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Casa di riposo, una giungla di regole

Ingressi, registri, quote, rette e contributi: la complessa burocrazia dell’assistenza 

Case di Riposo: con l’aumento dell’età media della popolazione, un servizio sempre più richiesto.  Al punto che le strutture presenti sul territorio, per quanto numerose, non sono in grado di dare una risposta immediata al sensibile aumento della domanda dei cittadini anziani non autosufficienti.
I dati parlano chiaro: attualmente sono più di 300 gli anziani non autosufficienti, residenti nei 28 Comuni della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss n.3, in lista d’attesa per essere accolti in una Casa di Riposo. Ma quali sono le procedure richieste per l’ingresso in un Istituto di assistenza?  E quali gli impegni e gli obblighi per gli assistiti e per le loro famiglie?   Ce ne occupiamo nell’articolo che segue: una piccola guida alla complessa burocrazia dell’assistenza.    

L’INGRESSO IN CASA DI RIPOSO

Per l’ingresso in una Casa di Riposo è necessario presentare un’apposita domanda all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di residenza. La stessa istanza, in alternativa, può essere presentata al Distretto Socio Sanitario dell’Ulss n.3 o direttamente all’Istituto di ricovero presso il quale si intende essere accolti.
La richiesta di ingresso in Casa di Riposo viene quindi valutata da un gruppo di lavoro composto dal Direttore del Distretto Sanitario, dal medico di base del richiedente e dall’Assistente Sociale del Comune di residenza. Il gruppo esamina la richiesta dell’interessato e verifica le sue condizioni psico-fisiche in una scheda di valutazione, detta S.V.A.M.A, che assegna all’anziano un determinato punteggio. Più gravi o problematiche saranno le condizioni del richiedente e più alto sarà il punteggio.
Il gruppo di valutazione verifica inoltre se per l’anziano è realmente opportuno il ricovero in una Casa di Riposo, oppure se assegnare o erogare a suo favore servizi alternativi: come assegno di cura, minimo vitale o Assistenza Domiciliare Integrata.
Una volta stabilito che per il richiedente si rende necessaria l’accoglienza in una struttura di ricovero, l’interessato viene inserito in una lista chiamata “Registro unico della residenzialità”, gestito dall’Ulss.  La collocazione nel registro viene decisa in base al punteggio, ovvero alla gravità delle condizioni dell’anziano che ha presentato domanda. 

LA “RETTA” A CARICO DELL’ANZIANO

A carico dell’anziano ospite di una Casa di Riposo compete il pagamento di una quota.  Tale quota si chiama “retta sociale” o “retta alberghiera”, riguarda la copertura delle spese di alloggio e varia a seconda della Casa di Riposo. Nella nostra zona la “retta alberghiera” si aggira in una media tra i 40 e i 45 euro al giorno.

LA QUOTA SANITARIA   

E’ la quota di spesa per l’assistenza sanitaria all’anziano ospite di una Casa di Riposo.  L’importo della “quota sanitaria”, detta anche “impegnativa di residenzialità”, è pari a 47 euro al giorno. 
Tale quota è a carico della Regione Veneto, che eroga un riconoscimento economico alla Casa di Riposo per le prestazioni di rilievo sanitario a favore dell’anziano non autosufficiente.  E’ la Regione tuttavia a decidere, in base alle disponibilità di bilancio, quante “quote sanitarie” erogare e a quali Istituti assegnarle. 
Ne risentono diverse Case di Riposo medio-piccole, anche del nostro territorio, che rimangono escluse dall’assegnazione della quota regionale.  Ciò comporta non poche difficoltà finanziare agli Enti gestori di tali istituti, che erogano prestazioni sanitarie agli anziani non autosufficienti che di fatto non vengono riconosciute dalla Regione.  In questo caso, solitamente, tocca all’anziano ospite o ai suoi congiunti – tenuti per legge agli alimenti – pagare anche la quota sanitaria.  

CHI HA DIRITTO ALL’AIUTO DEL COMUNE

Può succedere che l’assistito in Casa di Riposo o i suoi famigliari non riescano a pagare totalmente la retta di ricovero.  Il tal caso l’anziano potrà chiedere un aiuto economico al Comune.  Solo il Comune di Bassano del Grappa spende annualmente circa 300mila euro per erogare contributi di sostegno per il pagamento parziale delle rette di ricovero per oltre 50 anziani indigenti, accolti in vari Istituti di ricovero.
L’intervento del Comune per l’integrazione della “retta alberghiera” ha luogo solo nel caso in cui l’utente non sia in grado di far fronte interamente al pagamento della retta di ricovero.  La condizione economica dell’anziano viene valutata dal Comune secondo tre criteri:
– l’ammontare dei proventi che derivano dai trattamenti economici, di qualsiasi natura, di cui gode l’assistito
– l’ammontare del proprio patrimonio mobiliare ( depositi bancari, titoli di credito, proventi di attività finanziaria ecc. )
– il patrimonio immobiliare

Qualora il ricoverando risulti proprietario o comproprietario di più beni immobili, non viene considerato in stato di bisogno e pertanto il Comune non è tenuto a intervenire.
Se l’assistito è in possesso di un patrimonio mobiliare, sarà tenuto a utilizzarlo a copertura della retta di ricovero fino alla riduzione del patrimonio stesso a 2.600 euro.  In quel momento il Comune potrà intervenire in suo sostegno, su valutazione del competente ufficio dei Servizi Sociali.

ANTICIPI E RIMBORSI

Se il soggetto che ha richiesto l’ingresso in Casa di Riposo è condizione di difficoltà economica ma risulta in attesa di ricevere pensioni o indennità a lui dovute, il Comune – trovandosi nell’esigenza di procedere alla sua ammissione in una struttura di ricovero – potrà comunque concedere il contributo comunale, ma a titolo di anticipazione.
In questo caso l’ammissione in Casa di Riposo sarà condizionata alla sottoscrizione di un impegno di rimborso al Comune, a cui l’anziano dovrà restituire tutti gli oneri anticipati nel periodo precedente alla riscossione delle rendite    

LE STRUTTURE PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI NEL TERRITORIO

Sono 20, complessivamente, le strutture per anziani non autosufficienti presenti sul territorio dei Comuni dell’Ulss n.3.  
Di queste, 9 sono Case di Riposo pubbliche, 1 è una Casa di Riposo privata, altre 7 sono Case di Riposo gestite da congregazioni religiose e le ultime 2 strutture sono Centri Diurni socio-sanitari per anziani non autosufficienti. Le “impegnative di residenzialità” assegnate dalla Regione Veneto nei diversi Istituti di assistenza sono in tutto 1.104. 
Alcune novità sono previste dal documento di integrazione al Piano Assistenziale Locale della non autosufficienza, approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss n.3 nel maggio scorso.
In particolare, sta per essere definita la riconversione ospedaliera di Marostica in R.S.A ( Residenza Sanitaria Assistita ) per 100 nuovi posti letto complessivi: 62 dei quali saranno accolti nella sede di Marostica dopo i lavori di adeguamento, altri 16 nella Casa per Anziani “Rubbi” sempre di Marostica e 22 in Casa Gerosa a Bassano.
E’ inoltre prevista l’attivazione di una S.A.P.A. ( Sezione ad Alta Protezione Alzheimer ) a “Villa Aldina” a Rossano Veneto, di un nucleo per i cosiddetti “Stati Vegetativi Permanenti” all’I.S.A.A.C di Bassano del Grappa e di un Centro Diurno per non autosufficienti all’O.I.C. di Asiago.

Alessandro Tich

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InForma Salute
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