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Partorire senza dolore

Paola Mazzocchin Le indicazioni della dr.ssa Laura Favretti, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Cittadella Partorire senza dolore si può, grazie a tecniche collaudate da tempo. L’autorevole conferma arriva dalla dr.ssa Laura Favretti, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Cittadella.  “Il parto è un evento unico, culturalmente e storicamente carico di significati e valori, aspettative e preoccupazioni, specie per la futura mamma – ci dice il primario -. Ma la convinzione che la donna debba partorire con dolore è ancora molto diffusa, sebbene non manchi la volontà politica, espressa con la legge regionale n. 7 del 19 marzo 2009 per garantire cure palliative e sostenere la lotta al dolore. Dove c’è la cultura spesso mancano le risorse economiche e professionali necessarie per poter effettuare il parto indolore. I costi sono elevati e gli ospedali devono fare i conti, anche sulla base dei parti annui effettuati. Nel Veneto – spiega la dr.ssa Favretti – i parti eseguiti in anelgesia epidurale, quindi senza dolore, rappresentano meno del 10 % della totalità. E questo anche per un fatto culturale: l’epidurale viene ancora considerata come un’inutile interferenza nella naturalità del parto. Penso invece che servirebbero risposte concrete, ma soprattutto una cultura meno legata alla cosiddetta “prova di forza” e quindi più vicina al benessere della donna e del nascituro. In paesi come l’Inghilterra e la Francia l’80% dei parti sono epidurali.”   – Dr.ssa Favretti, cos’è esattamente l’epidurale? -“L’anelgesia epidurale determina una analgesia della parte inferiore del corpo, così la gestante assolutamente cosciente e in grado di camminare non avverte, o molto meno, il dolore legato alle contrazioni uterine. Con l’epidurale il dolore della doglia scompare in pochi minuti, mentre rimane inalterata la sensibilità cutanea e la sensazione della contrazione, che viene percepita senza dolore. Anche la capacità di spinta rimane inalterata, talvolta è la sensazione della spinta che si riduce, la donna può partorire attivamente e in modo spontaneo, anche se le è insegnato quando deve spingere.” – E’ una metodica rischiosa? -“Nulla in medicina è privo di rischi. Ma gli effetti collaterali dell’epidurale sono rarissimi, sia per la mamma che per il neonato. Non è una tecnica pericolosa, lo è decisamente di più il taglio cesareo, intervento che, a volte, si deve ripetere nel caso di una nuova maternità. Senza considerare il dolore post operatorio che implica e i tempi di ripresa della donna, molto più lunghi rispetto al parto epidurale o a quello senza analgesia.” – Eppure molte donne richiedono il taglio cesareo per la paura del dolore del parto. Sono molte le richieste avanzate all’Ospedale di Cittadella? -“Nel 2010, nell’Ospedale di Cittadella, ci sono stati complessivamente 1186 parti: di questi il 25% sono stati cesarei, 25%  parti vaginali con epidurale e il rimanente 50% parti vaginali senza analgesia . Il parto cesareo su richiesta materna senza che ci siano indicazioni viene effettuato solo in casi molto particolari, e deve rimanere una eccezione.” – Quali sono i benefici del parto senza dolore? -“Il travaglio è stressante, psicologicamente e fisiologicamente, per la mamma e per il feto. Le contrazioni generano dolore e modificano la risposta del cuore della partoriente, il suo cuore deve infatti lavorare di più per aumentare il flusso di sangue all’utero. Nello stesso tempo aumenta la velocità di respirazione della mamma (iperventilazione), e la produzione di ormoni dello stress  (adrenalina e cortisolo). L’assenza di dolore, invece, comporta un miglioramento della ventilazione materna e quindi dell’ossigenazione fetale. L’uso dell’anelgesia epidurale durante il travaglio svolge quindi un’azione favorevole sul benessere materno e del piccolo. Con l’epidurale la partoriente rimane sveglia, rilassata e senza dolore per tutto il travaglio ed è in grado di vivere il parto attivamente nella sua completezza. Dopo aver ricevuto l’epidurale la donna è libera di muoversi e spesso anche di camminare.” – Come e quando viene eseguita l’epidurale? -“La donna, alla 36ma settimana di gravidanza, incontra il medico anestesista e viene sottoposta ad alcuni accertamenti presso il nostro Ambulatorio Ostetrico, che fa parte del reparto di Ostetricia. L’epidurale viene eseguita quando il travaglio è iniziato ed è il ginecologo, con l’ostetrica, a decidere quando eseguirla. Durante il travaglio possono comparire situazioni ostetriche che ne ritardino l’esecuzione o che ne controindichino l’utilizzo. L’epidurale viene eseguita da un medico anestesista. La procedura richiede pochi minuti e non è dolorosa perché preceduta da anestesia locale della parte dove si pratica la puntura. Nella regione lombare, attraverso un ago speciale, viene introdotto un sottilissimo cateterino nello spazio epidurale, formato dal tessuto grasso che ricopre le fibre nervose che trasmettono il dolore della contrazione e che partono dal midollo spinale. Il cateterino è fissato con un cerotto nella schiena della partoriente per consentirle di muoversi. Attraverso il catetere viene somministrato il cocktail di farmaci in grado di bloccare solo il dolore della contrazione. Sono farmaci che non influiscono sulla naturale fisiologia del parto.”  – L’Ospedale di Cittadella come risponde alle richieste di parto senza dolore? -“Abbiamo già preparato un piano generale di intervento che rispetta le linee guida sancite dall’Accordo Stato-Regioni del dicembre scorso che mirano a promuovere la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza dell’assistenza nel percorso nascita e la riduzione del taglio cesareo. Fornire una maggiore garanzia di interventi assistenziali mirati, come il controllo del dolore, è uno degli obiettivi del documento. L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Cittadella aderisce alle linee guida per la gravidanza fisiologica attraverso la preziosa collaborazione anche dei Consultori che fanno capo al nostro Distretto, impegnato anche nella diffusione di informazioni utili sui principali aspetti della gestazione attraverso i corsi di preparazione al parto tenuti da personale sanitario specializzato.”

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