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La tiroide in gravidanza? Sorvegliata speciale

Paola Mazzocchin Incontro con il dr. Natalino Simioni, Direttore del Reparto di Medicina Generale dell’Ospedale di Cittadella La corretta funzione della tiroide è fondamentale nella donna in età fertile, soprattutto durante la gravidanza: anche solo un lieve difetto di questa ghiandola può compromettere la salute della gestante e lo sviluppo neuropsichico del neonato e del bambino. In assenza di sintomi evidenti, l’unico modo per sapere se la nostra tiroide fa il suo dovere è un semplice esame del sangue. Da fare, soprattutto se tra i progetti c’è quello di allargare la famiglia. Quali sono e come si curano le malattie tiroidee durante la gravidanza? Perché è importante una diagnosi precoce? Ne abbiamo parlato con il dr. Natalino Simioni, endocrinologo e Direttore del Reparto di Medicina Generale dell’Ospedale di Cittadella. Dr. Simioni, prima di tutto, qual è il compito della tiroide? Una sua disfunzione quali rischi comporta? “Gli ormoni della tiroide regolano la funzione cardiovascolare e il metabolismo e, durante la gravidanza, determinano lo sviluppo neuropsichico e la crescita del feto e del bambino. La tiroide è la “raffineria” del corpo umano. L’insieme dei processi chimici che trasformano il cibo in nutrienti -energia vitale è infatti regolato da questa ghiandola. Elemento indispensabile per la produzione di ormone tiroideo è lo iodio, che assumiamo con gli alimenti. Una carenza nutrizionale di iodio, specie nella donna, può portare a un incremento di volume della tiroide, il “gozzo”, con la formazione di noduli. La prevenzione del gozzo più efficace è l’assunzione di sale iodato”. Come cambia questa ghiandola in una donna in gravidanza? “Durante la gravidanza aumentano sensibilmente il fabbisogno di iodio e di ormone tiroideo. La risposta a questa necessità si traduce, come detto, in un incremento delle dimensione della tiroide. Questo fenomeno è tanto più evidente quanto maggiore è la carenza di iodio nella donna gravida. L’aumentato fabbisogno di iodio non può essere coperto con la semplice iodo-profilassi con sale iodato, è pertanto consigliato, durante tutto il decorso della gravidanza, un ulteriore supplemento di iodio nella dieta, come già si verifica per il ferro e per i folati. Questo supplemento risulta ancora più efficace se iniziato con largo anticipo rispetto al concepimento, nel caso di una gravidanza programmata”. Quali sono le principali malattie della tiroide e da cosa dipendono? “Oltre alla carenza di iodio, un elemento fondamentale nello sviluppo della malattie tiroidee è l’autoimmunità, molto più frequente nelle donne. Questa può provocare scarso funzionamento della tiroide (ipotiroidismo), come avviene nella tiroidite cronica di Hashimoto (la patologia più diffusa in Italia), o eccessiva produzione di ormoni (ipertiroidismo), come nel morbo di Basedow. Molto spesso l’origine del problema è legata ad una familiarità. La frequenza di tiroidite cronica nella donna in età fertile è pari all’8%, di cui il 5% con ipotiroidismo: cioè oltre la metà di queste donne ha bisogno di terapia. Vista la loro frequenza, è possibile che le malattie tiroidee autoimmuni vengano identificate durante la gestazione o prima di una gravidanza. Ad eccezione di casi rari non sono un ostacolo alla gravidanza, purché diagnosticate e trattate tempestivamente. Se non curate possono avere conseguenze serie sulla salute della gestante e del feto”. Quali sono gli effetti, nella donna in età fertile e in gravidanza, di un ipotiroidismo non trattato? “L’ipotiroidismo non curato aumenta da tre a oltre cinque volte la presenza di irregolarità mestruale, riducendo sensibilmente la possibilità di avere figli. Queste alterazioni sono proporzionali ai livelli di TSH (ormone stimolante la tiroide). Più alto è il valore di TSH, maggiore è il rischio di amenorrea e infertilità, con TSH oltre 10 