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Alimentazione donne gravidanza

Alimentazione delle donne in gravidanza

Alimentazione delle donne in gravidanza

Alimentazione delle donne in gravidanza: fondamnetale evitare cibi poco cotti e gli insaccati.

L’ alimentazione delle donne in gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute della mamma e del bambino che nascerà. È quindi doveroso prestare attenzione all’alimentazione della mamma già a partire dal concepimento, fino a tutto il periodo in cui il bambino verrà allattato al seno. Per chiarire un argomento così delicato, abbiamo pensato di confrontarci con il dott. Massimo Menighetti, Responsabile Unità Operativa Consultorio Familiare, sedi di Camposampiero e Vigonza.

Dott. Menighetti, perché le mamme devono controllare la dieta sin dal periodo del concepimento? 
Alimentarsi con una dieta equilibrata, anche prima del concepimento, fornirà alla futura mamma una buona riserva di nutrienti di cui il bambino potrà attingere durante il suo sviluppo intrauterino. Importante inoltre, evitare di fumare, bere alcolici e limitare il consumo di tutte le bevande che contengono caffeina (caffè ,te, alcune bibite). Poi, ed è essenziale, inserire nella dieta preconcezionale gli alimenti che contengono folati ed integrare la dieta con acido folico e ferro, sostanze fondamentali per lo sviluppo del bambino. I folati sono contenuti nella verdura a foglia verde (cavoli, lattuga, spinaci, asparagi, ecc.) frutta (agrumi, kiwi, frutta secca,ecc.) cereali integrali ( pane e pasta ). L’acido folico, va assunto in dose adeguata, consigliata dal medico, per integrare la dieta 3-4 settimane prima del concepimento e va continuato per il primo trimestre di gravidanza, salvo diversa indicazione medica. L’acido folico è una vitamina indispensabile nella sintesi del DNA ed il suo giusto apporto riduce il rischio dei difetti del tubo neurale (es. spina bifida), riduce il rischio di aborto e di distacco placentare, basso peso fetale alla nascita ed alcune cardiopatie congenite. Va precisato che l’acido folico va assunto con apporto di vit. B6, B12 e vit. C, per favorirne l’assorbimento.

Per gradi, ovvero per mesi, quanto è consentito ad una mamma incinta aumentare di peso?
Quando si aspetta un bambino, si sentono dire molte cose sull’aumento di peso in gravidanza:”un chilo al mese è quello che ci vuole”, “mangia quello che ti senti”, fino ad arrivare al consiglio immancabile della nonna: “devi mangiare per due”. Tutte queste affermazioni non sono vere, anzi generano confusione e talora ansia nella gravida. L’aumento di peso non segue una curva progressivamente ascendente. Nel primo trimestre, alcune donne possono addirittura dimagrire per la nausea ed il vomito. Aggiungo che in queste situazioni è essenziale bere e quindi idratarsi in maniera adeguata. Nel secondo trimestre, il peso inizia a crescere in maniera più evidente. La gravida necessita di maggior bisogno energetico e quindi aumenta la fame. È giusto concedersi qualche sfizio e soddisfare qualche “voglia” alimentare; è necessario però seguire qualche regola: es. frazionare i pasti ( 4 o 5 piccoli pasti al giorno), ridurre l’uso dei dolci. Per dare un’idea approssimativa, al IV° mese la gravida dovrebbe essere aumentata di circa 6 Kg e si può tranquillamente tollerare un ulteriore aumento di 1-2 Kg supplementari. Nel terzo trimestre, l’aumento ponderale è maggiore perché sommato al peso fetale, placentare e del liquido amniotico. Si dice che si dovrebbe aumentare 1 Kg al mese, in realtà la dieta va personalizzata per ottenere un aumento totale a fine gravidanza di 10-12 Kg».

Quali sono i cibi da: preferire, limitare, evitare dal concepimento all’allattamento?
Per una dieta idonea ad una gravidanza fisiologica e all’allattamento si consiglia un’alimentazione equilibrata, ricca di tutti i nutrienti. È bene aumentare l’assunzione di frutta e verdura, latticini, carni ben cotte, pesce e cereali integrali,evitando o riducendo al minimo alimenti troppo grassi e troppo ricchi di zuccheri, che hanno inoltre scarse proprietà nutrizionali. Va ricordato che per le gestanti recettive alla Toxoplasmosi (malattia infettiva che può portare danni fetali importanti) è assolutamente vietata l’assunzione di carni crude, insaccati crudi, evitando inoltre, cibi a base di uova crude o non ben cotte (ad esempio zabaione e tiramisù). In gravidanza bisogna bere molto; l’idratazione della gestante è importante e tra l’altro previene le frequenti infezioni delle vie urinarie. Altra buona regola nell’ alimentazione della donne in gravidanza è ridurre l’utilizzo del sale che aumenta la ritenzione idrica corporea. Da ricordare che l’alcool e il tabacco devono essere completamente evitati nel periodo che va dal concepimento all’allattamento, perchè possono provocare parti prematuri, basso peso alla nascita del bambino e spesso danni malformativi. Buona norma astenersi dall’uso di farmaci o di prodotti erboristici qualora non siano stati consigliati dallo specialista.

