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Esperti a confronto per migliorare le cure.

Esperti a confronto per migliorare le cure

Il percorso diagnostico-terapeutico dei tumori neuroendocrini

Un importante convegno al San Bassiano, organizzato e voluto dal Dottor Marchetti che ha avuto il grande pregio di riunire medici specialisti provenienti da tutto il Veneto ed Opinion Leader Italiani, per un confronto sul percorso diagnostico-terapeutico dei tumori neuroendocrini. Un faccia a faccia per discutere di casi clinici da affrontare grazie alle diverse conoscenze, forti ed uniti contro la malattia.

Ed un sottotitolo al convegno che già la dice lunga: “Il viaggio continua: la sfida dei casi clinici.”

Di che cosa si è trattato, esattamente?

Ho avuto il piacere di organizzare questo convegno interregionale, chiamando a raccolta tutti i massimi esperti di tumori neoendocrini per metterli a confronto su diversi casi clinici. Erano presenti anche alcuni esperti nazionali come il Dr Nicola Fazio dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Il convegno è stato organizzato in collaborazione con la Clinica Medica dell’università di Padova diretta dal Prof. Roberto Vettor che ha partecipato ai lavori insieme alla dott.ssa Chiara Martini. Posso dire che si tratta del primo convengo dell’Ulss Pedemontana a cui hanno partecipato anche colleghi oncologi dell’ospedale di Santorso, con i quali auspico davvero una fattiva collaborazione.

Di cosa si è discusso esattamente?

Il grosso problema di questo tipo di patologia è che non esistono delle linee guida codificate. Il risultato è che la terapia e la diagnostica va ogni volta “tailored” come direbbero gli americani, ovvero “sartorializzata” per ogni paziente. Non a caso, presenti vi sono stati endocrinologi, chirurghi, oncologi, radiologi, gastroenterologi, anatomopatologi e medici nucleari, arrivando così a coprire tutte le specialità che si occupano di questo tipo di malattia. Non è sempre facile riunire tutti gli specialisti sotto un unico convegno, ma la strada della multidisciplinarietà è quella del futuro. Discutere insieme di casi clinici di patologie così particolari, diventa fondamentale per i prossimi pazienti per essere in grado, noi da medici, di scegliere le migliori strategie diagnostiche terapeutiche.

Quali saranno i prossimi passi a favore dei pazienti?

L’ auspicio è quello di curare al meglio i malati affetti da questa patologia. Ed il meglio, in questo caso, significa poterli curare in maniera multidisciplinare, facendo lavorare non solo lo specialista giusto ma tutti gli specialisti coinvolti nei vari step della malattia. Questo non solo in un discorso interno all’ospedale ma più ampio, di Ulss, ed anche regionale se occorre, perchè oggi ogni centro ha le sue peculiarità per cui lo scambio di informazioni tra i vari centri sparsi in regione aiuterà a curare meglio gli ammalati. Non è finita qui: speriamo in una cadenza annuale, per quanto riguarda lo scambio di saperi e vedute. Lo scorso anno il convegno si è svolto a Padova, quest’ anno a Bassano e vuol essere una sorta di progetto pilota a cui faranno seguito altri approfondimenti sull’argomento.

Quali sono, per il momento, i progetti più immediati?

Per quanto riguarda Bassano a primavera continueremo con l’approfondimento culturale con un altro convegno in altri campi dell’endocrinologia. L’ intento primo per me, come già accennato, è un confronto ed una collaborazione multidisciplinare e trasversale con gli altri ospedali dell’ Ulss Pedemontana ( che racchiude l’ospedale di Bassano, di Santorso ed di Asiago). A tal proposito voglio ringraziare il Capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Nicola Finco, presente ad inaugurare il convegno, che tanto ha fatto per la riorganizzazione della Sanità veneta e bassanese.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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