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Barcellona chiama Camposampiero: Andrea Guttilla e la borsa di studio

Barcellona chiama Camposampiero

Giovane urologo dell’Ulss 15 vince importante borsa di studio

Da Camposampiero a Barcellona il passo è breve. Ma non per tutti.
In questo caso lo è stato per Andrea Guttilla, giovane urologo dell’ospedale di Camposampiero che ha vinto una borsa di studio per un progetto di ricerca internazionale catapultandolo alla “Fundaciò Puigvert” della città iberica.

Un ulteriore importante riconoscimento dopo i tanti successi ottenuti a partire da quel 110 e lode che lo ha incoronato con l’alloro della laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Udine, nel 2008. Ed un premio in denaro assegnatogli dall’AFDS (Associazione Friulana Donatori di Sangue) per una tesi di tutto rispetto in materia di PSA e donatori di sangue. Nel 2014, la specializzazione in Urologia all’Università di Padova. Il titolo di FEBU (Fellow of the European Board of Urology) (UEMS).

Membro del consiglio direttivo del GUONE (Gruppo Uro-oncologico del Nord Est). Da allora, diverse esperienze come quella di medico volontario in Africa, borsista presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’approdo all’ospedale di Camposampiero sotto il segno dell’ULSS 15 nel febbraio 2015. Decisamente un bell’acquisto, si direbbe in campo sportivo.

Ad aver individuato nel giovane urologo che opera in Veneto uno dei vincitori della prestigiosa borsa di studio, la Società Italiana di Urologia. Il progetto di ricerca internazionale denominato “Colombo Project” nasce dalla fattiva collaborazione fra la stessa Società ed una ditta tedesca leader nei prodotti per l’endoscopia e tecnologie mediche. Grande soddisfazione è stata espressa dal dottor Guttilla quando è venuto a conoscenza di questa nuova opportunità offertagli.

Per i vertici dell’ULSS 15 un’occasione importante affinché lo scambio di conoscenze internazionali possano aggiungersi come “valore inestimabile”, qualcosa che va a completare i saperi già esistenti. Bagagli professionali a vantaggio della comunità, di quei malati che devono ricorrere ad una attività endourologica da parte dei medici, la più precisa possibile per una sanità veneta che possa rimanere al vertice della classifica d’eccellenza.

Dottor Guttilla, come sta andando a Barcellona?

Molto bene. L’esperienza alla Fundaciò Puigvert si sta confermando un momento di grande crescita scientifica e chirurgica. Sotto la guida del dott. Alberto Breda, capo dell’unità dei Trapianti Renali della Fundaciò ed esperto uro-oncologo, mi sto dedicando ad approfondire i temi relativi alla chirurgia renale mini-invasiva (laparoscopica, robotica ed endourologica).

Quale l’aspetto più interessante di quanto sta facendo?

L’aspetto più interessante è quello relativo ai nuovi trattamenti mini-invasivi (endourologici) per il trattamento del tumore uroteliale dell’alta via escretrice che ad oggi trova nell’asportazione del rene il gold-standard terapeutico. In Fundaciò l’uso del laser per la cura di certi tipi di tumori è ormai la regola con risultati oncologici e funzionali molto buoni. Inoltre, il dott. Breda è stato il primo in Europa ad iniziare il trapianto renale robotico; partecipare a questi tipi di chirurgia anche per chi lavora in centri che non fanno trapiantologia, aiuta moltissimo ad imparare tecniche chirurgiche da applicare in altri tipi di chirurgia renale minivasiva.

Alla Fundaciò Puigvert, poi c’è la continua possibilità di integrare quello che si vede e si fa in sala operatoria con un approfondimento scientifico atto alla produzione di lavori sui temi più caldi dell’urologia. Ogni giorno vengono organizzati meeting scientifici in cui sono presentati casi clinici complessi e i più importanti lavori scientifici pubblicati.

Come pensa di tornare a casa: con quali nuovi saperi e con che contributo apportato da lei?

Oggi la tecnologia in ambito medico ha fatto passi da gigante e in Fundaciò si è potuto toccare con mano come le proposte terapeutiche per il paziente siano diverse, proprio grazie alla disponibilità di tanti molteplici tipi di trattamenti.

Tornerò a Camposampiero molto arricchito di nuove conoscenze su diverse problematiche urologiche e con il desiderio di poter portare anche nella mia realtà, che è sempre stata sensibile ad investire sull’innovazione, le tecnologie necessarie a rispondere alle numerose richieste dei pazienti.

Qui in Spagna, dove il sistema sanitario è molto simile a quello italiano, ho potuto constatare come sia possibile utilizzare una tecnologia costosa ma utile, sfruttando al massimo le potenzialità umane e strutturali, riducendo gli sprechi e migliorando i risultati chirurgici sui pazienti con una chiara diminuzione dei costi.

Dal punto di vista umano questa esperienza mi ha dato molto: oltre ad avere incontrato moltissime persone di cui manterrò un bellissimo ricordo, è stata l’occasione per mettermi in gioco in una realtà straniera dove si fa urologia ad alti livelli e dove si considerano l’approfondimento scientifico e la chirurgia come parti integranti della formazione e della professione medica.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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