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“A scuola di salute”: bambini e sport!

“A scuola di salute”: bambini e sport!

Praticare sport fin da bambini assicura un giusto sviluppo delle ossa e dei muscoli, regola il metabolismo e favorisce la socializzazione. Ma quali sono gli sport giusti ed a quale età bisogna cominciare?

Per queste domande abbiamo una rivista ad hoc “A scuola di Salute”, diretta dal prof. Alberto G. Ugazio responsabile dell’Istituto per la Salute del Bambino dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che con cadenza mensile approfondisce i temi di salute che riguardano i più piccoli.

Prof. Ugazio, quando e come nasce la rivista “A scuola di Salute”?

Nasce in collaborazione con la Funzione Comunicazione del nostro ospedale, in particolare con il Dott. Nicola Zamperini, come strumento di “alfabetizzazione sanitaria” per le famiglie e per il mondo della scuola.

La rivista intende rispondere all’esigenza di far crescere bambini e ragazzi sempre più capaci di comprendere, di scegliere e di applicare gli strumenti di salute più efficaci. L’ambizione è di formare una metodologia razionale che consenta di affrontare i numerosi, nuovi temi di salute che le news ci propongono ogni giorno con senso critico e su basi scientifiche.

Troppi danni abbiamo avuto, anche nel recente passato, da fantomatiche “terapie antitumore” e tante altre novità terapeutiche basate sulla irrazionalità e talvolta sulla frode. La stessa caduta dei tassi di vaccinazione cui stiamo assistendo con crescente preoccupazione nel corso di questi ultimi anni è soltanto un’altra, pericolosissima manifestazione di analfabetismo sanitario. Occorre combatterlo

Quando un bambino può iniziare a fare sport?

In età prescolare (dai tre anni) è consigliata una attività generica e completa che metta in moto la maggior parte dei muscoli e che aiuti il bambino a sviluppare i sistemi di coordinazione neuromuscolare. Correre, saltare, lanciare ed afferrare oggetti in attività di gioco-motricità sono le componenti ideali di allenamento a questa età.

È consigliabile anche la pratica, quando possibile, del nuoto, che dispone il bambino a muoversi nell’acqua con facilità (acquaticità) e senza timore. Imparare a nuotare è inoltre quasi un dovere sociale in Italia, Paese proiettato nel Mediterraneo e contornato in massima parte del mare. Il minimo comune denominatore deve essere sempre uno: divertirsi

Gli infortuni sportivi più frequenti in età pediatrica?

Escludendo le fratture, nell’ambito delle lesioni sportive il trauma distorsivo di tibiotarsica è senza dubbio quello più frequente. Può verificarsi sia nel bambino più piccolo che nell’adolescente.
Se le caratteristiche cliniche fanno sospettare una lesione capsulo-legamentosa maggiore, con instabilità ed impotenza funzionale marcata, il trattamento nei giovani atleti, dopo un corretto inquadramento diagnostico, può essere anche chirurgico. Il ginocchio è la seconda articolazione più coinvolta.

Il trauma avviene solitamente con meccanismo di torsione con piede bloccato a terra. In presenza di marcata tumefazione, intenso dolore e claudicazione, dovrebbe essere sospettata una lesione delle fibrocartilagini meniscali, delle strutture capsulo-legamentose di ginocchio o la lussazione acuta della rotula.

Alla corretta definizione della lesione, possibile presso le strutture che si occupano di traumatologia dell’età evolutiva, seguirà la forma di trattamento più appropriata, conservativa o chirurgica, come nel caso delle lesioni complete del legamento crociato anteriore e il distacco dell’eminenza intercondiloidea.

Sport agonistico o non agonistico?

La certificazione non agonistica può essere rilasciata dal medico o pediatra di base, dal medico dello sport o, in caso di patologia, dallo specialista. Da alcuni anni è decaduto l’obbligo di certificazione per le attività ludico-motorie che rimane comunque facoltativa e che, spesso per problemi assicurativi, la struttura sportiva può legittimamente richiedere.

Gli accertamenti previsti consistono in una visita generale con rilevazione della pressione arteriosa. È inoltre necessario portare in visione un esame elettrocardiografico che, a discrezione del medico, può essere ripetuto negli anni successivi. Per quel che riguarda la certificazione agonistica può essere richiesta solo se il bambino raggiunge i criteri anagrafici minimi stabiliti dalla federazione di riferimento. Per esempio, per il calcio dai 12 anni o per il nuoto dagli 8 anni di età.

Questa certificazione può essere rilasciata unicamente da medici specialisti in medicina dello sport dopo visita di idoneità che comprende esame spirometrico, elettrocardiogramma a riposo e dopo step test dei 3 minuti. Ulteriori accertamenti di secondo livello (esame ecocardiografico, test da sforzo massimale…) vengono richiesti dallo specialista sulla base della storia clinica del bambino o nel caso in cui gli esami di primo livello abbiano evidenziato anomalie.

Per tutti i tipi di certificato la validità massima è di un anno. In fin dei conti, al di là dell’obbligatorietà, un controllo annuale dei nostri bambini è comunque una buona e sana abitudine!

Consulta la rivista, “A scuola di Salute”!

di Endrius Salvalaggio


Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

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