amenorrea e infertilità sono la norma. Durante la gravidanza l’ipotiroidismo non trattato può causare ipertensione gestazionale e distacco della placenta”. Quali le complicanze nel feto? “Nel 6,6% dei casi le complicanze causano la morte fetale, malformazioni del feto nel 3,3%, un basso peso alla nascita per il 16,6% e alterazioni dello sviluppo neuro-cognitivo, proporzionali ai livelli di TSH rilevati”. Come vengono diagnosticate le malattie tiroidee? Quali sintomi presentano? “L’esame da fare per controllare la tiroide è il “TSH”, un ormone che stimola questa ghiandola. I valori normali vanno da 0,4 a 4 micro unità internazionali/ml. Valori inferiori a 0,4 evidenziano un’eccessiva produzione di ormoni (ipertiroidismo); valori superiori a 4 uno scarso funzionamento della tiroide (ipotiroidismo). In entrambi i casi l’organismo vive delle ripercussioni, anche se con sintomi opposti. Stanchezza, aumento di peso, ritenzione idrica, freddo eccessivo, cute secca, difficoltà di memoria, in presenza di ipotiroidismo. Perdita di peso, insonnia, eccessivo senso di caldo, irrequietezza, nel caso di ipertiroidismo. L’esame che completa la diagnosi è l’ecografia. L’ipotiroidismo vero, con valori TSH superiori a 10, nelle donne in gravidanza anche oltre 2, può essere un segnale importante di tiroidite cronica autoimmune. E’ una patologia priva di dolore. Non ci sono parametri certi che permettano di prevederla. La metà delle persone con anticorpi presenti non sviluppa la malattia, l’altra metà sviluppa, come detto, problemi di ipotiroidismo”. Come si cura? “Il trattamento prevede l’assunzione per bocca di un ormone tiroideo, di sintesi da laboratorio, che sostituisce perfettamente l’ormone naturale. E’ una terapia totalmente privi di rischi, l’unico trattamento, ad esempio, non considerato doping. Nelle donne già in trattamento per ipotiroidismo prima della gravidanza, è spesso necessario aumentare la dose giornaliera di ormone. Per la cura dell’ipertiroidismo, meno frequente rispetto all’ipotiroidismo, sono disponibili farmaci che consentono la rapida normalizzazione della funzione tiroidea e assicurano lo svolgimento della gravidanza. La presenza di un gozzo con o senza noduli, prima o durante la gravidanza, non deve preoccupare perché i noduli sono quasi sempre benigni , non compromettono la gravidanza e richiedono solo un regolare controllo nel tempo”.
Missione diagnosi precoce: meglio uno screening a tappeto? “Lo screening è consigliato alle donne con anamnesi di ipotiroidismo o ipertiroidismo o sottoposte a interventi alla tiroide; donne con familiarità per questo tipo di patologie; in presenza di gozzo; alle donne con anticorpi antitiroide; in presenza di diabete insulino-dipendente; alle donne con malattie autoimmuni come celiachia, vitiligine etc.; a donne con problemi di infertilità; in caso di precedenti aborti; obesità; alle donne che usano farmaci che possono alterare la funzione della tiroide”.
BOX 1 Ambulatorio di Endocrinologia per la gravidanza: lo specialista risponde L’Ambulatorio di Endocrinologia è stato attivato nel 2012 nell’ambito di un più ampio progetto di riorganizzazione interna della Ulss 15. Gli obiettivi sono chiari: fare diagnosi precoce e dare risposte concrete alle sempre più numerose richieste di pazienti che necessitano di una terapia urgente. Per fissare una visita specialistica presso l’Ambulatorio Endocrinologico per la gravidanza dell’Ospedale di Cittadella, basta contattare i CUP dell’Ulss 15, con impegnativa del medico, o telefonare alla segreteria del Reparto di Medicina Generale dell’Ospedale cittadellese al numero: 049 9424621. L’Ambulatorio di Endocrinologia  per la gravidanza è aperto al pubblico il giovedì pomeriggio dalle 14.20  alle 16.00.

Paola Mazzocchin

Redattrice InFormaSalute

Dr. Natalino Simioni

Direttore del Reparto di Medicina Generale dell’Ospedale di Cittadella

InForma Salute
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