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fegato grasso

Il fegato grasso: patologia di moda o problema serio?

Il fegato grasso: patologia di moda o problema serio?Accorciare il giro vita… Allunga la vita.

I nuovi farmaci messi a disposizione recentemente per le malattie epatiche, soprattutto contro i virus epatitici B e C, hanno fatto sperare in un futuro calo di patologie come la cirrosi ed il tumore primitivo del fegato; nonostante questo, gli specialisti sono preoccupati per il progressivo aumento della steatosi epatica (il fegato grasso) che potrebbe riportare le malattie epatiche ai livelli precedenti.

È veramente così diffuso e grave questo fenomeno? Ne parliamo con il Dott. Antonio Tufano dell’ospedale di Bassano, specialista in gastroenterologia ed in scienze dell’alimentazione.

Intervista al dottor Antonio Tufano, dipartimento di Medicina S. C. Gastroenterologia. Ospedale di Bassano Del Grappa.

fegato grasso

Si sta andando verso un’epidemia di fegato grasso (steatosi)?

Sicuramente la steatosi epatica è un fenomeno in aumento, principalmente perché sono migliorate le condizioni socio-economiche della popolazione: un progressivo cambiamento nello stile di vita, dovuto sia a un’offerta alimentare che propone cibi sempre più elaborati, ma spesso poco salutari, sia alla riduzione del dispendio energetico per la disponibilità dei mezzi di trasporto.

Il risultato è un diffuso incremento di sovrappeso ed obesità, che sono alla base dell’aumento del grasso nel fegato, ma anche di altre gravi patologie come il diabete, l’aterosclerosi (con possibili infarti cardiaci o ictus cerebrali), l’ipertensione arteriosa e perfino l’aumentata incidenza di tumori.

Quindi il fegato grasso ha molti cattivi fratelli… ma chi è la “madre”?

L’aumento del peso corporeo e l’accumulo di grasso che ne deriva provocano delle modificazioni negative nel metabolismo, legate principalmente ad un cattivo funzionamento dell’insulina (insulino-resistenza) e ad uno stato di infiammazione cronica a partenza dal tessuto adiposo: quest’ultimo rilascia infatti sostanze pro-infiammatorie in circolo, coinvolgendo tutto l’organismo.

Allora più un soggetto aumenta di peso e più si ammala?

Il peso corporeo è un parametro grossolano; quello che va valutato è piuttosto il grasso corporeo ed in particolare il grasso viscerale, che si trova prevalentemente nell’addome ed in vari organi come appunto il fegato. È meno importante, dal punto di vista metabolico, il grasso che si accumula per esempio sui glutei o sulle cosce. Per questo una misura importante è la circonferenza addominale, che valuta prevalentemente il grasso viscerale e deve essere inferiore a 102 cm nell’uomo ed 88 cm nella donna.

Si può dire, a questo punto, che più aumenta il “giro vita”, più è probabile incorrere in malattie?

In generale sì, ma dobbiamo ricordare che tutte le malattie, poco o tanto, hanno una predisposizione genetica; a questa va sommato l’effetto dell’ambiente, inteso come stile di vita, presenza di inquinamento (di vario tipo es. atmosferico, elettrico, etc.), presenza di malattie pregresse o intercorrenti. Se torniamo al fegato grasso è evidente (e documentata) una predisposizione genetica che giustifica il fatto che alcune persone anche obese possono avere poca steatosi, mentre alcuni soggetti, anche normopeso, possono avere una steatosi consistente.

Ma contro la genetica possiamo fare poco…

Certo, ma possiamo fare molto contro l’ambiente! Più siamo geneticamente “sfortunati” e più ci dobbiamo impegnare nel migliorare i fattori ambientali, che sono principalmente l’alimentazione e l’attività fisica.

Avere il fegato grasso è così grave?

Per fortuna la steatosi epatica, quando è “semplice”, cioè legata solo ad un accumulo di grasso nelle cellule senza altre alterazioni, è ben tollerata, però è molto frequente, arrivando ad interessare fino al 25% degli individui nei paesi industrializzati. Purtroppo in una discreta percentuale di casi (circa il 10% degli steatosici, quindi circa il 2.5% del totale) la steatosi si “infiamma” diventando steato-epatite, che come tutte le epatiti può portare alla cirrosi ed al tumore primitivo del fegato.

Come si fa la diagnosi di steatosi e soprattutto di steatoepatite?

