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Flavia Pennetta dopo la vittoria nell’Open Usa

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La tennista Flavia Pennetta dopo la vittoria nell’Open Usa contro Roberta Vinci: “mangio di tutto ma la nonna dice che sono troppo magra”

Mi piace la buona cucina, a tavola non mi tiro indietro e non mi lascio scappare i fritti

Flavia Pennetta e Roberta Vinci hanno tenuto incollati gli italiani alla tv in occasione della finale dell’Open Usa di tennis andati in scena a metà settembre. In tribuna anche il primo ministro Matteo Renzi.
Un momento magico per le due italiane, amiche da sempre. Brindisina la prima, di Taranto la seconda, hanno percorso insieme la strada che le ha portate ai vertici del tennis mondiale. Partite giovanissime, hanno scalato il ranking grazie a non comuni doti atletiche e a una forza di volontà che le ha proiettate sempre più in alto.
Ore e ore di allenamenti, sotto il sole o in palestra, e poi trasferte lunghe e massacranti: la finale statunitense è stata la somma di sacrifici, emozioni, fatiche che le due hanno sopportato sempre col sorriso.
“Ricordo ancora quando ho visto Flavia per la prima volta – racconta Roberta – Eravamo poco più che bambine. Accadde a Bari in occasione di un raduno delle migliori giocatrici della nostra regione. Flavia aveva i capelli corti e portava l’apparecchio… Mamma mia quanto tempo è passato”. Insieme le due hanno diviso la stanza all’Aquacetosa. Avevano quattrodici anni appena quando lasciarono le rispettive famiglie per tentare la scalata.
Alle pareti della cameretta due poster: quello di Maldini per la Vinci; Leonardo di Caprio per la Pennetta. Giusto per vincere la nostalgia di casa e sentirsi come le loro coetanee.
Timida, taciturna, schiva la prima.
Esuberante, impulsiva, sanguigna la seconda.
Diverse di carattere ma del tutto identiche quanto a grinta, determinazione, voglia di arrivare. Flavia Pennetta, classe 1982, ha vinto undici tornei internazionali ed è l’italiana ad aver accumulato più montepremi in assoluto.
Roberta Vinci ha 32 anni e nove titoli all’attivo, più altri cinque Slam vinti assieme a Sara Errani. Slam dai nomi altosonanti nel suo palmares: Roland Garros, Australian Open, Wimbledon, Usa Open…
Due carriere straordinarie, culminate con la finale tutta tricolore del 12 settembre.
Vinta da Flavia, per la cronaca, ma onorata da una grande Roberta che la sua impresa l’aveva fatta il giorno prima, sbarazzandosi in semifinale nientemeno di Serena Willams. Una partita storica. Pochi avrebbero scommesso sul successo dell’italiana. E invece… “Non l’avevo mai battuta. Sono scesa in campo determinata, rincuorata dalle parole del mio coach Francesco. L’ho aggredita subito, acquistando mano a mano che i set si dipanavano, sicurezza e forza. Ho osato, ho rischiato, ho avuto ragione”.
Il biglietto per la sfida decisiva, Flavia l’ha staccato contro Simona Halep, numero due al mondo. La finale è stata seguita da oltre ventimila persone. Un tifo infernale nella bomboniera newyorkese. Più i milioni di telespettatori incollati davanti allo schermo. Italiani impazziti. Di colpo tutti esperti di battute, voleè, rovesci.
“Un sogno. Un’emozione enorme. – racconta la vincitrice, Flavia Pennetta – Come quella che ho provato quando sono rientrata a Brindisi per salutare i miei familiari. Tutta la città in festa Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, tanto amore da parte di tutti”.

