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Chirurgia oncologica cervico-facciale

Chirurgia oncologica cervico-facciale. Dalle terapie a bersaglio molecolare alla immunoterapia.

Un’eccellenza della terapia medica e chirurgica per la cura delle neoplasie. Stiamo parlando della Target Therapy o cosiddetta terapia a bersaglio molecolare e della immunoterapia, che rappresentano tra le principali innovazioni terapeutiche degli ultimi anni.

A colloquio abbiamo i dottori Riccardo Artico, direttore del reparto di Otorinolaringoiatra e Giovanni Palazzolo, dirigente medico di oncologia, entrambi Ulss 15 di Cittadella.

Dott. Palazzolo, quale l’incidenza e quali sono i fattori di rischio principali per l’insorgenza di queste neoplasie?

L’incidenza media in Italia è di 16 casi/anno su 100.000 abitanti. Tuttavia se analizziamo esclusivamente il Nord Est, l’incidenza sale a 48 casi/anno su 100000 abitanti. Trattasi in prevalenza di tumori orofaringei e del cavo orale. A seguire i tumori laringei. Tra i principali fattori di rischio ricordiamo, in particolare, fumo ed alcool. Inoltre da segnalare come indice predittivo di risposta positiva ai trattamenti, la presenza nel tessuto diagnostico di alcuni sottotipi di Papilloma virus (HPV), invece come indice di misurazione prognostico sfavorevole è la presenza del recettore EGFR

Dott. Artico, quali sono le percentuali di successo dei trattamenti a bersaglio molecolare?

Risponde il dott. Artico: nella nostra realtà locale dal 2015 a oggi sono stati sottoposti ad intervento di chirurgia oncologica maggiore 75 pazienti, senza tener conto della chirurgia delle ghiandole salivari. Per quanto riguardano le neoplasie non operabili il dott. Palazzolo ci riferisce che negli ultimi due anni sono stati trattati con la combinazione di chemioterapia e radioterapia circa 60 pazienti.

Dopo l’intervento chirurgico, chi e come viene preso in carico il paziente?

Risponde il dott. Artico: sin dal momento della diagnosi, il paziente entra in un percorso multidisciplinare dove, inizialmente l’otorino e l’oncologo discutono il caso e propongono il piano di cura. Per i pazienti operati sarà cura dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Oncologica della testa e del collo attivare tutti i percorsi riabilitativi, che vanno dalla manutenzione periodica del tracheostoma, alla fisioterapia (per i pazienti operati di svuotamento linfonodale del collo), alla riabilitazione fonatoria e alla valutazione nutrizionale.

Risponde il dott. Palazzolo: i casi dei pazienti sottoposti a radio-chemioterapia vengono preliminarmente discussi con la contemporanea presenza di otorino, oncologo e radioterapista. In oncologia, dopo l’eventuale e spesso necessario posizionamento di un dispositivo venoso stabile, inizierà il trattamento chemioterapico che può precedere o essere concomitante alla radioterapia. In contemporanea il paziente sarà valutato dal punto di vista antalgico e nutrizionale (con l’aiuto e la presa in carico del Nucleo Cure Palliative territoriale), durante il trattamento oncologico.

Tutti i pazienti, operati e chemio-radiotrattati, verranno successivamente presi in carico dall’ambulatorio multidisciplinare ORL-Oncologico per il successivo follow-up.

Per i pazienti con malattia ricaduta o avanzata (metastatica), quali trattamenti sono attualmente disponibili?

Risponde il dott. Palazzolo: in questi casi, l’unica arma a disposizione è stata per lungo tempo la chemioterapia e con risultati non sempre soddisfacenti. Negli ultimi anni si è affacciata la terapia a bersaglio molecolare anti-EGFR (target therapy) con Cetuximab che, lo ricordiamo, è una terapia in associazione con la chemioterapia, con un guadagno in sopravvivenza in media di circa 1 anno.

Tuttavia il vero cambio di passo si avrà nel futuro immediato con l’immunoterapia; ed infatti nel mese di novembre 2016 è stato pubblicato su New England Journal Of Medicine uno studio sull’anticorpo anti PD-1 (Nivolumab) che agisce sui linfociti coinvolti nell’attacco e distruzione delle cellule tumorali, nei pazienti con tumori testa-collo già trattati con una o più linee di terapia, con risultati davvero incoraggianti.

L’analisi della sopravvivenza a 1 anno dall’inizio del trattamento è del 36%, rispetto al 16% dei pazienti in trattamento chemioterapico standard o già trattati con target therapy, quindi con un raddoppio della sopravvivenza. Si prevede in futuro che la immunoterapia possa trovare spazio come “prima” forma di trattamento con prospettive interessanti di risultato sulla sopravvivenza e guarigione di questi pazienti.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


Dr. Riccardo Artico

Primario di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Cittadella

InForma Salute
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