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Candida vaginale, come liberarsene!

Angelica Montagna

Importane che la donna diventi “acuta osservatrice”. Parola della dr.ssa Laura Favretti dr. Unità operativa ostreticia e ginecologia dell’Osp. di Cittadella

Fra i disturbi al femminile vi è la “Candida” che contrariamente al suo nome, così candida non è! Si tratta infatti di un’infiammazione piuttosto fastidiosa che se non curata bene, tende a tornare e a causare non pochi problemi.
Stiamo parlando della candidosi vulvo vaginale: fastidioso prurito locale che non cessa nemmeno nelle ore notturne, accompagnato da secrezioni vaginali di colore bianco, del tutto simili alla ricotta.
La Candida procura dolori durante il rapporto e disuria (ovvero difficoltà nell’urinare).  Diverse sono le errate credenze attorno a questa patologia. Cerchiamo di sfatare alcune leggende metropolitane grazie all’aiuto della dott.ssa Laura Favretti, Direttore Unità Operativa Ostetricia Ginecologiadell’Ospedale di Cittadella

– Dott.ssa Favretti da dove partire per parlare di Candida?
“Innanzitutto dobbiamo dire che la Candida è un fungo che vive normalmente già dentro al nostro corpo. L’ “albicans” dorme senza provocare alcun disturbo, nel nostro intestino, sulla pelle, nella vagina appunto, nelle orecchie, nella bocca…
Attenzione anche a non confondere la Candida con un banale arrossamento o un prurito esterno dell’apparato vulvare. Personalmente posso dire che soltanto un caso su tre si rivela alla fine candidosi.”

– A quali esami sottoporsi, quindi, per una precisa diagnosi?
“La diagnosi viene spesso fatta già con una prima visita. Nel caso di forme recidivanti è sempre consigliato eseguire un tampone vaginale che permetterà di capire anche se si tratta di Candida Albicans (la più frequente) o di sottofamiglie che si possono presentare, ma con meno frequenza.”

– Quali possono essere le cause?
“Come già detto la Candida è una comune compagna presente nel nostro corpo. Tutti i batteri di cui siamo ricchi, li teniamo sotto controllo con le nostre difese immunitarie. Eppure ogni qualvolta subentrino fattori come stanchezza, stress, affaticamento, irritazione locale, può accadere che diamo ai batteri dello spazio per crescere. Anche la  terapia antibiotica che uccide tutti i batteri, lascia campo libero e la Candida cresce. E’ un classico, dopo la terapia antibiotica.”

– Possiamo dire che la Candida è una malattia a trasmissione sessuale?
“Questa è una bella domanda perché vi è una certa confusione in merito. La Candida non è affatto una malattia a trasmissione sessuale! Che non vuol dire che non sia trasmettibile. Vuol dire che non necessita in sé di rapporto sessuale per essere contratta. Infatti nelle prime infezioni non va nemmeno trattato il partner, ma soltanto in caso di recidivanti e qualora vi sia il sospetto che anche  lui abbia contratto l’infezione.”

– Come curarla?
“La terapia è a base di antimicotici della famiglia dei farmaci omogenea. Il trattamento generale è per bocca, o locale: entrambi hanno l’ identica efficacia. Quindi con pastiglie oppure ovuli e lavande.”

– Cosa ne pensa dei rimedi fai da te, come le lavande a base di acqua e yogurt o acqua e bicarbonato?
“Molte donne usano farsi lavande interne di questo tipo. Posso dire che non fanno alcun danno anche se non trovo vi sia una logica. Potrebbe funzionare come effetto placebo, questo sì. Ricordo soltanto che la vagina è un organo con un potenziale di autodifese enorme. In un certo senso si auto-salva facendo ricrescere la flora che vive all’interno. Ma la flora vive, solo se la vagina sta bene.”

– Parliamo di alimentazione legata alla Candida. 
“Da sempre si raccomanda di evitare i lieviti, gli zuccheri, ma va detto che si deve parlare in generale di equilibrio del nostro organismo. Quindi vi possono essere delle sporadiche manifestazioni di infezione da Candida, per niente legata all’alimentazione. Il problema è quando dopo un mese che l’abbiamo curata, si ripresenta di nuovo. Come detto, si è rotto un equilibrio! Attenzione perché c’è sempre una causa scatenante.”

– Come fare ad individuarla?
“Qui entra in gioco la donna che deve diventare un pò il “medico di se stessa”. Dovrebbe stare attenta e farsi domande del tipo: quando mi viene? Primo o dopo un rapporto con scarsa lubrificazione? Quando indosso slip sintetici? Quando uso i salvaslip? Quando uso troppo detersivo o ammorbidente nei lavaggi delle mutandine in lavatrice? Quando eccedo con il sapone per lavarmi? Vede, una causa scatenante c’è quasi sempre. Si deve andare  in cerca, con pazienza, ma alla fine la si trova!”

– Come trattare le donne in gravidanza?
“Le mucose in quel periodo sono ricchissime di zuccheri e quindi la donna gravida ha un clima locale particolarmente disposto per la crescita della Candida. Va trattata non per via orale, ma per via vaginale. Rassicuro le donne incinte perché la candida non è considerata fra quelle infezioni che risalgono e che possono dare problemi al piccolo.”

– Quando possiamo dire che l’infezione da Candida è recidivante?
“Per recidivante si intende un’infezione che si presenta almeno 5/7 volte l’anno.
Ci sono anche Candide atipiche che non presentano sintomi. Quelle si lasciano stare e non è necessario curarle. Come ho già detto, va stabilito sempre che si tratti di Candida Albicans e non qualcosa di localizzato alla vulva, la parte esterna.”

Spesso chi soffre di Candida recidivante, tende ad abbattersi e a sentirsi a disagio, a sentirsi meno donna.
“Sì, io capisco molto bene questo sentimento perché l’infezione tocca la sfera sessuale, compromette la qualità del vivere, impedendo di avere una vita di coppia normale, oltre alla sintomatologia che è molto fastidiosa. Si sente, mi passi il termine,  “parzialmente invalida” non potendo utilizzare un organo di comunicazione.  Lo riscontro in molte pazienti.”

– Quali, le rassicurazioni in merito?
“Io dico che non devono sentirsi così. Si tratta di fare alcuni passi: capire innanzitutto se è Candida, capire bene come mai l’infezione torna di frequente e poi individuare la cura giusta, che per le forme recidivanti si prolunga nel tempo. Evitare l’uso eccessivo di terapie “fai da te” e non accontentarsi della diagnosi di candida ogni volta che si ha prurito vulvare. Tenere presente gli accorgimenti dei quali ho già parlato e tutto è destinato a risolversi per il meglio!
La Candida veramente “drammatica” è solo quello dell’immuno depresso, esempio nei casi di HIV. Ma questa è tutta un’altra storia e sarò felice di parlarne più avanti.”

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr.ssa Laura Favretti

Primario Ostreticia e Ginecologia – Presidio Ospedaliero di Cittadella

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