• Informasalute N.60

    Informasalute N.60

    Marzo 2018

    Fiammetta Borsellino: rabbia per un processo farsa

    Leggi tutto

  • Informasalute N.60

    Informasalute N.60

    Gennaio 2018

    Shari Moretto: mens sana in corpore sano.

    Leggi tutto

  • Informasalute N.59

    Informasalute N.59

    Novembre 2017

    Fabio Chiarenza: sono credente. Sono aiutato ad aiutare.

    Leggi tutto

  • Informasalute N.58

    Informasalute N.58

    Agosto/Settembre 2017

    Andrea Stella: una stella sull’oceano

    Leggi tutto

Il recupero degli uomini violenti

Dietro al loro comportamento antichi disagi

Il crescente numero delle donne ammazzate per mano di un uomo, pone mille interrogativi. Si stima che in Italia siano, a morire, una donna ogni tre giorni. Morti violente, troppo spesso annunciate: il 71,9% per opera di un familiare. Per non parlare di quelle donne vittime di continue violenze che non denunciano, i cui dati ci parlano dell’80%. Gli omicidi di donne, rappresentano l’aspetto più inquietante delle forme di violenza di genere. Oggi abbiamo voluto spostare la lente d’ ingrandimento per cercare di capire quale meccanismo spinga l’essere maschile a diventare violento, mostrando di non aver ancora imparato ad amare se stesso in primis e ritrovandosi così soggetto debole che, per imporsi, necessita di usare violenza, fino ad ammazzare.

Intervista al Dott. Mattia Bordignon direttore Centro Ares (primo Centro in Veneto per l’ascolto e il trattamento rieducativo di uomini autori di violenza) – Bassano Del Grappa

Dottor Bordignon, quando nasce il centro Ares?

Il centro nasce nel 2014 ed è rivolto a uomini che nel loro comportamento includono la violenza fisica, psicologica, sessuale o stalking nei confronti delle proprie compagne o ex. Spesso sono proprio le donne seguite dai servizi sociali o dai consultori, a suggerire di contattarci. Oppure lo fanno direttamene le strutture che si prendono cura delle vittime. Siamo all’interno di una rete antiviolenza cui fanno parte sia il comune di Bassano, che l’Azienda sanitaria, che il Centro Antiviolenza Spazio Donna, Casa Sichem e le forze dell’ordine. Insieme cerchiamo di coordinarci per un lavoro di squadra. Come vede è diverso da un tempo nel quale si interveniva soltanto sulla parte lesa.

Com’è composto l’organico?

La struttura si avvale di 10 operatori, quattro maschi e sei femmine tutti laureati in psicologia. Responsabile dell’Area Clinica e del Trattamento è la dott.ssa Eleonora Frassoni, per l’Area Ricerca il nostro vicepresidente Dott. Umberto Battaglia, Area Prevenzione la sociologa Dott.ssa Gioia Merlo. Con noi, il Presidente Dott. Brian Vanzo (psicoanalista iscritto al Coopi), il ricercatore Dott. William Marchesin, le Dott.sse Chiara Favretto, Chiara Simonetto, Alice Bernardi, Sibel Halimi, sociologa. Ci avvaliamo delle linee guida europee con un trattamento che dura almeno sei mesi. Spesso notiamo la necessità di prolungare. Ad ogni step c’è una valutazione e se non sono stati raggiunti gli obiettivi di cambiamento, (l’abbandono della violenza ma anche il cambiamento di alcune dinamiche relazionali), prolunghiamo il trattamento, spesso come richiesto dallo stesso assistito.

A tutt’oggi quanti quante persone seguite?

Siamo sull’ordine delle 30 persone l’anno. Tenendo conto che lavoriamo non solo nella sede di Bassano in via Monte Novegno n. 7 con uno sportello di ascolto ma anche all’interno della Casa Circondariale di Vicenza (carceri), con un progetto sperimentale. Inoltre, seguiamo anche uomini di alcune comunità terapeutiche per tossicodipendenti del territorio, con il progetto “Attraverso la violenza.”

Da che presupposti partite quando dovete lavorare?

Si parte dalla consapevolezza che la violenza domestica è un evento relazionale e di coppia, da cui scaturisce la necessità di un intervento su entrambi. Un altro punto chiaro è che la violenza domestica non è un fenomeno che tende ad esaurirsi da solo. Nemmeno la misura penale serve a impedire le recidive. Cerchiamo quindi di agire sulle cause che spingono alla violenza, con un trattamento individuale e/o di gruppo.

Quanto è importante la prevenzione?

E’ indispensabile. Siamo presenti nelle scuole dove facciamo molto volontariato e trattiamo temi importanti come il bullismo, l’ aggressività tra pari e violenza di genere. Inoltre promuoviamo incontri con la cittadinanza, seminari, convegni di approfondimento, corsi di formazione. A fine marzo ci sarà un convegno nazionale a Trento promosso dalla rete che riunisce e coordina tutti i centri che a livello nazionale si occupano del tema e saremo impegnati come relatori rispetto alla valutazione del rischio con l’utilizzo anche di alcuni strumenti scientifici sulla valutazione. L’occasione sarà propizia per illustrare il nostro libro uscito di recente, che raccoglie spunti di riflessione e dati statistici.

Viene spontaneo chiedere, a questo punto, quali siano i dati sull’ andamento dei trattamenti. C’è un caso in particolare che ricorda con successo?

Possiamo dire che gli interventi portati a termine con successo sono sull’ordine del 80%. Un caso che ricordo piacevolmente, riguarda il primo trattato in assoluto. Un giovane uomo straniero autore di violenza sessuale. Aveva difficoltà a capire le conseguenze del suo comportamento. Alla fine del percorso ha preso consapevolezza della gravità di ciò che faceva e ora è un felice padre di famiglia.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Endrius Salvalaggio
      Cinzia dal Brolo - Giovanna Bagnara
      Barbara Bagnara

      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):