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Alla scoperta dei reni

Alessandro Tich


Ce ne parla il dr. Roberto Dell’Aquila, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Bassano del Grappa

 

 

Diciamolo subito: tutti sanno chi è il cardiologo, pochi sanno invece chi è il nefrologo. Ovvero: tutti noi sappiamo che cos’è il cuore, a cosa serve e a quale specialista rivolgerci in caso di problemi a livello cardiaco. Ma se qualcuno ci chiedesse che cosa sono e a cosa servono esattamente i reni – e quando interviene il nefrologo, che dei reni è lo specialista di riferimento – non tutti saremmo in grado di dare una risposta precisa.

I più informati sanno che i reni sono gli organi deputati a filtrare il sangue e a produrre l’urina. Ma è un’informazione incompleta: perché queste due fondamentali funzioni sono solo una parte dei sofisticati e importanti compiti affidati ai reni, infaticabili mediani di spinta di quella mirabolante squadra che è chiamata corpo umano. Il loro è un lavoro silenzioso, ma preziosissimo e insostituibile: e ce se ne accorge – purtroppo – quando i reni si ammalano. E’ per questo che vogliamo saperne di più e ci rivolgiamo allo scopo al dr. Roberto Dell’Aquila, primario della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Bassano del Grappa.

– Dunque dr. Dell’Aquila, che cosa sono e dove sono localizzati i reni?

– “I reni sono due organi a forma di fagiolo, più o meno grandi come il pugno della stessa persona. Sono localizzati nella parte posteriore del corpo, sotto l’ultima costola.”

– Come sono strutturati, e come funzionano?

– “I reni sono formati da una parte cosiddetta midollare, che è la parte più interna, e da una parte più esterna chiamata corteccia che è la parte più importante del rene dal punto di vista funzionale. Nella corteccia renale sono contenuti milioni e milioni di microscopici corpuscoli chiamati nefroni. Il nefrone è una piccola matassa di capillari sanguigni, contenuta all’interno di una capsula, ovvero di un involucro naturale fatto di cellule.

Il sangue che arriva pompato da cuore entra in questa matassa attraverso l’arteria renale e viene filtrato. Il liquido filtrato che ne risulta si riversa nella capsula-contenitore e prende il nome di “pre-urina”, che poi diventerà, solo in minima parte, l’urina finale.”

– E il resto del liquido filtrato dove va a finire?

– “Viene restituito, ripulito, al nostro organismo. Noi mediamente produciamo circa 120 litri di pre-urina al giorno. Il rene è un organo meraviglioso perché di questi 120 litri ne riassorbe il 99% circa, che viene recuperato in acqua pura e in sostanze chimiche utili nuovamente all’organismo e rimesso in circolo nel sangue. Il rimanente 1% di pre-urina diventa invece urina finale, che attraverso un canale chiamato uretere passa dal rene alla vescica. Alla fine noi produciamo normalmente una media di circa 1 litro – 1 litro e mezzo di urina finale al giorno.”

– Oltre alla funzione di filtro del sangue, quali sono le altre principali funzioni dei reni?

– “Innanzitutto eliminare i liquidi in eccesso mantenendo un corretto volume di liquidi corporei circolanti. Poi eliminare le tossine: ogni volta che noi mangiamo, il metabolismo del cibo produce sostanze che devono essere eliminate, e questa funzione è affidata sempre ai reni. Anche quando introduciamo nel nostro organismo alcuni tipi di farmaci, attraverso i reni vengono eliminate le sostanze non più utili al nostro corpo dopo l’assimilazione del farmaco. I reni mantengono i valori normali nel sangue di sodio e potassio, due elementi fondamentali per la vita. Mantengono il giusto grado di acidità (pH) del sangue in modo tale che tutti i sistemi enzimatici del nostro organismo funzionino al 100%. Inoltre, producono ormoni: ad esempio la vitamina D, che serve per il controllo del metabolismo delle ossa e che subisce una prima attivazione a livello della pelle grazie ai raggi ultravioletti del sole e una seconda e finale trasformazione a livello del rene.

