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Editoriale

Sorpresa: i campioni del volante sono automobilisti prudenti. Pronti a fondere l’acceleratore per arrivare primi al traguardo o per completare una prova speciale nel minor tempo possibile, ma altrettanto attenti alla propria e all’altrui incolumità – rispettando i limiti e le regole del codice stradale – alla guida di un qualsiasi veicolo nel traffico di tutti i giorni. 
La conferma arriva per voce di Miki Biasion, uno che quando c’è da correre per conquistare un primo posto in classifica non si tira certamente indietro e che sulla velocità, nelle corse motoristiche in giro per il mondo, ha costruito un mito. Due volte campione del mondo di rally, nell’88 e ’89, con la Lancia Delta Integrale ( e unico italiano, a tutt’oggi, ad aver vinto un titolo iridato in automobilismo ) il celebre pilota bassanese ha continuato a rimettersi in gioco e a ricercare nuove emozioni agonistiche con i più diversi mezzi a quattro ruote. Negli anni recenti ha provato l’adrenalina della Dakar, vantando anche un secondo posto assoluto con la Squadra Ufficiale Mitsubishi. Ha affrontato le sabbie e i terreni più insidiosi su un bisonte della strada, l’Iveco Eurocargo, vincendo per due volte, nel ’98 e ’99, la Coppa del Mondo “Raid Tout Terrain CTG Truck”. Insomma: una carriera – targata Miki Biasion – costellata di trofei. Alimentata da una passione innata, favorita da un talento straordinario e cadenzata dal potente e travolgente rombo dei motori.
Ma è proprio per questo che, nella nostra storia di copertina, abbiamo voluto incontrarlo. Per parlare di prudenza al volante e di guida consapevole: con un messaggio di indubbia importanza e di costante attualità particolarmente rivolto ai giovani.
Non si tratta di un paradosso: tutt’altro. Con decenni ormai di corse in bacheca e di esperienza nella caccia al podio più alto e nelle sfide col cronometro all’ultimo secondo, Biasion è tra i primi a metterci la faccia per promuovere, tra i nostri ragazzi, la cultura della prevenzione dei rischi sulla strada.
E lo fa, spesso e volentieri, incontrando gli studenti nelle scuole. Ai quali si rivolge senza salire in cattedra, ma parlando da esperto in materia e soprattutto da genitore. Non è certamente l’unico a farlo, ma i risultati dell’attenzione e dell’interesse dei futuri patentati – di fronte a un testimonial così autorevole – sono sorprendenti. Motivo in più per ampliare il raggio di azione dei suoi consigli  e dei suoi suggerimenti attraverso le pagine di InFormaSalute, sempre fedele alla propria mission di “rivista utile per la famiglia”. 
Diciamo subito che sull’approccio alla cultura della guida consapevole il grande Miki, col suo infinito bagaglio di chilometri alle spalle, non ha peli sulla lingua.
Ad esempio il sistema attuale delle scuole guida, che insegna ai nostri figli l’ABC del volante, dovrebbe occuparsi meno della teoria e concentrasi molto più sulla pratica, soprattutto nella conduzione di un veicolo in condizioni di difficoltà. E in quanto a bere prima di salire in macchina – il vero problema alla base di tutto – la sua posizione è quantomai drastica: con esempi semplici ma molto efficaci.
Per non parlare dell’atteggiamento che, secondo il due volte campione del mondo di rally, dovrebbe accendersi ogni qual volta si accende il motorino di avviamento: e cioè il senso del rispetto per gli altri. Vi sembra poco? Vi rimandiamo quindi – per saperne di più – all’interessante intervista che Biasion ci ha rilasciato, dimostrando al riguardo una grande disponibilità.
Informazioni da assimilare per bene, prima di metterci in strada nella frenesia di questi tempi che corrono: come correva Miki sui percorsi che si chiamano Sanremo, 1000 Laghi o Montecarlo.

Alessandro Tich

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InForma Salute
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