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“Più eccellenza nei due Ospedali

Alessandro Tich Intervista ad dr. Francesco Benazzi, Direttore Generale dell’Ulss 15 – Alta Padovana   Parola d’ordine: ottimizzare le risorse, differenziare e raccordare i servizi dei due ospedali di Cittadella e Camposampiero e potenziare l’assistenza sul territorio. Sono i punti cardine del Piano di Riorganizzazione dell’Ulss n.15, proposto dal Direttore Generale Francesco Benazzi e recentemente approvato dalla Conferenza dei Sindaci.   Ma quali sono i principi che hanno portato al riassetto dell’offerta sanitaria e quali saranno le principali conseguenze della riorganizzazione in atto? Il Direttore Generale Benazzi ce ne parla in questa intervista.  – Dr. Benazzi, da cosa nasce l’esigenza della riorganizzazione dell’Ulss 15, e in particolare degli Ospedali di Cittadella e di Camposampiero? – “La questione nasce dall’evidenza di avere due Ospedali per acuti. Per Ospedale per acuti si intende una struttura dotata di un Pronto Soccorso, di una Rianimazione e di una Cardiologia, e che può garantire il servizio 24 ore su 24. Siamo partiti dal fatto che i due ospedali si compensano tra loro e non sono dei doppioni, pur garantendo in entrambe le strutture i servizi mancanti. Se, ad esempio, Gastroenterologia è incardinata nell’Ospedale di Camposampiero, si svolgono sedute di Gastroenterologia anche a Cittadella. Se Oculistica è incardinata a Camposampiero, sono organizzate sedute di cataratta anche a Cittadella. Otorinolaringoiatria oggi è incardinata a Cittadella, ma con ambulatori e sedute anche a Camposampiero. Tutto funziona in una logica di osmosi e di “équipe a pendolo”: sono i professionisti, cioè, a spostarsi e non i pazienti.” – E’ quindi questa la logica alla base della riorganizzazione? – “Sì, questo sistema ci ha permesso di evitare sovrapposizioni e di riorganizzare meglio le strutture. Faccio altri esempi: per Cardiologia, l’interventistica è l’emodinamica sono concentrate a Cittadella. A Camposampiero viene invece svolta l’elettrofisiologia, di cui il dr. Verlato, direttore facente funzioni, è un riferimento nazionale. Ci sono due Chirurgie generali: a Camposampiero abbiamo la chirurgia robotica, una delle poche nel Veneto con oltre 300 interventi all’anno, con un lavoro pluridisciplinare che vede coinvolte le professionalità del chirurgo generale, dell’urologo e del ginecologo. A Cittadella è molto attiva la chirurgia laparoscopica, la chirurgia toracica e per la grande obesità.” – Le stesse strutture, se presenti nei due diversi Ospedali, per quanto autonome sono dunque complementari tra loro? – “Proprio questo è l’aspetto più importante. Un altro esempio è il Centro Artroprotesi dell’Anca di Cittadella, struttura di riferimento regionale. Ma abbiamo la chirurgia dell’anca anche a Camposampiero. Due Ortopedie che attraggono pazienti anche da fuori territorio, per le artroprotesi o per le urgenze politraumatologiche. Camposampiero ha una Patologia Neonatale importante, l’unica nel Veneto non collocata in un capoluogo di provincia. Ma manteniamo due punti nascita a Camposampiero, con 1670 nati all’anno e a Cittadella, con 1200 nati all’anno: hanno senso di esistere tutti e due. Nei due presidi ci sono anche due Radiologie, tra loro interfacciate. Tutte e due aiutano gli altri reparti e contribuiscono ad abbattere le liste di attesa. Camposampiero è inoltre specializzata nella vertebroplastica e nella Radiologia interventistica. Il reparto di Oculistica di Camposampiero è centro di riferimento regionale per la retinite pigmentosa. Qualsiasi tipo di preoccupazione che questi Ospedali possano essere chiusi non ha senso di esistere. Ha senso invece riorganizzarli, potenziando la compensazione tra le due strutture e garantendo i livelli essenziali di assistenza alla popolazione.” – Che vantaggi, secondo lei, può portare la riorganizzazione degli Ospedali in termini di risorse a disposizione? – “La riorganizzazione ospedaliera porta a investire maggiormente risorse nel territorio. Per le malattie croniche degenerative, il territorio dovrà sempre più rispondere per dare assistenza ai cittadini. Un territorio che funziona significa un filtro importante per evitare che ci siano ricoveri inappropriati in Ospedale. Sul territorio abbiamo fatto il nuovo Distretto di Camposampiero, accorpando tutte le attività. Faremo a breve il nuovo Distretto a Cittadella, dove pure tutte le attività verranno accorpate assieme. Abbiamo attivato e implementato l’assistenza domiciliare e le cure palliative e vorremmo, fatta la riorganizzazione, potenziare le aree di confine dell’Ulss che risultano essere le più deboli in termini di servizi alla cittadinanza. Come il Vigontino, dove potenzieremo l’attività distrettuale con l’inserimento di nuove branche specialistiche, garantendo così una prima interfaccia coi bisogni della popolazione. Faremo la stessa cosa a Carmignano e a San Pietro in Gu, dove stiamo già attivando dei servizi per le esigenze dell’area.” – Quindi, dr. Benazzi, riorganizzare non significa “tagliare”… – “La riorganizzazione non va a togliere nessun servizio, ma a razionalizzare e utilizzare meglio le risorse. Ciò va a favorire il cittadino perché si fa sistema, e contemporaneamente ci dà la possibilità di privilegiare le eccellenze dei nostri Ospedali che devono essere sempre all’avanguardia per competere nel panorama sanitario veneto.”

Redazione InFormaSalute

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