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Infertilità: i figli che non arrivano

andrologia

Attenzione al cellulare nella tasca dei pantaloni!

Intervista al DR. FILIPPO INVIDIATO Dir. Urologia Camposampiero As. ULSS N.15 Iscritto alla Soc. Italiana di Andrologia

La speranza del concepimento può nascere all’interno di una coppia, molto tempo prima della nascita di un bambino e talvolta, il desiderio di avere un figlio che non arriva provoca sentimenti contrastanti: ansia, depressione, senso di incapacità ed inadeguatezza. Momenti non facili da gestire. Importante è ricorrere agli specialisti, andando a ricercare la causa dell’ infertilità. Ma a chi rivolgerci? All’urologo o all’ andrologo? Mentre fino ad alcuni anni fa esisteva in Italia (Pisa) una scuola di specializzazione in Andrologia, attualmente a livello Italiano ed Europeo non esiste più una scuola di specializzazione in Andrologia, ed è peraltro prevista la definizione di Andrologo (ma non di Specialista in Andrologia) per specialisti in Endocrinologia – specialisti che studiano le ghiandole che producono gli ormoni – o Urologia con competenze Andrologiche. Al fine di fare chiarezza abbiamo intervistato il dirigente del reparto di Urologia, Dott. Filippo Invidiato.

Andiamo ora nel concreto, Invidiato: quando i figli non arrivano che analisi sono previste?
Quando i figli non arrivano, parliamo di infertilità e con questo termine si definisce “ l’assenza di gravidanza dopo un anno di regolari rapporti non protetti”. Purtroppo per una percentuale elevata, circa il 75%, le cause di infertilità sono idiopatiche ( cioè sono sconosciute).
In queste condizioni è consigliabile sottoporsi a una visita specialistica andrologica nel corso della quale verrà fatta una valutazione generale e una visita dei genitali esterni. Saranno valutati inoltre i caratteri sessuali secondari (massa muscolare e adiposa, lo stato di androgenizzazione – valori dello testosterone – e la distribuzione pilifera).
Gli esami di laboratorio e strumentali prevedono lo spermiogramma (esame del liquido seminale), i dosaggi ormonali e una ecografia testicolare con Doppler del funicolo spermatico.

E’ vero che l’infertilità maschile è in aumento?
Devo dire di sì. Purtroppo dati recenti confermano che vi è un aumento di casi di infertilità maschile. Circa il 30% delle cause di infertilità di coppia, riconosce un fattore maschile. Studi recenti dell’Università degli Studi di Padova hanno documentato che l’inquinamento atmosferico, dovuto agli scarichi delle industrie e degli autoveicoli, provoca una netta diminuzione di spermatozoi nel liquido seminale, diminuendo anche la potenziale fertilità. Chi vive in zone rurali, lontano da traffico industriale, è più fertile.

L’infertilità ha delle cause vere e proprie? Ci parli del varicocele.
Vi sono patologie che possono interferire con la fertilità, come ad esempio il varicocele nel 12,3% dei casi ma anche le infezioni testicolari, prostatiche e delle vie seminali (6,6 %).
Le anomalie congenite e le alterazioni endocrine (apparato ormonale che produce gli ormoni) sono invece causa di infertilità in percentuali decisamente inferiori. Il varicocele è una patologia congenita, molto diffusa, ma non sempre è correlata ad infertilità. In sintesi, si tratta di una dilatazione delle vene del testicolo sinistro, raramente del destro, con conseguente sofferenza del testicolo stesso che può, per tale ragione, non svilupparsi adeguatamente ed essere quindi più piccolo rispetto al contro-laterale. Questa patologia, oggi, si tratta con interventi mini invasivi con la risoluzione nella quasi totalità dei casi.

Ci sono delle regole a tavola, nel tempo libero, al lavoro… da seguire per aiutare la fertilità?
Le rispondo inserendo il decalogo della Società italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità approvato dal Ministero della Salute, a questo indirizzo

Non abusare di alcol, evitare il fumo e le droghe, alimentarsi bene, non essere sedentari, osservare una corretta igiene intima. L’igiene accurata almeno una volta al giorno, che si effettua scoprendo accuratamente la punta del pene, aiuta a prevenire fimosi e aderenze, responsabili di infezioni. Avere una sana vita sessuale, non indossare indumenti eccessivamente stretti e eseguire ogni tanto l’autopalpazione dei testicoli (potendo così diagnosticare eventuali tumori testicolari),  sottoporsi regolarmente ai controlli dall’andrologo e non tenere il cellulare nella tasca dei pantaloni. Il cellulare riceve onde elettromagnetiche che possono interferire con la produzione e la motilità degli spermatozoi.

E’ vero che con la visita di leva si poteva scoprire per tempo alcune patologie sulla infertilità ?
La visita per il servizio militare consentiva effettivamente di valutare tutti i giovani maschi di circa 18 anni, con la possibilità quindi di diagnosticare eventuali patologie andrologiche in età giovanile. Questa valutazione si è persa e la Società Italiana di Andrologia si sta adoperando per organizzare visite specialistiche nelle scuole, al fine di sopperire a questa importante mancanza. Purtroppo queste sono iniziative non regolamentate a livello nazionale e sono demandate all’iniziativa personale dei singoli andrologi.

Dopo tanti anni di studi e nel suo caso di pratica tra sala operatoria e ambulatorio, che consigli si sente di dare in ambito di infertilità maschile?
Credo sia veramente importante che la maggior parte dei giovani maschi si sottopongano ad una valutazione andrologica con regolarità. In questo, possono essere di fondamentale aiuto i colleghi di Medicina Generale e di Pediatria, ma soprattutto i genitori dovrebbero essere consapevoli che i propri figli , dopo le periodiche visite pediatriche, non vengono più sottoposti, se non in età adulta, ad alcun tipo di valutazione medica.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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