Un altro ormone prodotto dal rene è l’eritropoietina, che stimola la produzione di globuli rossi, prevenendo l’anemia. I reni producono anche l’angiotensina II, che serve alla regolazione della pressione arteriosa e infine le prostaglandine, l’ossido nitrico ed altre sostanze che servono a mantenere la microcircolazione del sangue a livello periferico.”

– Cosa succede se i reni non funzionano più bene?

– “Quando i reni non funzionano più bene, tutte le funzioni precedentemente descritte vengono meno e insorge la malattia chiamata insufficienza renale cronica. Quindi il paziente affetto da tale patologia presenterà una ridotta capacità di eliminare i liquidi del corpo, con la conseguenza di “gonfiarsi” di acqua; non sarà in grado di eliminare completamente tutte le sostanze tossiche prodotte dall’organismo e quindi presenterà sintomi come stanchezza, affaticamento, insonnia, nausea. Inoltre, nel caso dell’uso di farmaci eliminati per via renale, si dovrà ridurne la dose. Per quanto riguarda il potassio, questo tenderà ad aumentare nel sangue causando alterazioni a livello cardiaco, con fattore di rischio di morte. La carenza di vitamina D, se insorge in età giovanile e non trattata, può portare al rachitismo mentre nelle persone adulte può portare a alterazioni dell’osso, con maggiore facilità di fratture, e alla formazione di calcificazioni vascolari. La ridotta produzione di eritropoietina porta a una situazione di anemia secondaria. L’alterazione del metabolismo dell’angiotensina II e degli altri ormoni, infine, porterà ad un aumento dei valori della pressione arteriosa, con tutte le conseguenze del caso.”

– E allora, dottore, che si fa in caso di insufficienza renale?

– “E’ utile affidarsi alle cure mediche, per sottoporsi a una terapia conservativa.

Il nefrologo consiglierà al paziente di controllare periodicamente il peso corporeo per valutare se c’è una ritenzione di liquidi e, se del caso, prescriverà dei farmaci diuretici. Riguardo al sodio e potassio, il nefrologo consiglierà al paziente di selezionare i cibi assunti e di evitare quelli a più alto contenuto di potassio. Per il controllo dell’acidità del sangue, normalmente viene prescritta l’assunzione di dosi precise di bicarbonato di sodio. Per regolare il metabolismo osseo, si prescrive al paziente una vitamina D di sintesi. Riguardo all’anemia, abbiamo a disposizione oggi l’eritropoietina di sintesi che, somministrata ad adeguate dosi, migliora l’ossigenazione del sangue grazie all’aumento dei globuli rossi. In caso di ipertensione arteriosa, esistono oggi molteplici farmaci antipertensivi, usati proprio per il controllo pressorio. Quindi, parlando di reni e di insufficienza renale, è molto importante la prevenzione. Ma di questo parleremo in un successivo articolo.”

INSUFFICIENZA RENALE: PARLANO I NUMERI

In Italia le malattie dei reni presentano numeri importanti: sia per l’incidenza delle patologie nella popolazione che per il loro costo economico e sociale.

Nel nostro Paese sono infatti 3,5 milioni i pazienti con insufficienza renale cronica in terapia conservativa. Sono inoltre 44mila i pazienti in trattamento di dialisi, di cui 40mila in dialisi extracorporea e 4mila in dialisi peritoneale: metodiche entrambe disponibili all’Ospedale di Bassano del Grappa.

In Italia la Nefrologia e Dialisi – assieme a Oncologia e Malattie Infettive – rientra nelle tre tipologie di reparti ospedalieri con i maggiori costi per la spesa sanitaria, per le procedure cliniche e farmacologiche necessariamente adottate.

A Bassano il costo annuo della Struttura Complessa di Nefrologia è di circa 1 milione e 500mila euro, dovuto in gran parte ai costi della dialisi.

Alessandro Tich

Condirettore

Dr. Roberto Dell’Aquila

Primario Nefrologia

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