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pillola giorno dopo

Pillola del giorno dopo: quando, come e perché

Contraccezione d’emergenza

Circa la metà delle gravidanze non sono “intenzionali”, non sono cioè cercate o programmate. E circa la metà di queste finisce con una interruzione volontaria. Il 50% delle gravidanze non intenzionali riguarda la coppie che hanno rapporti sessuali protetti, che usano di norma, quindi, qualche tipo di contraccezione.

“La metà delle gravidanze non volute non solo finisce con l’interruzione – precisa il dott. Yoram Meir, Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia del “San Bassiano” – ma comporta seri rischi nella madre, specie dal punto di vista psicologico, oltre che nel nascituro: basso peso alla nascita, morte nel primo anno di vita, abuso e abbandono.
Per questo l’utilizzo, dopo un rapporto sessuale a rischio, di farmaci o dispositivi in grado di prevenire l’instaurarsi di una gravidanza (contraccezione d’emergenza), è di fondamentale importanza. L’auspicio è che tutte le gravidanze siano ambite e volute dalla coppia.”

La parola al dott.Yoram Meir, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Bassiano

Cosa s’intende esattamente per “contraccezione d’emergenza”?

La contraccezione d’emergenza è più comunemente nota come “pillola del giorno dopo”, contraccezione “post coitale” o “secondaria”. Non è, e non si deve considerare un contraccettivo abituale, può risolvere situazioni  a rischio ed evitare una possibile interruzione di gravidanza. E’ un metodo da utilizzare solo occasionalmente nelle ore successive al rapporto a rischio.

Quando si ricorre alla pillola del giorno dopo?

In caso di rapporti sessuali occasionali e non protetti, quando il preservativo si rompe , o si ritiene inefficacie il coito interrotto, nel caso di spostamento o espulsione della spirale, di una scorretta assunzione della pillola anticoncezionale, o in casi di violenza sessuale.

Dopo un rapporto a rischio quante possibilità ci sono di rimanere incinta?

I dati attestano una probabilità del 25% circa per ogni ciclo, in una coppia che ha rapporti sessuali regolari in periodo fertile e senza protezione.

Quali i metodi della contraccezione d’emergenza?

Ci sono tre metodi. Si può ricorrere alla pillola “estroprogestinica”  (con estrogeni e progesterone, sei pillole nell’arco di 24 ore), la pillola esclusivamente “progestinica” (che prevede un’unica assunzione) o l’inserimento della spirale.

Qual è l’efficacia della pillola del giorno dopo?

Su 100 donne che hanno rapporti sessuali esposti o non protetti durante la seconda o la terza settimana dal ciclo, e che non ricorrono alla contraccezione d’emergenza, 8 rimarranno incinta. Con l’utilizzo della pillola del giorno dopo, il dato scende a 1 gravidanza.

Va detto che la contraccezione d’emergenza non è efficace al cento per cento, ma riduce notevolmente le probabilità di gravidanza non desiderata.

La sua efficacia è strettamente correlata ai tempi di assunzione, quanto prima tanto più efficace, e comunque non oltre 72 ore dal rapporto, anche se alcuni specialisti ritengono che possa avere una certa efficacia fino a 5 giorni dopo il rapporto. La pillola del giorno dopo è sicura e semplice da assumere, la quantità di farmaco è bassa e l’utilizzo è a breve termine. Oggi inoltre, gli effetti collaterali della pillola “progestinica” sono rari.

La pillola del giorno dopo comporta dei rischi in caso di gravidanza già in atto?

Assolutamente no. Non è una pillola abortiva e non ha effetti dannosi sul feto. La donna, se lo desidera, potrà quindi decidere di portare avanti tranquillamente la gravidanza.

Limiti e controindicazioni della pillola del giorno dopo.

Non ci sono controindicazioni per la pillola “progestinica”. I limiti potrebbero insorgere in caso di allergia nota ad un componente del farmaco. Inoltre bisogna ricordare che non protegge da malattie sessualmente trasmissibili.

Chi la può prescrivere?

La pillola del giorno dopo può essere prescritta da qualsiasi medico: medici di famiglia, presso i Consultori famigliari e in orari di chiusura di questi, ci si può rivolgere alla guardia medica. In casi di emergenza le donne possono rivolgersi al personale medico del Pronto Soccorso.

Per la prescrizione non è richiesta nessuna indagine strumentale o di laboratorio e non è prevista nessuna visita ginecologica.

La pillola del giorno dopo continua a fare discutere. Perché se ne parla?

La diatriba nasce dall’azione del farmaco. Mi spiego: gli studi dimostrano che la pillola agisce inibendo o alterando l’ovulazione, ma dal punto di vista speculativo non si può escludere del tutto che la pillola del giorno dopo non abbia un’azione anche dopo la fecondazione. Nonostante ripeto, sia  dimostrato che non agisce dopo l’annidamento del feto.

Per questi motivi è considerata una terapia che include un problema “etico”. Ed è importante che le pazienti che la richiedono siano a conoscenza del fatto che esiste una remotissima possibilità che questa possa agire anche dopo la fecondazione, per poter fare una scelta e decidere se assumere o meno il farmaco.

Coloro che speculano non possono e non devono in alcun modo impedire alle donne che vogliono ricorrere alla contraccezione d’emergenza di avere la loro prescrizione.

La contraccezione d’emergenza è un tema che da tempo vede impegnata l’Ulss 3 di Bassano attraverso diverse iniziative di formazione del personale medico. Perché e con quale obiettivo?

L’Ulss3 ha attivato un’intensa attività di formazione degli operatori (medici di Medicina Generale, di assistenza continua (Guardia Medica), ginecologi, medici dei consultori e del Pronto Soccorso) affinché nel territorio la prestazione venga garantita h24.

Abbiamo definito in questi giorni le linee guida, delineate da gruppi misti di professionisti, che prevedono non solo la garanzia della prescrizione medica, ma anche la gestione successiva delle pazienti, attraverso interventi di supporto a livello informativo, psicologico, sociale e legale.

Qual è la sua opinione medica sulla pillola abortiva RU486, attualmente in discussione al Parlamento?

La pillola RU486 non ha nulla a che fare con la contraccezione d’emergenza. Viene utilizzata da anni in diversi Paesi con lo scopo di evitare, nella maggioranza dei casi di gravidanze iniziali, di ricorrere all’interruzione chirurgica della gravidanza, con tutto ciò che questa comporta. “Primum non nocere”, dal latino “Per prima cosa, non nuocere” è il primo principio che si insegna nelle Facoltà di Medicina.

I problemi sorgono sul fatto che attraverso la RU486 si possa facilitare l’interruzione di gravidanza o che possa venire utilizzata come metodo contraccettivo, pur non essendolo. Esistono concrete problematiche di sorveglianza e controllo. Dal punto di vista medico però, non c’è alcun dubbio che per una donna sia peggio ricorrere all’intervento chirurgico, che non tentare quello medico.

di Paola Mazzochin

Paola Mazzocchin

Redattrice InFormaSalute

Dr. Yoram Meir

Primario di Ginecologia dell’Ospedale di Bassano

InForma Salute
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