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Diabesità ovvero Diabete e Obesità: gravidanza in primo piano

Il punto della situazione al Quarto Forum in Regione

I migliori esperti, tutti a confronto per un tema importante: “Assistenza e legislazione sul Diabete e sull’Obesità nella Regione Veneto.” Fra i molti interventi, quello sul “Diabete in gravidanza nel Veneto.” Abbiamo voluto fare il punto della situazione e soprattutto avere dei consigli pratici in materia, avvicinando direttamente la relatrice.

Intervista alla Prof.ssa Annunziata Lapolla Direttore UO di Diabetologia-Complesso Socio Sanitario Casa ai Colli-Ulss 6 Euganea

Dottoressa Lapolla, quali sono i dati che fotografano la situazione nella nostra regionein relazione al diabete gestazionale?

La percentuale del diabete gestazionale è abbastanza alta. Parlo di un 10-12% di tutte le gravidanze in cui sia stato escluso un diabete noto.Questa percentuale in Veneto non si discosta da quella a livello nazionale. La presenza di fattori di rischio è determinante per l’occorrenza di tale patologia in questi casi. Fra i grossi fattori di rischio, quello che incide maggiormente è l’ obesità, seguita dalla familiarità per diabete ti tipo 2 e dalla appartenenza a razze in cui la frequenza del diabete di tipo 2 è elevata. A questo proposito voglio sottolineare che a contribuire a rendere il dato piuttosto importante in Veneto, è il fenomeno immigratorio da paesi, paesi dell’est, all’ Africa e alla Cina in cui è già molto alta la frequenza del diabete di tipo 2, che può insorgere anche in età giovanile.

Che distinguo possiamo fare delle donne in gravidanza affette da tale patologia?

Dobbiamo distinguere due realtà importanti: le donne già diabetiche (diabete tipo 1 e tipo 2) che sono in gravidanza e quelle in cui il diabete compare per la prima volta durante la gravidanza, ovvero il diabete gestazionale. Negli ultimi dieci anni si è assistito ad un aumento di donne con diabete di tipo 2 che vogliono avere un figlio e questo perché la prima gravidanza si è spostata in avanti come età e al contempo l’ insorgenza di tipo 2 è anticipata perché spesso collegata alla presenza di obesità.

Quali sono le complicanze per la mamma e per il bambino?

Anche in questo caso bisogna distinguere le due patologie. La donna affetta da diabete pre-gestazionale, se la glicemia durante tutta la gravidanza non è ben controllata, può andare incontro a complicanze fetali e materne. La più temibile è la presenza di malformazioni, perché il glucosio in eccesso ha effetto tossico sul feto nelle prime fasi del suo sviluppo.

Altre complicanze sono una eccessiva crescita del feto con nascita di un bimbo con un peso maggiore di 4 kg, che può essere asfittico, ipoglicemico al momento della nascita , per cui spesso è necessario ricorrere ad un taglio cesareo; la mamma potrebbe soffrire di ipertensione in corso di gravidanza.

In più, se i bambini nascono oltre i 4kg possono diventare obesi da fanciulli e obesi/diabetici da adulti. Perciò nei casi in cu il diabete è già noto, si dovrebbe cercare di fare in modo che la gravidanza sia programmata ed inizi quando il diabete è in buon controllo glicemico.

Nel caso del diabete gestazionale pochè esso insorge nel secondo trimestre di gravidanza non vi è il rischio di malformazioni però se esso non viene riconosciuto e trattato vi è il rischio che si sviluppino le complicanze prima menzionate; inoltre qui per la mamma vi è un rischio elevato a distanza di avere un diabete di tipo 2 dopo la gravidanza. Il picco inizia 5 anni dopo il parto per raggiungere il massimo a 10 anni, per poi stabilizzarsi.

Qual è il campanello d’allarme che ci indica un possibile diabete gestazionale?

Purtroppo non “suona” alcun campanello. Di solito queste forme vengono diagnosticate con l’esecuzione di una curva da carico di glucosio che viene fatta alla 24esima settimana e che è fortemente consigliata alle donne in gravidanza. Nelle donne obese, che hanno già avuto il diabete gestazionale, che hanno familiarità per diabete tipo 2 ,poichè il rischio di sviluppare il diabete gestazionale è molto elevato ,la curva deve essere eseguita già alla 12-14 settimana di gravidanza secondo le linee guida nazionali (a cui io ho dato il mio contributo).

Quali sono le cure?

Quando parliamo di diabete noto in gravidanza, la cura migliore nel caso non si riesca ad avere dei controlli di glicemia ottimali, è comunque la terapia insulinica. Ci sono ricerche che fanno pensare che l’ utilizzo di ipoglicemici orali non siano completamente rassicuranti.Nel diabete gestazionale se con una adatta alimentazione le glicemie non sono buone si ricorre lo stesso alla terapia con insulina che è la più sicura.

E per quanto riguarda l’alimentazione, cosa ci dice?

In generale si consiglia uno schema alimentare adeguato al peso ed alla settimana di gravidanza e compatibilmente con le condizioni ostetriche della paziente, con un po’ di attività fisica. Importante procedere con l’ auto-controllo della glicemia a casa e sottoporsi ai controlli diabetologici che devono essere combinati dal team che segue la gestante. Lavora un’intera equipe (diabetologo, dietista, ginecologo di riferimento, infermiere) alla quale si affianca, se richiesto, anche la figura di uno psicologo per rassicurare al meglio la gestante diabetica che spesso è preoccupata per il piccolo che porta in grembo. Informare la futura mamma è il modo più importante per renderla partecipe con serenità, di un evento straordinario come la nascita.

Mario Pappagallo giornalista Direttore URBES

Il convegno ha messo il punto sulla regione Veneto che vanta un interessante sistema di rete riguardo la diabetologia e che, a mio parere, andrà integrato con il tema dell’obesità, poiché le due patologie sono molto più legate di quanto non si pensi.

La “diabesità” è quindi una sorta di nuova malattia per la quale vi è la necessità di creare una “multi tasking” che parta dalla figura del pediatra, senza dimenticare la comunicazione che deve essere usata bene. Tutto questo è importante per tentare di ridurre l’ incidenza di tale pandemia e quindi per risparmiare.

Il risparmio, a sua volta, va reinvestito nello stesso settore. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha recentemente dichiarato che se nei prossimi 20 anni si riesce a ridurre l’ obesità del 20-25% agendo sullo stile di vita, automaticamente si riduce il diabete del 10%, con un risparmio mondiale sui costi diretti e indiretti, stimato in 200 milioni di dollari. Ecco perché la giusta direzione che la stessa organizzazione sta prendendo, è quella della prevenzione.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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