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tumori anziani

Anziani e Tumori: in aumento i casi over 70

tumori anziani

Anziani e Tumori: in aumento i casi over 70!

L’argomento che tratteremo è certamente un argomento complesso e senza dubbio non potrà esaurirsi con 2 pagine di intervista. Quello che ci auspichiamo, con la collaborazione del dott. Palazzolo Giovanni, oncologo, e del Dott. Tiso Tommasello, nutrizionista, di fare un po’ di chiarezza su questo argomento. Recentemente, da uno studio di settore ne è uscito che ogni giorno 500 over 70 si ammalano di tumore. Ci siamo chiesti perché.. Dott. Giovanni Palazzolo, dirigente medico di oncologia Ulss 15 di Cittadella Dott. Tiso Tomasello dirigente medico Medicina Interna ospedale di Cittadella. Presidente Team nutrizionale e coordinatore team bariatrico Ulss 15.

Dott. Tomasello i tumori sugli over 70 sono un indice dell’ invecchiamento,  oppure ci sono delle cause esterne?
L’invecchiamento è geneticamente determinato (apoptosi) ma l’ambiente gioca un ruolo importante nell’espressione genetica di questo processo biologico (epigenetica). Le ridotte capacità riparative del DNA e protettive dei danni ossidativi causati dai radicali liberi, espone l’essere umano ad una maggiore incidenza dei tumori, soprattutto negli over 70, come dimostrano i dati epidemiologici.

Dott. Palazzolo ci può dare un ordine sugli organi più colpiti da tumore, in base all’età?
Nella popolazione ultrasettantenne gli organi maggiormente colpiti da neoplasia nel sesso maschile sono la prostata (31%), il colon (10%) ed ovviamente il polmone (14%); nel sesso femminile, il tumore della mammella (31%), del colon (11%), del polmone (13%) e dell’ovaio (5%) sono tra i più frequenti.

Dott. Tomasello quanto incide lo stile di vita sull’essere colpiti da un tumore?
Lo stile di vita racchiude comportamenti riguardanti le abitudini alimentari e l’attività fisica. L’oncologia si decide a tavola, visto che il 30% dei tumori è correlato a quello che mangiamo: troppi grassi, porzioni abbondanti, eccesso di carne rossa, scarsità di fibre, frutta e verdura. E’ stata calcolata la percentuale di tumori evitabili con una alimentazione corretta (leggasi mediterranea): dal 20-33% ai polmoni, dal 66-75% allo stomaco, dal 33-50% al seno, dal 66-75% al colon, dal 10-20% alla prostata. L’attività fisica aerobica, attraverso il controllo del peso corporeo (l’obesità rappresenta un fattore di rischio per alcuni tumori, quali quelli alla mammella e all’utero) ed una azione antiossidante, contribuiscono alla prevenzione dei tumori. Sulla base della forza dell’evidenza clinica, abbiamo prove convincenti che l’attività fisica riduca il rischio di tumore del colon, prove probabili di riduzione dei tumori della mammella in post-menopausa e dell’utero, prove limitate-suggestive di riduzione del rischio di tumori del polmone, pancreas e mammella in pre – menopausa.

Dott. Tomasello, recentemente l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha dichiarato che la carne crea il tumore. Partendo da qui e ampliando gli orizzonti, il cibo o meglio l’alimentazione quanto ci possono mettere al riparo dal tumore?
Questa domanda apre un orizzonte oceanico e non bastano poche righe per sintetizzare una quantità enorme di dati scientifici riguardanti la relazione fra alimenti e tumori, in particolare gli aspetti inerenti alla processazione degli alimenti: preparazione, conservazione e cottura. Come dicevo i tumori si decidono a tavola ed ora conosciamo i meccanismi. Le cellule del sistema immunitario presenti nel tessuto adiposo regolano la risposta infiammatoria che è legata alla progressione del tumore. Il grasso è sorgente di ormoni dai quali, alcuni tumori, sono fortemente influenzati. E’ stata fatta chiarezza sul ruolo della restrizione di carboidrati nel trattamento e nella prevenzione del cancro. La maggior parte dei tumori hanno una elevata richiesta di glucosio e si associano ad insulino – resistenza (sindrome metabolica). Elevati livelli cronici di glucosio, insulina e IGF-1 facilitano le genesi del tumore (l’insulina è un importante fattore di crescita cellulare). Studi epidemiologici ed antropologici indicano che la restrizione calorica e di carboidrati può essere benefica nel diminuire il rischio di cancro e della sua progressione. I corpi chetonici, che vengono prodotti in condizioni di digiuno e di diete cosiddette chetogeniche (a bassissimo contenuto di carboidrati), hanno un effetto antitumorale. Sarebbe troppo lungo analizzare il rapporto fra i vari macro-micronutrienti e tumori, ma alla luce di quanto pubblicato recentemente in merito al consumo della carne rossa, ritengo necessario dare spazio alla processazione degli alimenti, in quanto ci sono molti fattori che modificano il rischio di cancro. I nitrati, che si trovano naturalmente nelle piante e provengono dal suolo, sono utilizzati come fertilizzanti: i vegetali rappresentano il 70-97% dell’introito dei nitrati. L’organismo trasforma i nitrati (tra il 5-20%) in nitriti che sono utilizzati dall’industria come conservanti della carne (sono molto tossici per i batteri). I nitriti reagiscono con i prodotti di degradazione degli aminoacidi (che formano le proteine) per formare i cosiddetti N-Nitroso composti: nitrosamine o nitrosamidi. Questi composti si formano durante la conservazione della carne o nell’organismo (particolarmente nello stomaco) dai nitrati di provenienza alimentare. Molti composti N-Nitroso sono noti per essere carcinogeni umani (cancro dello stomaco e del colon-retto): la vitamina C ha un effetto protettivo nei confronti della carcinogenesi mediante l’inibizione del processo di nitrosazione. Di notevole importanza è il tipo di cottura gli alimenti: quando la carne viene cotta si formano le amine eterocicliche, le temperature troppo elevate causano la reazione fra gli aminoacidi e la creatina (sostanza che si trova nel muscolo) e la temperatura è il più importante fattore nella formazione di questi composti. La cottura alla griglia, alla piastra e la frittura sprigionano elevate temperature e, quindi, grandi quantità di amine eterocicliche. La cottura al forno ed arrostimento sprigionano temperature più basse e producono meno amine. La precottura al forno a microonde riduce la produzione di amine. Il consiglio è di non mangiare più di 70 gr di carne molto cotta al giorno e non superare i 500 gr ogni settimana, evitando cotture prolungate. Vorrei, infine, spendere poche parole sui dolcificanti chimici che in passato sono stati oggetto di attenzione per quanto riguarda la loro azione cancerogena. Saccarina, ciclamato ed aspartame sono considerati tra le possibili causa di cancro: in studi su animali, dosi molto elevate di saccarina, in particolare, hanno inciso sulla formazione di tumori della vescica. Le dosi utilizzate sono di gran lunga superiori a quanto l’essere umano può introdurre con i cibi e le bevande. Gli studi epidemiologici non supportano però, l’ipotesi che i dolcificanti siano causa di tumori.

