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Un Premio contro il Cyberbullismo

Intervista a Davide Dal Maso Fondatore Social Warning Movimento Etico Digitale – Premio Italia Giovane.

E’ stato scelto per il suo impegno e premiato a Roma nel mese di novembre quale “valida testimonianza da condividere e diffondere nella società giovane in Italia.” Lui si chiama Davide Dal Maso, ha 23 anni, abita a Trissino (in provincia di Vicenza) e da quando ne aveva 15 ha dichiarato guerra al cyberbullismo e alla disinformazione su tutto quanto è “web”. Di recente ha fondato il SOCIAL WARNING, Movimento Etico Digitale per il quale è stato premiato. Un progetto ambizioso ed importante che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia, con volontari che vanno nelle scuole ad incontrare studenti e genitori per parlare del web, le sue insidie, le sue potenzialità. A 21 anni è salito in cattedra universitaria ad insegnare (nonostante avesse deciso di non continuare gli studi ma fosse passato all’esame selettivo per la facoltà di Economia) e a tutt’oggi le sue conferenze sono super richieste. A 19 ha passato sei mesi nel Regno Unito a lavorare ad un progetto web per un’associazione umanitaria, per conto del governo di Sua Maestà. Anche il “Millionaire” si è già accorto di lui, tanto da dedicargli un intero articolo ad inizio anno. Lo incontriamo e sentiamo tutto il suo entusiasmo scavalcare quell’innata timidezza che lo contraddistingue.

Iniziamo con il chiederti a chi dedichi questo Premio…

Lo voglio dedicare a tutte quelle persone, soprattutto i formatori volontari che hanno creduto nella mia idea e hanno voluto sposare gli intenti di unione di tutti i progetti che parlano di educazione digitale in Italia e far sì che nel giro di pochissimo tempo, diventi virale ovunque. Sono molto soddisfatto perché in realtà tutto parte da una mia idea, un’ idea di teen ager.

Quali sono i numeri che ruotano attorno al Movimento Social Warning?

In questo momento sono più di 90 in Italia, i formatori volontari che si recano gratuitamente nelle scuole a parlare di web, cyberbullismo e uso consapevole dei social. Più, una decina di esperti in varie discipline come la comunicazione, il sistema legislativo e quant’altro, che collaborano attivamente senza pretendere nulla in cambio.

Facciamo un passo all’indietro e parliamo di come è nata l’idea di questo importante progetto…

L’ idea è nata nel 2012 perché, da studente, continuavo ad assistere ad interventi a scuola di persone che ci dicevano di non usare i social, che avremmo dovuto evitarli, che si sarebbero dovuti vietare a monte: insomma, si assisteva ad una demonizzazione del web, visto spesso come un “gioco mangiatempo ed estremamente pericoloso”. Personalmente, iniziai a fare uno studio a livello di istituto scolastico, cercando di capire quanti fossero in grado di utilizzare il web per scopi di ricerca e/o lavoro. Ebbene, fra i miei compagni di istituto, circa 700 ragazzi, soltanto qualcuno utilizzava il web con un suo blog, ed altri due per ricerche finalizzate ad un futuro mestiere. Era pochissimo!!! Ma in effetti era in linea con il messaggio che stava passando in quel momento, ovvero che la rete non era una cosa positiva per i ragazzi e che si doveva smettere di navigarvi.

Cerchiamo di andare ancora più indietro con la volontà di conoscere maggiormente Davide. Cosa volevi diventare da grande?

Nonostante fossi sempre stato molto timido ma anche molto ricettivo, mi vedevo come oratore pubblico. Avevo questa sorta di visione, e sapevo che l’avrei fatto, parlando di una mia passione che avrebbe dato un contributo a favore degli altri. A 15 anni le mie passioni erano due: il calcio e il web, strumento da far conoscere ed apprezzare. Avevo iniziato a studiare il web, per molte ore al giorno, a sperimentarlo e questo è prevalso. Ed ora eccomi a tenere conferenze nelle più quotate università in tutta Italia e non solo…

Come la tua famiglia ti ha aiutato in questo?

Direi che all’inizio mi ha molto ostacolato. Vedere un ragazzo chiudersi in camera e navigare per quasi tutto il tempo, è sempre un segnale che preoccupa i genitori. Insomma, ero diverso da mio fratello maresciallo di trent’anni. Quindi all’inizio erano estremamente dubbiosi. Con l’andar del tempo hanno capito il valore di quel tempo speso davanti al pc. Soprattutto adesso con questo Premio e il mio impegno nel sociale, impegno che diventa ogni giorno più contagioso.

Parlaci della tua esperienza in Inghilterra…

E’ stata determinante: avrei potuto rimanere, me l’avevano chiesto ma avevo la forte idea di portare a casa quell’ importante esperienza maturata in quel contesto molto interessante! Avevo un budget notevole da gestire, ogni mese, in un piano marketing che avevo creato secondo la mia visione di giovane dell’ Erasmus Plus. E funzionava! Più responsabilità mi venivano date e maggiore era la mia soddisfazione. Di giorno lavoravo, di notte studiavo per capire, approfondire, sapere…

Tu torni in Italia, fondi il movimento e inizi ad andare a parlare a studenti e genitori, contro il cyberbullismo…

Esattamente: sono tornato, ho frequentato un altro corso per l’imprenditoria, nel mentre sto ancora aiutando molte aziende a crescere ma soprattutto incontro moltissimi ragazzi e genitori in interventi di educazione digitale, perché è importante che anche mamma e papà sappiano cosa è la rete e cosa può offrire sia in bene (ad esempio a trovare lavoro…) che in male.

Quante persone hai contattato personalmente finora?

Circa cinquemila persone.

Ti sei sempre mosso da solo: non pensi che affidarsi a qualche istituzione possa accorciare la strada da percorrere?

La mia paura era che i tempi delle istituzioni e della politica fossero troppo lenti e poi identificarsi con un partito specifico può essere dannoso. Vogliamo aiutare tutti i ragazzi d’Italia e non tutta Italia è sorretta dalla stessa bandiera politica. Il Movimento è nato, a tutti gli effetti, due anni fa e siamo già avanti nel cammino.

Dove vuoi arrivare?

Questa è una bella domanda: per il Movimento, l’ obiettivo sociale è quello di avere un referente volontario formatore in ogni provincia d’Italia, proprio per alzare il livello di educazione digitale, e personalmente mi interessa questo tipo di cambiamento che parta dal movimento etico digitale, per arrivare a livello istituzionale, a favore di una crescita e una nuova consapevolezza comune.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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