• Informasalute N.68

    Informasalute N.68

    Maggio 2019

    Famila Basket Schio: campione d’Italia. Il Segreto..

    Leggi tutto

  • Informasalute N.67

    Informasalute N.67

    Aprile 2019

    Pietro Zampretti: dalla sala operatoria a Fatima e Santiago

    Leggi tutto

melanoma videodermatoscopio

Melanoma cutaneo: l’alfabeto della pelle

Melanoma cutaneo, è fondamentale la diagnosi precoce

In dotazione all’Ospedale di Bassano un nuovo modernissimo videodermatoscopio per lo studio clinico dei nei e delle lesioni cutanee, per la diagnosi del melanoma.

ABCDE

È l’alfabeto della pelle. Anzi, per l’esattezza, dei nei che sono presenti sulla nostra pelle.
A sta per asimmetria, B per bordi (ovvero irregolarità dei bordi), C per colore non uniforme, D per le dimensioni dei nei superiori ai sei millimetri, E per l’evoluzione della lesione. Sono i cinque cardini della cosiddetta “Regola ABCDE”, che viene consigliata per l’auto-osservazione dei nei. Ovvero per il controllo dei nostri nei che può essere fatto da noi stessi. E quando ci accorgiamo di qualcosa di anomalo o irregolare, notando un qualunque cambiamento di forma, dimensione, colore o posizione di un neo o di una qualsiasi macchia cutanea, è altamente consigliabile rivolgersi al dermatologo: vale a dire allo specialista che è perfettamente in grado di riconoscere una lesione sospetta, per la quale sono necessarie ulteriori indagini. I nei infatti si possono trasformare in melanomi, e cioè in tumori della pelle: tumori che sono in continua crescita tanto che, nel 2018, si è parlato di quasi 14.000 nuovi casi in Italia. Fondamentale, anche in questo caso, è dunque la diagnosi precoce. Che sarà tanto più accurata quanto più evolute sono le strumentazioni di approfondimento diagnostico.

Una buona notizia a Bassano contro il melanoma

La buona notizia è che l’Ospedale di Bassano del Grappa dispone di un nuovo e modernissimo videodermatoscopio per lo studio dei nei, in dotazione all’ambulatorio di Dermatologia. L’importante novità è stata resa nota in una conferenza stampa convocata dal Commissario dell’Ulss 7 Pedemontana dott. Bortolo Simoni, affiancato, tra gli altri, da Gianni Celi, presidente dell’Associazione Oncologica San Bassiano Onlus. È stata infatti l’Associazione ad offrire all’Ospedale la nuova sofisticata strumentazione, acquisita grazie ai proventi del 5 per mille e all’ulteriore contributo di quattro imprenditori bassanesi: Renato Campana della Geotex 2000 Spa, Carlo e Cristian Fantinato della Protek e Carlo Marostica di Karizia.

Una necessità per casi in aumento

A giustificare la necessità di un sistema diagnostico più evoluto è l’incidenza del melanoma della cute nel nostro Paese e anche nel nostro territorio. Dei circa 13.700 nuovi casi registrati in Italia nel 2018, 7200 si sono verificati tra gli uomini e 6500 tra le donne. L’incidenza è in aumento del 4,4% nei maschi e del 3,1% nelle femmine. Il melanoma cutaneo rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini (seconda neoplasia più frequente) e il 7% dei tumori giovanili nelle donne (terza neoplasia più frequente). Nel 2015 i decessi per questo tipo di cancro sono stati 1943. La sopravvivenza a cinque anni per i melanomi cutanei in Italia è comunque pari all’87%, con un picco del 93,55% nei pazienti giovani dai 15 ai 44 anni, mentre la sopravvivenza a dieci anni è attestata all’86%.

Nel nostro comprensorio

Riguardo al nostro comprensorio, l’Ulss 7 Pedemontana dispone attualmente dei dati ufficiali riferiti al solo Distretto 2 (ex Ulss 4 Alto Vicentino) che tuttavia, come specificato dal Commissario dott. Simoni, non si discostano dai numeri dell’attuale Distretto 1 (ex Ulss 3 di Bassano del Grappa). Nel periodo dal 2009 al 2018 i nuovi casi di melanoma nell’Alto Vicentino sono stati complessivamente 458, di cui 166 neoplasie maligne. Fanno circa un migliaio di nuovi casi nel decennio nell’intero territorio dell’Azienda Socio Sanitaria. Da qui la necessità di un rilevante passo in avanti nel campo della diagnosi.

La nuova strumentazione

La strumentazione precedente, in dotazione all’ambulatorio di Dermatologia del San Bassiano, era ormai obsoleta. A lavorare adesso nella struttura ospedaliera con il nuovo e altamente tecnologico videodermatoscopio è il dott. Federico Cervone, medico chirurgo, specialista in Dermatologia e Venereologia. “La videodermatoscopia – spiega il dott. Cervone – è una tecnica non invasiva rivolta principalmente alla diagnosi precoce del melanoma, ma anche all’analisi di tutte le neoformazioni pigmentate, vascolari eccetera. Con il videodermatoscopio è possibile apprezzare immagini ad alta risoluzione e aspetti normalmente non visibili a occhio nudo, favorendo quindi il riconoscimento dei tumori cutanei benigni e di quelli a sospetta malignità.” “Il vantaggio del videodermatoscopio rispetto alle metodiche di osservazione diretta con dermatoscopio manuale – aggiunge il medico – consiste nella possibilità di fotografare le lesioni per poterle monitorare nel tempo.”

Come funziona

Ma come avviene il controllo dei nei con questo nuovo macchinario? Innanzitutto con l’epiluminescenza e poi con la videodermatoscopia. L’epiluminescenza, come chiarisce il dott. Cervone, “è una metodica diagnostica, ormai diffusa in tutti gli ambulatori dermatologici, che sfrutta un tipo particolare di illuminazione, associata ad una lente di ingrandimento, che permette la visualizzazione delle strutture sub-microscopiche delle neoformazioni pigmentate e non”. Con la dermoscopia, in breve, è consentita la visualizzazione del pigmento intra ed extracellulare nell’epidermide e nel derma superficiale ovvero delle strutture interne che caratterizzano la lesione.

Una “mappa dei nei”

Un ulteriore progresso nella diagnosi precoce è stato raggiunto mediante la cosiddetta mappatura dei nei: esame di secondo livello, richiesto esclusivamente dallo specialista dermatologo, che prevede l’utilizzo del videodermatoscopio. Il quale, attraverso la digitalizzazione delle immagini e la loro archiviazione al computer, consente il controllo nel tempo delle “lesioni pigmentate” tramite il semplice confronto delle immagini stesse. Un recente studio ha dimostrato che la dermoscopia migliora l’accuratezza diagnostica del melanoma del 35% rispetto all’osservazione clinica eseguita solo ad occhio nudo. L’esame non è assolutamente invasivo e permette di avere in archivio tutto lo storico di ogni singolo paziente.

Melanoma: cura definitiva, se colto in tempo

Il melanoma cutaneo, se riconosciuto precocemente, può essere curato in modo definitivo con un semplice atto chirurgico. Al contrario, se viene riconosciuto in una fase più avanzata, in un’alta percentuale dei casi la chirurgia e le più innovative terapie post-chirurgiche offrono, ad oggi, solamente risposte parziali e non durevoli nel tempo. Pertanto lo sforzo richiesto al dermatologo è quello di riconoscere tale patologia il più precocemente possibile. E all’ABCDE si aggiunge una F: quella del Fattore tempo.

di Alessandro Tich

Alessandro Tich

Condirettore

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):