Chi si ammala di tumore dopo i 70 anni, come verrà curato se a questa età normalmente molti soffrono di altre patologie? Mi viene da pensare una cura su misura.. Risponde il Dott. Palazzolo.
Negli ultimi anni si è assistito ad un consistente miglioramento della conoscenza della biologia molecolare dei tumori. Oggi si è in grado di definire dei gruppi di pazienti affetti da neoplasie che presentano caratteristiche molecolari ben precise e per cui sono disponibili già nella pratica clinica farmaci “target” (farmaci a bersaglio molecolare). Questi gruppi di pazienti hanno una sopravvivenza nettamente migliore rispetto a coloro la cui neoplasia non esprime queste specifiche alterazioni molecolari. Da qui la possibilità la definizione di “terapia personalizzata.

Le probabilità di guarigione immagino dipendano dalla natura del tumore. Quindi cosa possiamo dire a chi ci legge?  Risponde il Dott. Palazzolo.
Purtroppo la maggior parte delle neoplasie quando sono in una fase avanzata di malattia non sono guaribili. Ma la continua ricerca pre – clinica e clinica sta portando una parte di queste neoplasie, soprattutto quelle con caratteristiche molecolari specifiche, ad essere cronicizzate. Questo consente di allungare il periodo di sopravvivenza dei pazienti rispettandone la qualità di vita. Due esempi su tutti: grazie alle terapie “target” in casi selezionati, la sopravvivenza media dei pazienti affetti da neoplasia polmonare avanzata è passata dagli 8-9 mesi di 15 anni fa agli attuali 18-20 mesi. Nelle neoplasie mammarie HER2 positive in fase avanzata la combinazione dei vari trattamenti di nuova generazione ha generato aspettative di vita talvolta superiori ai 3 anni.

Siamo in chiusura, cosa possono fare concretamente i 70enni per ridurre al minimo questa patologia? Risponde il Dott. Tomasello
Meglio prevenire che curare, ma la prevenzione viene da lontano, bisogna invecchiare bene: quando si arriva ai 70 anni e oltre, spesso i giochi sono già fatti; comunque mangiare poco e seguire i dettami della dieta mediterranea, fare attenzione al sale ed alcolici, svolgere regolare attività fisica. Sono consigli da seguire, il cibo non solo come alimento, ma anche come terapia: è sempre più importante il ruolo della scienza che spazia dalla nutriceutica alla nutrigenomica, dalla genetica alla epigenetica alla ingegneria della nutrizione. L’alimentazione e la regolazione genetica sono vincolate da una stretta relazione biunivoca: la variabilità genetica attraverso l’assorbimento del cibo, l’utilizzazione del cibo, bilancio calorico, e l’introito di alimenti attraverso la regolazione del genoma, l’espressione degli enzimi, la variabilità genomica in utero. Concludo che c’è una inscindibile relazione tra genetica ed ambiente: l’uomo è ciò che nasce, l’uomo è ciò che mangia, la scienza ci ha permesso di capire la profonda verità alla base dell’aforisma del filosofo Feuerbach: “siamo quello che mangiamo”. Una vita senza esagerazioni già dovrebbe predisporre ad una buona vecchiaia. In generale, la moderazione ed una vita equilibrata senza eccessi già di per sé dovrebbe ridurre il rischio di insorgenza delle neoplasie.

Siamo in chiusura e Vi chiedo ad entrambi, cosa possono fare concretamente i 70enni per ridurre al minimo questa patologia?
Una vita senza esagerazioni già dovrebbe predisporre ad una buona anzianità. In generale, la moderazione ed una vita equilibrata senza eccessi già di per sé dovrebbe ridurre il rischio di insorgenza delle neoplasie.

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


Dr. Tiso Tomasello

Specialista in Nutrizione clinica e Geriatria, Dirigente Medico Medicina Interna ULLS 15, Presidente Team Nutrizionale ULSS 15, Coordinatore Team Bariatrico ULSS 15

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