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Allattamento al seno

Allattamento: mille motivi per dire di sì!

Allattamento al seno

Allattamento: mille motivi per dire di sì! I consigli pratici per la mamma che allatta.

L’allattamento fa parte della vita dell’uomo ed ha subìto diverse fasi: se pensiamo ad anni relativamente recenti come gli anni ’60 e ’70 non possiamo non ricordare i movimenti per l ‘emancipazione della donna e la tendenza all’allontanamento da questa “pratica naturale”. E’ con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, approvata nel novembre del 1989 a New York e trasformata in legge italiana nel 1991, che viene intensificata l’informazione “sui vantaggi dell’allattamento al seno”. Questa, porterà alla “Dichiarazione degli Innocenti” che riguarda la promozione, l’incoraggiamento dell’allattamento al seno. Da qui, ha origine un’altra importante iniziativa dell’OMS e dell’ UNICEF, chiamata “Ospedale Amico del Bambino” lanciata ad Ankara nel 1991. I numerosi pediatri riuniti da tutto il mondo si impegnarono a proteggere, incoraggiare e sostenere su scala mondiale l’allattamento al seno fin dai primissimi giorni di vita in ospedale. La struttura di via Dei Lotti, è stata la prima, ancora nel 2001, ad essere insignita di tale onorificenza. Attualmente c’è attesa per la terza riqualificazione come Ospedale Amico dei Bambini, passando i severi parametri di giudizio. Anche il Comune di Bassano si è dimostrato sensibile in tal senso, istituendo in città dei Baby Pit Stop, dove la mamma può fermarsi ad allattare e cambiare il proprio piccolo.

Intervista al Dottor Maurizio Demi, direttore dipartimento materno infantile, alle infermiere pediatriche del Nido Stefania Battocchio ed Edi Faraggi, ospedale di Bassano Del Grappa.

Stefania Battocchio lei è formatrice per l’OMS e l’Unicef ai corsi per l’allattamento, referente dell’ Ospedale Amico del Bambino. Perché i piccoli traggono beneficio dall’allattamento al seno?
Perché il latte materno è specie specifico ed adeguato a tutte le necessità nutrizionali del piccolo ed ha tutta una valenza di tipo immunologico; protegge il bambino che quando nasce è estremamente immaturo dal punto di vista immunologico e stabilisce un rapporto con la mamma che è senz’ altro unico.

Come sapere che il latte ha sostanza?
E’ una domanda che spesso mi viene posta ma non ha senso di esistere, perchè non esiste latte materno privo di sostanza. Voglio ricordare che questo alimento è così specifico che se il bambino nasce a 25 settimane, il latte è adeguato per le 25 settimane, se nasce a 30 è adeguato ad un piccolo di 30 settimane e questo continua anche dopo. Infatti, dopo due mesi il latte è diverso da quello della nascita. Quello che cambia è sia dal punto di vista nutrizionale che immunologico. Vale a dire che più il bambino cresce, più viene in contatto con il mondo esterno ed inizia a portare oggetti alla bocca, più il latte si arricchisce dal punto di vista immunitario.

Dottor Demi, come poter stabilire, ancora, la qualità del latte?
Una valutazione oggettiva è anche quella della crescita, del peso del piccolo, sapendo che le curve di crescita dei bambini allattati al seno, dal 2006, sono state riviste e sono diverse dalle curve di crescita di quelli che prendono latte artificiale. Crescono di più nei primi tre mesi di vita, perché hanno una crescita bella sostanziosa, che diminuisce in maniera drastica passando dai circa 200 grammi la settimana ai 100 grammi alla terza settimana. I componenti del latte materno contribuiscono allo sviluppo neurosensoriale del piccolo, perché lo sviluppo delle cellule cerebrali continua almeno 12 mesi dopo la nascita. La qualità adeguata dell’ alimento presuppone anche un miglior sviluppo cerebrale, quindi migliore intelligenza.

Fino a quando, allattare?
Le indicazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità ma anche della Società Italiana di Neonatologia, parlano anche di due anni e oltre con sei mesi di allattamento esclusivo senza l’integrazione di nient’ altro. Per sei mesi il latte materno è in grado di fornire tutte quelle sostanze che sono necessarie al bambino per crescere nei migliore dei modi!

Edi Faraggi ha un’esperienza di 22 anni al Nido di Bassano. Quanto dovrebbe durare in media una poppata?
Perché si dica poppata, il bambino deve essere attivo al seno per un minimo 10 minuti. Bisogna anche vedere come succhia, come si è “attaccato al seno”. Il tempo comunque dipende sempre da bambino a bambino.

Esiste una “posizione ottimale” di attacco al seno?
Sì, esiste una posizione corretta di attacco e lo si spiega alle mamme, perché è indice di buona partenza per un allattamento di successo. Innanzitutto la mamma dovrebbe imparare anche ad allattare da seduta per poi agevolmente allattare ovunque si trovi. Le neo mamme con taglio cesareo posticipano di un giorno poiché non possono stare sedute. Va detto che ogni seno è diverso ma per un attacco corretto, possiamo stabilire che la bocca del piccolo deve essere ben spalancata e l’ areola deve scomparire all’ interno della bocca.

A casa meglio sedute o sdraiate?
La poppata da distesa facilita il riposo della mamma.

Esistono delle sostanze naturali che se assunte, possono incrementare la produzione del latte materno? Un tempo si parlava della proprietà della birra…
No, assolutamente! E’ sufficiente seguire una sana alimentazione e suggerire alla mamma che si ascolti e segua un sano stile di vita. Sarà il suo corpo a farle specifiche richieste per quanto riguarda il grado di fame e sete. Ricordiamoci che spontaneamente il corpo chiede di mangiare di più e di bere anche di più, perché una mamma che allatta in modo naturale, avrà un corpo che chiede un pò più di energia e di liquidi.

Esiste una dieta particolare?
Assolutamente no: come detto è sufficiente una dieta che faccia bene alla mamma, con poche sostanze eccitanti, come il tè, la cioccolata, il caffè. Lei ha citato la birra: una cosa assolutamente da fare è abolire l’ alcool perché passa anche al bambino attraverso il latte. Raccomandata, alimentazione sana.

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Per quanto riguarda i cibi che possono conferire sapore diverso al latte?
Beh, i bambini hanno già una storia di 9 mesi in pancia, eccetto che per la toxoplasmosi la mamma non si è astenuta a nulla, il piccolo ha già conosciuto i vari gusti.

Quanto è importante che la mamma riposi e sia serena?
Che riposi ma vorrei dire, soprattutto che venga aiutata e sostenuta nel primo mese. è essenziale! Non solo: che venga aiutata nei suoi momenti di riposo e sostenuta in quello che sta facendo, cercando di rafforzare la sua autostima. Queste sono piccole cose ma fondamentali per un buon successo dell’allattamento.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Maurizio Demi

Primario Pediatria



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