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La nefrite: pericolosa insidia per reni e non solo

La nefrite

La parola “nefrite” spesso genera confusione. Eppure di nefrite ci si ammala. Vediamo di che cosa si tratta, da cosa è dovuta, quali sono le cure per una patologia che richiede la massima attenzione perché investe una parte del corpo molto importante: i reni. Lo abbiamo chiesto a due specialisti nefrologi.

Intervista al Dr. Roberto Dell’Aquila Direttore della Unità Operativa Complessa di Nefrologia AULSS 7 Pedemontana Distretto 1 Bassano Del Grappa (ad interim presso ospedale di Santorso) e Dr.ssa Graziella Berlingò, nefrologa dell’equipe del Dott. Dell’Aquila – Bassano Del Grappa

Dottor Dell’Aquila, innanzitutto di che cosa si occupa la nefrologia?

In nefrologia ci occupiamo di tutte quelle malattie che interessano il rene. Sto parlando dell’ipertensione arteriosa, della calcolosi renale, delle complicanze renali del diabete mellito, di tutte le malattie metaboliche, congenite, ereditarie e rare del rene. Fra le malattie più importanti vi sono le glomerulonefriti; da qualche anno, vista l’importanza di queste patologie, abbiamo creato un ambulatorio specifico. Di questo ambulatorio la responsabile è la dottoressa Graziella Berlingò.

Dottoressa Berlingò, che cosa si intende per glomerulonefriti?

Iniziamo con il dire che il rene è un organo molto complesso che si compone principalmente di glomeruli, tubuli e interstizio. Tra le patologie che riguardano il rene ci sono le glomerulonefriti, malattie di tipo infiammatorio che riguardano il glomerulo. Le glomerulonefriti vengono classificate in primitive e secondarie: le primitive sono quelle a origine primitivamente renale. Le forme secondarie sono dovute a situazioni come, ad esempio, processi neoplastici, infettivi e malattie sistemiche (diabete mellito).

Quali sono le malattie che portano alla glomerulonefrite secondaria?

Le forme secondarie sono dovute a situazioni che riguardano i processi neoplastici, infettivi e malattie sistemiche (ad esempio il diabete mellito), malattie immunitarie (come l’ artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, etc), malattie infettive, malattie congenite ed ereditarie.

Parliamo delle malattie immunologiche riferite alla nefrite. Come funziona?

Lo spiego in parole semplici. Ogni cellula del nostro corpo viene riconosciuta come “amica” dai nostri anticorpi; a volte però, per varie cause, queste cellule non vengono più riconosciute come proprie (amiche) ma come estranee e quindi “nemiche” e di conseguenza attaccate dai nostri anticorpi, generando quindi un danno alle strutture renali.

Quali sono i sintomi della nefrite?

La sindrome nefritica può avere un esordio drammatico: il paziente si accorge di urinare sangue inoltre ha nausea, vomito, malessere e ipertensione arteriosa, tutti segni di insufficienza renale. Altre volte il paziente si accorge di urinare meno con conseguente aumento del peso; il paziente riferisce che i vestiti sembrano restringersi, i piedi non entrano più nelle scarpe, il viso è gonfio, soprattutto nella zona periorbitale e a volte fa fatica a respirare: sintomi legati alla ritenzione di liquidi secondaria alla diminuzione delle proteine del sangue dovuta alla perdita di proteine con le urine (proteinuria).

Quali sono le cure?

Interveniamo su vari fattori: per prima cosa si imposta una dieta iposodica (poco sale) e si consiglia la riduzione dell’assunzione di liquidi (non solo l’acqua che si beve ma anche l’acqua presente nella frutta, nelle verdure e nelle minestre); dal punto di vista farmacologico usiamo ACE-inibitori per ridurre la pressione arteriosa e proteggere il rene (funzione tipica di questa classe di farmaci che agiscono riducendo la perdita di proteine con le urine) e diuretici per favorire la diuresi. Per correggere l’aumento di trigliceridi e colesterolo che aumentano in questa malattia, usiamo farmaci appropriati.

Queste sono le prime cure generiche che adottiamo ma per capire esattamente la natura del danno renale: ricorriamo spesso all’esecuzione della biopsia renale (prelievo di un pezzettino di tessuto renale mediante un ago apposito sotto guida ecografica e con anestesia locale). I risultati di tale esame (a volte occorre un po’ di tempo per averli perché oltre all’esame ottico e all’immuofluorescenza che vengono eseguiti a Bassano, altre tecniche come la microscopia elettronica vengono eseguite a Bologna, nostro centro di riferimento) ci permettono di impostare una terapia specifica e mirata. E’ giusto dire, però, che vi sono delle forme che non rispondono in modo completo o non rispondono affatto ai farmaci specifici usati.

Dottor Dell’Aquila, in conclusione, com’è cambiata la nefrologia negli ultimi dieci anni di servizio da primario?

Abbiamo aumentato il numero di pazienti in dialisi peritoneale, divenendo di fatto, uno dei 10 centri più grossi in Italia. Abbiamo provveduto a rinnovare tutto il parco macchine per emodialisi, apportando una grande innovazione nella produzione del liquido di dialisi e centralizzandone la produzione stessa. Abbiamo creato un ambulatorio dei trapiantati, delle malattie rare. Ancora, un ambulatorio di rene e gravidanza dove seguiamo le donne gravide che presentano ipertensione arteriosa. Molto ancora c’è in programma, con progetti importanti per i prossimi anni!

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile



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