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apnee notturne

Apnee notturne? In aiuto a chi russa arriva il dentista

Importante la giusta figura professionale alla quale rivolgersi

Continua il nostro percorso nel mondo del russamento e delle Apnee Ostruttive Notturne.
Nei numeri precedenti abbiamo visto la parte diagnostica, quella chirurgica Robotica eseguita dagli Otorinolaringoiatri, dott. Paolo Agostini Primario e dott. Luigi Romano Esperto in disturbi respiratori nel sonno, quella ventilatoria applicata dal Pneumologo dott. Fabrizio Dal Farra, esperto in disturbi respiratori nel sonno, con la c-pap dell’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa (VI).

Oggi, ci occupiamo della terapia odontoiatrica. Lo facciamo con l’aiuto di uno specialista che proprio sull’argomento ha approfondito i suoi studi, arrivando a progettare strumenti pratici che aiutano a risolvere quei particolari disturbi legato al sonno.

Intervista al dott. Giuseppe Burlon, Odontoiatra in Alano di Piave (BL).

Dott. Burlon, che cosa comporta questa patologia?

Stanchezza al risveglio, sonnolenza costante durante il giorno, fatica a concentrarsi, calo del desiderio e delle prestazioni sessuali, ipertensione, cefalee mattutine, difficoltà nella guida dell’auto per sonnolenza e rallentamento dei riflessi, sono incredibilmente facce della stessa medaglia, tutte legate al sonno.

Il russamento e le apnee ostruttive notturne creano un’ interruzione ed una frammentazione del sonno impedendo di entrare nel sonno profondo che è la fase di riposo nel ciclo del sonno stesso.

Tuttavia, risulta difficile a chiunque collegare questo insieme di situazioni ad una soltanto, come pure il riuscire ad esprimere il devastante malessere fisico e psicologico. Per non parlare poi dei disagi causati a chi condivide lo stesso letto.

È vero che risulta altrettanto difficile decidere a quale figura professionale rivolgersi?

Sicuramente è importante rivolgersi a Odontoiatri e Medici Esperti in disturbi respiratori nel sonno, qualificati per la risoluzione di un problema ancora poco diagnosticato e che può avere conseguenze sulla salute anche molto gravi. Il russamento interessa anche direttamente il partner di letto e può creare un disturbo importante di convivenza, a volte insopportabile e quando il fenomeno si verifica tutte le notti ed è molto intenso, diventa opportuno eseguire un approfondimento medico e diagnostico-strumentale del diretto interessato.

Potrebbero esserci infatti apnee nel sonno: si tratta della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel sonno (OSA: Obstructive Sleep Apnoea).

In questi casi la respirazione si arresta ripetutamente per almeno 10 secondi anche per centinaia di volte durante l’intera notte.

Per difendersi dalla conseguente pericolosa riduzione di ossigeno, il cervello si attiva con brevi risvegli (detti “arousal”) che alterano la continuità del sonno.

Quanti livelli sono stati definiti, per quanto riguarda la severità del disturbo?

I livelli sono tre, basati sul numero di apnee notturne per ora di sonno. Da 5 a 14 si tratta di OSA lieve, da 15 a 30 moderato, oltre i 30 episodi per ora di sonno si identifica la forma grave.

Si stima che in Italia le persone con OSA sintomatico siano circa due milioni.Ne soffrono soprattutto gli uomini, specie tra i 30 ed i 65 anni, mentre nelle donne il fenomeno è più frequente dopo la menopausa.
Ma, il 24% dei maschi e il 9% delle femmine soffrono di disturbi respiratori del sonno anche in assenza di sintomi.

Con il passare del tempo, queste persone avranno un progressivo incremento del rischio cardiovascolare e metabolico, oltre a uno scadimento della qualità della vita. Parliamo di ipertensione arteriosa, aritmie e ischemie che determinano ictus e infarti. Anche chi soffre di OSA lieve o moderata corre questi pericoli.

Di quali altri effetti negativi sono responsabili le apnee notturne?

Parliamo di eccessiva sonnolenza diurna, scarsa concentrazione, senso di confusione e affaticamento. Con conseguenti rischi sul lavoro, durante la guida di un veicolo e un decadimento della qualità di vita.

Anche la vita di coppia ne risente: oltre a un peggioramento della qualità del sonno del partner che è turbato dal russamento intenso, si ha infatti anche un calo del desiderio sessuale associato a disfunzione erettile.

Purtroppo solo una piccola parte dei casi esistenti viene diagnosticata e curata. Inoltre, da gennaio 2016 anche il rilascio ed il rinnovo patenti è legato alla individuazione, alla diagnosi e alla terapia corretta delle Apnee Ostruttive Notturne.

Dott. Burlon, sappiamo che lei ha realizzato alcuni brevetti per la terapia odontoiatrica, ce ne può parlare?

Quando alcuni anni fa ho iniziato ad affrontare la materia, mi sono scontrato con alcuni problemi tecnici che limitavano il successo finale, in quanto gli apparecchi protesici che avevo a disposizione non riuscivano ad assecondare le mie necessità.

Ho stabilito precisamente le caratteristiche tecniche che desideravo da un apparecchio orale, ne ho determinate ventitré e mi sono messo all’opera; è nato così Protrusor, un protrusore mandibolare notturno confortevole ed estremamente performante.

È coperto da brevetto Europeo ed Americano.

Di cosa si tratta, più nel dettaglio?

Si tratta di una protesi dentaria da indossare prima di andare a dormire. L’apparecchiatura mantiene la mandibola in posizione leggermente più avanzata durante il sonno.

Quando si dorme, infatti, sia la muscolatura del collo che la lingua si rilassano, provocando un’ostruzione nello spazio faringeo. Il protrusore porta in avanti la mandibola, permettendo così un corretto passaggio dell’aria. Un fatto indispensabile per una giusta respirazione durante il sonno.

Si tratta di modelli standard?

Va detto che per funzionare in modo corretto vanno sempre realizzati su impronta individuale, essere ‘attivabili’, cioè l’odontoiatra deve avere la possibilità di far avanzare gradualmente la mandibola rispetto alla mascella.

Biocompatibili, per evitare allergie e modificabili nel caso si eseguano trattamenti odontoiatrici successivi all’applicazione del protrusore stesso. Ma soprattutto ho fondato nonrusso+ per mettere a disposizione il mio know-out a tutti gli Odontoiatri che desiderano affrontare questa patologia in modo serio e professionale e li invito a contattarmi.

Per loro ho inoltre creato dei dispositivi tecnici, anche questi coperti da brevetto, che servono per migliorare ulteriormente il grado di precisione perché non dobbiamo mai dimenticarci che ogni persona è unica e di conseguenza va applicata una terapia odontoiatrica estremamente personalizzata.

Come si sviluppa la terapia odontoiatrica?

Il protocollo che propongo e che eseguo quotidianamente in studio è il seguente: individuazione della patologia che avviene alla poltrona nella normale visita dentistica, a cui segue uno screeninig cartaceo con l’aiuto di una apposita brochure.

Da qui si passa all’esame poligrafico notturno eseguito a casa del paziente, per determinare ed applicare il trattamento terapeutico corretto che può essere odontoiatrico con protrusore mandibolare nei casi selezionati.

È molto importante eseguire una poligrafia di controllo finale per verificare il giusto grado di avanzamento mandibolare.

Ricordo che stiamo parlando di una patologia cronica, di conseguenza è fondamentale e doveroso eseguire il controllo e la verifica annuale del corretto funzionamento del dispositivo orale.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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