Durante il periodo della gestazione la mamma subisce un forte cambiamento perché dovrà alimentare se stessa ed il bimbo. Quali sono i cibi che assolutamente non devono mancare nella dieta della donna?
È importante seguire un’ alimentazione corretta che consenta di assimilare proteine, carboidrati e grassi utili al benessere fetale. Gli alimenti da privilegiare sono, come già anticipato, frutta e verdura, ricche di ferro e sali minerali, carne ben cotta per l’apporto proteico, che comunque può essere raggiunto anche con l’assunzione dei legumi, per il loro elevato contenuto di ferro ed appunto di proteine. Il pesce ha un ruolo importante per il contenuto proteico e di grassi utili; così come i latticini, ricchi di proteine, vitamine e sali minerali. Da non dimenticare che la cottura di frutta e verdura, per le alte temperature raggiunte, riduce di molto il contenuto vitaminico delle stesse.

Come devono essere trattati/puliti i cibi prima di essere mangiati? 
Da sottolineare ancora una volta che la Toxoplasmosi è una malattia infettiva da evitare in gravidanza per i rischi di danni fetali che comporta. Bisogna quindi utilizzare carne ben cotta, evitando carne cruda, insaccati e salumi, uova poco cotte, pesce crudo. La frutta e la verdura vanno lavate bene con acqua corrente e/o ipoclorito di sodio; buona regola sarebbe sbucciare la frutta.

Per le donne che seguono una dieta vegetariana o vegana, a cosa devono fare attenzione? E come supplire, se vi sono, a certe carenze?
Sempre più frequentemente si incontrano donne che scelgono stili alimentari diversi dalle abitudini che il nostro contesto prevede. La scelta vegetariana esclude solo la carne ed il pesce, ma non le altre fonti di proteine animali, come per esempio il latte ed i suoi derivati e le uova, per cui se l’abitudine alla dieta vegetariana è consolidata da tempo direi che per la gravida esistono modalità alternative alimentari che non creano problemi di sorta nella gestazione. Nella dieta vegana invece sono escluse tutte le proteine di origine animale per cui si rende necessario gestire l’alimentazione in modo da apportare il giusto quantitativo di aminoacidi essenziali, aumentando il valore biologico delle proteine vegetali. È utile quindi mantenere costante l’associazione tra cereali e legumi, reciprocamente compensabili, che contengono buone quantità di ferro. Ciò che si suggerisce ad una donna in gravidanza che segue un indirizzo alimentare alternativo è di mantenere un efficace equilibrio di nutrienti seguendo le combinazioni alimentari. Se si dovessero riscontrare delle carenze, è necessario seguire i consigli del proprio specialista, per inserire nella dieta gli integratori specifici.

Acido folico e la gravidanza: Dott. Menighetti, quando prenderlo ed a cosa serve? 
Abbiamo già sottolineato più volte l’importanza dei folati naturali e dell’acido folico di sintesi assunti in pre – concepimento ed in gravidanza soprattutto nel primo trimestre. Alcuni studi affermano l’importanza di utilizzare l’acido folico per tutta la gravidanza ed anche l’allattamento, per ripristinare le perdite di folati che si verificano nella mamma che allatta. L’assunzione di 0,4 mg al giorno di acido folico, riduce di oltre il 70 % il rischio di gravi malformazioni fetali. Nello specifico, la carenza di acido folico è dimostrata essere la causa di malformazioni gravi,che colpiscono 1 nato su 50, in particolare i difetti del tubo neurale (spina bifida), l’anencefalia, le cardiopatie congenite. Inoltre la carenza di acido folico aumenta la frequenza di eventi avversi in gravidanza (aborto spontaneo ricorrente, ritardo di crescita intra uterina, basso peso fetale alla nascita, distacco di placenta). Di recente nuovi studi confermano l’importanza dell’acido folico nel ridurre il rischio dell’insorgenza dell’autismo.

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di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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