà l’interessato a dover gestire lo sforzo.

Se chi pratica dello sport è un bambino, cosa fare per essere sicuri di praticare attività sportiva senza creare dei danni?
Il pediatra deve essere il primo punto di riferimento per i bambini che praticano dello sport. Il medico pediatrico che prende in affidamento un bambino, da 0 fino ad un massimo di 14 anni, conosce bene sia il bilancio periodico di salute, sia le frequenti visite cui il bambino si sottopone particolarmente durante il periodo scolastico e la stagione invernale. Il medico, valuterà, dunque se esistono i presupposti per praticare un’attività sportiva o se per questa sia necessaria, come per gli adulti, approfondimenti clinico-strumentali.

Dott. Pullano, Lei lavora al servizio medicina dello sport e rilascia per i minorenni l’idoneità per le attività sportive agonistiche. Ci potrebbe spiegare cosa consiste questa attività?
Il minorenne che si appresta a svolgere attività sportiva di tipo agonistico deve far parte di una società sportiva aderente al CONI. È obbligatoria la visita di idoneità da parte di un medico specialista in Medicina dello sport. L’idoneità sarà valutata per quelle attività che rientrano nelle fasce d’età per cui la Federazione preveda sport agonistico; lo specialista procede innanzitutto ad una raccolta anamnestica, raccoglie cioè ogni informazione di carattere clinico; segue la visita e poi gli esami strumentali come, ad esempio l’elettrocardiogramma a riposo, dopo sforzo ed in fase di recupero, spirometria, cioè esame della funzionalità respiratoria, esame della vista e dell’udito, esame urine completo. La validità del certificato è di dodici mesi, o inferiore a giudizio dello specialista.

Questo servizio è un servizio a pagamento?
L’Ulss 15 eroga tali prestazioni solo per i minorenni; la Regione Veneto prevede un pacchetto di prestazioni da erogare in forma gratuita; qualora si rendessero necessari approfondimenti specialistici ulteriori rispetto a quelli detti poc’anzi, questi saranno a pagamento. I maggiorenni dovranno rivolgersi a specialisti esterni.

Dott. Pullano, ancfte se raramente, si sente che alcuni sportivi nel bel mezzo della gara svengono, perdono conoscenza e qualche volta muoiono. Perché questo può accadere?
A differenza dell’Italia, quasi tutti i paesi UE ed extra UE non hanno protocolli obbligatori e severi di screening pre-partecipazione ad attività sportive di tipo agonistico. Il nostro protocollo riduce notevolmente i rischi per gli atleti, che a volte sono colpiti da morti improvvise per fibrillazione ventricolare o rottura di un aneurisma di un’arteria cerebrale (l’utilizzo di un defibrillatore può salvare la vita ad un atleta nel primo caso, mentre è più difficile nel secondo caso). Questi eventi di morte improvvisa da sport (MIS), e per lo più da fattori che al momento della visita sono difficilmente rilevabili, sono rarissimi e incidono lo 0,0023% sulla popolazione sportiva: ciò vuol dire in termini assoluti che la morte improvvisa da sport si verifica su una popolazione dai 9 ai 23 casi su un milione. In Italia muoiono in totale di infarto 100mila persone all’anno. I morti per MIS sul totale dei morti di infarto è meno dell’ 1%. Il restante 99% muore altrove ed in altre condizioni. Gli sportivi più colpiti sono quelli di basso livello agonistico, cioè dilettanti o partecipanti a tornei amatoriali. La morte improvvisa è in genere dovuta per due fattori : un evento scatenante e un cuore malato. Certo è, che quando accade il fatto fa notizia.

Dott. Pullano, a prescindere dalle norme, ci potrebbe dare qualche consiglio utile prima di intraprendere una qualsiasi attività sportiva?
Prima di iniziare un’attività sportiva che sia ludico-motoria, amatoriale o comunque sportiva di tipo non agonistico, è bene effettuare una visita preventiva dal proprio medico curante o, specie per sforzi intensi e prolungati, presso lo specialista in Medicina dello sport. Evitare fumo e alcool, controllare l’alimentazione evitando gli eccessi; in definitiva mantenere uno stile di vita sano. Per tutti il consiglio è di fare passeggiate giornaliere di almeno 20 minuti, a passo possibilmente sostenuto; tono e trofismo muscolare ne trarranno un evidente beneficio ed è uno dei migliori modi di mantenersi in forma e in salute.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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