Oggi il modo più semplice per diagnosticare il fegato grasso è l’ECOGRAFIA, che vede il fegato virare progressivamente dal grigio scuro al grigio chiaro (il cosiddetto fegato “brillante”). Nel nostro ambulatorio di epatologia, quando si presenta un paziente con gli esami del fegato alterati, la causa più frequente è proprio la steatosi epatica. Ci sono però molte steatosi epatiche che non presentano alterazione degli esami e purtroppo ci sono talora anche steatoepatiti e perfino cirrosi da fegato grasso che hanno esami epatici nei limiti di norma.

Nemmeno per la diagnosi differenziale tra steatosi semplice e steatoepatite ci sono esami dirimenti: per avere una diagnosi precisa del grado di malattia da accumulo di grasso dobbiamo ricorrere alla biopsia epatica.

Questo la obbliga ad eseguire molte biopsie epatiche?

In linea teorica dovremmo eseguire moltissime biopsie epatiche, ma nella pratica clinica ne eseguo poche e solo in casi selezionati. Questo è legato soprattutto all’offerta terapeutica. Naturalmente anche in questo settore l’industria farmaceutica ha cercato terapie che contrastassero l’accumulo di grasso nel fegato, ma al momento farmaci efficaci e sicuri non ce ne sono. Per contro c’è sicuramente un approccio terapeutico che ha dimostrato buoni risultati: sto parlando di un cambiamento dello stile di vita improntato ad una corretta alimentazione e ad una costante attività fisica; la combinazione delle due deve risultare in un calo di peso che raggiunga almeno il 5% del peso di partenza.

Lei cosa consiglia ai suoi pazienti?

Il primo consiglio è quello di ridurre il più possibile gli zuccheri semplici (i dolci, le bibite zuccherate, etc.) e di usare preferibilmente cereali complessi integrali (pane, pasta, riso etc.), oltre a moderarne le quantità.

E i grassi alimentari?

Anche questi vanno moderati, ma come per gli zuccheri è importante anche valutarne la qualità: sono innanzitutto da privilegiare i grassi vegetali (tra i condimenti l’olio d’oliva); tra gli alimenti di origine animale, che sono anche quelli che forniscono le migliori proteine, è bene preferire quelli del pesce ed eventualmente delle carni bianche, riducendo quelli delle carni rosse, specie se lavorate come gli insaccati, e quelle dei formaggi. Per migliorare l’apporto proteico senza aumentare i grassi sono molto utili i legumi, che associati ai cereali offrono proteine di buon valore biologico (per esempio pasta e fagioli!).

C’è poi l’attività fisica: è importante?

È l’altra metà del cielo nel miglioramento dello stile di vita! Un’attività fisica costante non solo aiuta a ridurre il peso corporeo, ma ha effetti diretti anche sulle alterazioni metaboliche, per es. migliora l’insulino-resistenza. Una cosa che non sempre viene messa in risalto è il valore del tessuto muscolare, che ha una grande importanza nel metabolismo in generale: se si aumenta la massa muscolare si aumenta anche il metabolismo basale (le calorie che si spendono a riposo, anche dormendo!). Un problema, specie negli anziani, è la progressiva perdita di tessuto muscolare, che peggiora il metabolismo (oltre alla forza, con ricadute negative sulla mobilità etc.). Quindi non bisognerebbe mai smettere di fare movimento.

Qual è la migliore attività fisica?

Anche questa va personalizzata. Da un punto di vista generale è consolidato il dato sull’attività aerobica (dalla semplice camminata alla pedalata etc.), che viene consigliata dalla maggior parte delle linee guida. forse meno pubblicizzata è l’attività anaerobica (uso di resistenza, pesi etc.) che consiglio di associare a quella aerobica per mantenere o dove possibile incrementare la massa muscolare.

Si può fare prevenzione per la steatosi epatica?

Si deve fare la prevenzione, ricordando che associate alla steatosi epatica ci sono potenziali malattie ancora più gravi: tutte queste, figlie della stessa “madre” che possono essere prevenute! Il posto più indicato è naturalmente la scuola, ma oggi siamo già in ritardo: a scuola dobbiamo fare spesso terapia, perché l’obesità ed il fegato grasso lo troviamo già nei ragazzi e perfino nei bambini! È stato dimostrato che un’alimentazione ricca di patatine fritte e bibite tipo “cola” fa venire la steatosi epatica in meno di un mese!

di Angelica Montagna

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