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IL RUGGITO DELLE LEONESSE ROSA CONTRO IL CANCRO

Intervista a Francesca Baldi – Capogruppo “Pink Lioness” Venezia e Luigina Padoan “leonessa”

Sono poco meno di una ventina e fanno parte del movimento delle Donne in Rosa sparse un po’ in tutto il mondo. In realtà loro sono leonesse che lottano a colpi di pagaia per tornare a vivere dopo lo spauracchio e le pene fisiche e psicologiche che una malattia come il tumore, lascia inevitabilmente dietro a sé. “Donne in Rosa- Abreast in a boat” ovvero “Combatti il cancro al seno a colpi di pagaia”, nasce nel 1996 da un preciso progetto del Dott. Don McKenzie, allo scopo di smentire la teoria che le donne operate non potessero sostenere un’attività fisica per il rischio molto elevato di linfedema. Il linfedema è un doloroso e inabilitante rigonfiamento delle braccia e del torace che si può sviluppare dopo un intervento di chirurgia al seno, soprattutto con lo svuotamento del cavo ascellare per l’eliminazione di uno o più linfonodi. E proprio il movimento che si compie con la pagaia, aiuta molto in questo senso. Il progetto si è diffuso in molti paesi americani ed europei. In Italia, nel 2003, è nata a Roma la prima squadra di Donne in Rosa che nel mondo sono ormai oltre 250, di cui 15 in Italia. Il calendario delle competizioni mondiali è già on line per l’anno prossimo e anche per il 2020. Quest’anno, è toccato a Firenze ospitare la quinta edizione della manifestazione in Italia, che ha visto anche momenti ludici e alla quale hanno partecipato squadre da tutto il mondo, raggiungendo migliaia di partecipanti. Noi abbiamo voluto incontrare questo gruppo veneziano che si addestra due giorni la settimana anche nel periodo invernale. A parlarmi è la capogruppo del movimento delle Pink Lioness, Francesca Baldi. Accanto a lei, Luigina Padoan, 77 anni portati in splendida forma, la più anziana del gruppo.

Quante squadre raduna l’International Breast Cancer Paddlers’ Commission (IBCPC) che organizza il Festival Internazionale delle Donne in Rosa?

Raduna oltre 200 squadre di Donne in Rosa in tutto il mondo e ha lo scopo di incoraggiare la formazione di persone operate di tumore al seno che praticano il Dragon Boat, in un contesto di partecipazione ed inclusione, promuovendo questa attività ricreativa e di riabilitazione come contributo per uno stile di vita sano.

Da quanto tempo esiste la vostra associazione?

Le Pink Lioness veneziane esistono dal 12 settembre di 9 anni fa. L’età delle associate va dalla quarantina ai quasi 80 anni. Siamo un bel gruppo, carico di entusiasmo.

Come siete riuscite a diventare delle vere atlete?

Qui dobbiamo ringraziare il gruppo senologia A.V.A.P.O. Venezia (Associazione Volontari Assistenza Pazienti Oncologici) e la Reale Società Canottieri Bucintoro 1882, i cui membri ci aiutano moltissimo, anche custodendo le nostre barche.

Quando partecipate alle gare dei Mondiali, nell’ambito dei Festival, prevale la solidarietà, oppure la voglia di vincere?

Beh, certamente dopo gli allenamenti che facciamo tutte regolarmente due volte la settimana, compreso quando fa freddo, un po’ di sana competizione arriva. Ma quello che unisce tutte noi indipendentemente da dove veniamo, è l’avere alle spalle la stessa storia. Davvero l’atmosfera di quei giorni di ritrovo è magica. E questo avviene in tutti i ritrovi nel mondo.

Avete mai portato a casa qualche premio, oltre al premio forse più importante che è la condivisione?

Siamo felici di aver vinto il Premio Panathlon Sociale 2014. Ma come lei ha detto, il vero premio sono tutte quelle iniziative di gemellaggio con le altre donne, anche straniere. Confronti importanti che servono a crescere, a farci capire che quando siamo in tante la paura svanisce. Basta una pacca sulla spalla, un sorriso, forse anche un semplice sguardo, per capire che possiamo davvero ottenere la più grande vittoria contro quel brutto orco, tanto spaventoso, che colpisce in silenzio quando meno te lo aspetti.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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