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PAPILLOMA VIRUS: L’HO PRESO DAL MIO PARTNER?

Intervista Dott. Massimo Segato ginecologo accreditato in Colposcopia dalla Società italiana di colposcopia e patologia cervico vaginale (SICPCV) Azienda Ulss 8 Berica Ospedale di Valdagno (VI).

Questo articolo vuole fare chiarezza su una delle infezioni di cui tanto si parla e tanto viene scritto, soprattutto sul web, dove spesso si trovano informazioni incomplete per non dire distorte. Abbiamo avvicinato un ginecologo, responsabile per il distretto di Valdagno (Vicenza) dello screening al collo dell’utero, che si è trovato addirittura a dover testimoniare in una causa di divorzio, perché una donna aveva accusato il proprio marito di averla tradita, dopo che lo screening per la ricerca dell’HPV aveva dato esito positivo. Ma era andata davvero così? Si poteva imputare al marito, il suo papilloma virus?

Dottor Segato, siamo curiosi di sapere come andò a finire quella pratica di divorzio, intentata per il presunto tradimento del marito…

Quella volta mi limitai a dire semplicemente che il papillomavirus poteva essere latente nel corpo della donna da moltissimi anni. La signora, poteva benissimo averlo contratto dal primo fidanzatino ma in un momento di difese immunitarie basse, averlo fatto emergere e quindi reso visibile al controllo del pap test.

Lei da oltre 35 anni si occupa dell’HPV, il papillomavirus umano. Che cos’è?

E’ un virus che convive con la specie umana ancora dai tempi dell’ antico Egitto, visto che è stato riscontrato anche nelle mummie. Virus che se andiamo a cercare gli anticorpi registra circa l’ 80% della popolazione con cui è venuto in contatto, naturalmente da quando si inizia l’attività sessuale dopo di che, nella maggior parte dei casi, l’organismo con la sua immunità lo sovrasta. Il problema è che il virus, se mi permette l’eufemismo, “si è fatto furbo” nei millenni, perché è poco riconosciuto dall’apparato immunitario.

Che sintomi che può dare?

Nessun sintomo che ci avvisi.

Esiste un vaccino?

Sì, oggi possiamo dire di avere a disposizione un ottimo vaccino che viene offerto gratuitamente, in grado di eliminare il 90% delle problematiche connesse.

A che età viene somministrato?

E’ meglio iniziare a vaccinare prima di cominciare ad avere rapporti sessuali, così già dalla prima volta si è protetti. Dai 12 ai 14 anni viene offerto pure al maschio, per l’immunità di branco. Anche se va detto che il papilloma virus nel maschio, non porta alcuna patologia ma solo il fatto di essere portatore a sua volta del virus. Si tratta di una semplice iniezione. Le donne adulte vanno vaccinate solo per evitare le recidive.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino?

Sono molto scarsi: può esserci un po’ di bruciore e raramente qualche linea di febbre.

Come avviene lo screening?

Negli ultimi tre anni è cambiato il modus operandi. Prima si ricorreva solo al pap test. Adesso, dai 30 anni in avanti, si fa la ricerca mirata del papillomavirus in un programma di screening fra la popolazione femminile. Qualora risultasse negativo, noi sappiamo che il tumore al collo dell’utero è scongiurato, poiché per svilupparsi, il tumore ha bisogno della complicità di questo virus. Se il risultato dell’esame è negativo, rivediamo la donna dopo 5 anni.

Può essere che la donna abbia in realtà il papilloma ma questo non viene riscontrato perché latente o “addormentato”?

Certamente! Il virus può non essere trovato, perché si può creare un equilibrio fra l’ospite e il virus, per cui, come già detto, in momenti in cui l’organismo è più forte non viene riscontrato. Al contrario, nei momenti in cui l’organismo è più debole può quasi improvvisamente “saltare fuori”. La dimostrazione sta nel fatto che il test è positivo, ovvero il virus “si sveglia” sulla quasi totalità delle donne che fanno chemioterapia o terapia immunosoppressiva. Significa, ancora, che il virus era latente ma non aveva manifestazioni, in quanto non arrivava alle cellule superficiali della vagina. Resta lì, nelle retrovie, dormiente. Le donne affette da AIDS se non sono decedute prima, poverette, sviluppano nella quasi totalità, il tumore al collo dell’utero.

Può capitare di essere positive al test e dopo uno o due anni essere improvvisamente negative? Che fine ha fatto il virus?

Sì, molto spesso accade così, perché il sistema immunitario l’ha sopraffatto, avendo il sopravvento sul virus. E’ il fisico stesso che l’ha debellato, pur rimanendo potenzialmente portatrici del virus, in caso di rapporto sesuale.

E se io dico condiloma, verruca, cosa mi risponde?

Entrambi hanno a che fare con il papillomavirus che è diviso in diverse categorie: noi distinguiamo “alto e basso rischio”. Fra il basso rischio, quello contraddistinto con i numeri dal 6 al 8, si possono sviluppare verruche o condilomi acuminati alla vulva. Fra l’altro, il vaccino copre egregiamente anche queste patologie che sono sessualmente trasmesse. Quello che noi andiamo cercando con lo screening è la lesione che il virus ha comportato. E’ quella che con l’andare del tempo può dare il cancro alla cervice dell’utero. Ed è quella lesione che mi interessa. Non il virus in sé. Tolta la lesione, io ho già fatto la prevenzione al carcinoma del collo dell’utero. Il condiloma è come un callo, un’infezione all’ epitelio superficiale, la parete vaginale.

Come si tratta il condiloma?

Si cura con terapia distruttiva, con vari ausili. Una volta si ricorreva alla crioterapia, oggi si usa la radiofrequenza o il laser. Per sentire meno dolore, viene in aiuto l’anestesia locale.

E’ vero che il fumo è un grande alleato del papillomavirus?

Esatto, perché il fumo è un grosso immunodepressivo. Le grosse fumatrici fanno fatica a liberarsene.

Cosa mi dice del disagio psicologico una volta diagnosticato il papilloma virus?

Lei tocca un argomento sul quale davvero si potrebbe parlare all’infinito. Il fatto che questa patologia sia sessualmente trasmessa, pone di fatto tutte quelle problematiche di angoscia a volte difficili da gestire. In un convegno dissi proprio “ricordatevi che questo virus è più pericoloso per la testa che per il collo dell’utero”. Immaginiamo una donna che da decenni si fa il pap test risultato sempre negativo e che all’improvviso scopre la positività. Cerca sul web sotto la voce “malattie sessualmente trasmettibili” e si scatena l’inferno!

Per saperne di più: 100 domande sull’HPV.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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