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Editoriale

Alessandro Tich In questo numero di “InFormaSalute” vi facciamo percorrere una strada tutta curve. Le curve sono quelle di Elisa D’Ospina, vicentina di Dueville, modella internazionale plus-size: indossatrice di vestiti delle maggiori griffes di “taglie forti” sulle passerelle di moda di tutta Europa. La strada è quella che la tenace e attivissima Elisa ha intrapreso proprio grazie alla sua professione, e che raccontiamo nella nostra storia di copertina. La storia di una ragazza diventata una testimonial in prima linea contro l’anoressia, la bulimia e gli altri disturbi del comportamento alimentare. E che assieme ad altre colleghe modelle dalle forme generose, immortalate senza veli dal fotografo Luca Patrone, ha lanciato una campagna – “I’m not a fashion victim” – che invita le donne e le adolescenti a non essere vittime della moda, che troppo spesso impone modelli di stile e di bellezza, all’insegna del “magre ad ogni costo”, fuorvianti e pericolosi. Non è una strada facile, ma il solco tracciato dallo spirito di iniziativa di questa bella ragazza dalla taglia “over” la rende utile, interessante e soprattutto percorribile. Ma quella della prevenzione e del contrasto al fenomeno delle devianze alimentari è una strada tutta curve – e spesso in salita – anche per le istituzioni sanitarie, chiamate a fronteggiare disturbi sempre più dilaganti nella popolazione italiana. Un problema che rivela numeri preoccupanti. Secondo i dati resi noti dal Ministero della Salute, in Italia sono almeno 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono, in varie forme, di disturbi alimentari. E la soglia di età si sta ulteriormente abbassando, per un fenomeno che tende a diventare una vera e propria epidemia sociale. Le famiglie con figli adolescenti sono chiamate oggi a un’importante presa di coscienza, ma devono confrontarsi con un nemico spesso invisibile. Perché gran parte del movimento di opinione sul “cibo malato” nasce e si moltiplica sulla Rete. Sono circa 300mila i siti internet in Italia che inneggiano all’anoressia. Sono i cosiddetti siti “pro ana”, che diffondono messaggi a sostegno della magrezza patologica nelle forme di comunicazione preferite dai giovani: blog, email, chat e forum. Innumerevoli, sul web, anche i siti “pro mia”, che decantano e promuovono le dannose pratiche della bulimia. Sono siti e blog in cui le ragazze, spesso anche minorenni, si scambiano consigli su come dimagrire progressivamente, come vomitare, come mentire agli altri. Un trend patologico che non è solo riflesso dell’incertezza esteriore dell’aspetto fisico, ma anche e soprattutto di un disagio psichico molto più profondo. Ed è proprio denunciando l’esistenza dei siti “pro ana” e “pro mia”, nelle trasmissioni delle Tv nazionali che la invitano come ospite, che Elisa D’Ospina ha iniziato la sua battaglia culturale per diffondere il messaggio dell’accettazione del proprio corpo, della ribellione alla schiavitù delle misure e del valore positivo delle curve in salute. Dando impulso alle sue iniziative mettendoci il nome e la faccia. Veicolandole, con grande riscontro di figli e genitori, sugli stessi mezzi recepiti dai teenagers: internet e facebook. E diventando persino un riferimento per il Ministero della Salute che l’anno scorso, a Verona, l’ha invitata tra i testimonial della “Giornata nazionale della salute” dedicata proprio al tema dei disturbi alimentari. Una storia che la nostra rivista, che si occupa in primo luogo di prevenzione, non poteva non cogliere e non raccontare, con la dovuta attenzione, alle tante famiglie che ci leggono. Per meglio affrontare un argomento di grande interesse e di estrema attualità che propone, contemporaneamente, una modella da ammirare e un modello da seguire. E poi dicono che la moda sia un bene effimero.

Alessandro Tich

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InForma Salute
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