La tua più grande sostenitrice è la nonna.
“Come mi ha visto mi ha ordinato di mangiare. Mi trova sempre magra anche se io a tavola non mi tiro indietro. Mangio di tutto. Mi piace la buona cucina. Pensa che non rinuncio neppure ai fritti. Cerco di tenermi e lo faccio poche volte ma quando tocca tocca…Fabio Fognini, il mio compagno, mi ripete sempre che gli costa meno ragalarmi un vestito che non portarmi fuori a pranzo…”

Per arrivare dove sei arrivata, ora sei sesta nel ranking mondiale , hai dovuto fare grossi sacrifici?
“Ho cominciato da ragazzina, rinunciando a cose piccole, semplici. Ho imparato a dire no agli inviti degli amici, ad uscire il sabato sera se la mattina successiva avevo un torneo o un allenamento. Non m’è costato molto. Col passare degli anni ho patito la lontananza dagli affetti. Quando torno a Brindisi e incontro le mie amiche mi pare di trovarle meno giovani. Forse sarà perchè hanno già dei figli…”

La prima telefonata dopo la vittoria agli Open Usa?
“A mamma e papà. Ci ho messo un po’ a farla. Tra foto, interviste, battute non riuscivo a trovare due minuti per chiamare i miei. Mi sono imposta di farlo prima della conferenza stampa. Mamma era felicissima. Papà talmente emozionato che non è riuscito a parlare”.

Quanti complimenti hai ricevuto?
“Tantissimi, da non crederci. Soprattutto dalle donne e questo mi fa molto piacere.”

Voi tenniste vi spostate da un torneo all’altro come un circo itinerante…
“Più che circo una grande famiglia. Vedi sempre le stesse facce, incontri sempre le stesse persone, frequenti gli stessi amici. Io ho legato soprattutto con le colleghe argentine e spagnole. Mi uniscono la lingua e l’indole latina…”

Tu parli molto bene lo spagnolo
“Da dieci anni vivo a Barcellona. Mi sono trasferita per essere vicina al primo allenatore che mi ha seguita dal 2004 al 2012. Mi trovo benissimo. Per strada, anche se ti riconoscono, ti lasciano in pace. Succede la stessa cosa ai calciatori. Pensa che lasciano tranquillo pure Messi. Non c’è il tifo esagerato che c’è in Italia, ed è una gran cosa.”

Con Fabio parli italiano o spagnolo?
“Capita spesso di iniziare una frase in italiano e di terminarla in spagnolo. Ci viene spontaneo, senza difficoltà”.

Col catalano come sei messa?
“Lo comprendo e lo leggo ma non lo parlo. I catalani sono persone fredde. Per entrare nel loro cuore ci vuole un po’. Una volta entrati, però, non si esce più”.

Subito dopo la vittoria hai sorpreso tutti dicendo che il prossimo anno ti ritiri, lasci il tennis professionistico. Non ci sono margini di ripensamento? Nel 2016 a Rio andranno in scena le Olimpiadi…
“Mi sono riservata due possibilità su cento per ripensarci. La mia decisione l’ho presa. Tranne questo piccolo margine…”

Roberta Vinci?
“Con lei ho diviso allenamenti e fatiche in gioventù. Poi io mi sono trasferita in Spagna e le occasioni per stare insieme si sono diradate. Siamo due professioniste, avversarie, ma sempre amiche.”

Roberta Vinci pensa già al 2016

Roberta Vinci pensa già al 2016

“Il mio obiettivo? Olimpiadi a Rio!”

“Le Olimpiadi di Rio in Brasile? Un pensiero lo faccio”

Roberta Vinci è già proiettata al 2016.
La sconfitta contro l’amica Flavia non ha pesato più di tanto sul suo morale. La vittoria più grande è stata battere Serena Williams, nella semifinale. Un successo sorprendente perchè inaspettato.

Flavia ha annunciato il ritiro. Ci credi?
“Quando l’ha detto m’è sembrata sin troppo sicura. Potrebbe ripensarci? Chissà”

Il prossimo anno Pennetta convolerà a nozze con Fabio Fognini…
“E io ci sarò al loro matrimonio. Flavia mi ha già invitata”

Ti sei chiesta perchè hai perso la finale? Quale errore hai commesso?
“Flavia ha giocato meglio. Io forse ero un po’ scarica dopo il match con la Williams. Mentalmente dico”.

di Roberto Cristiano Baggio


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