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Sala attesa interattiva: uno spazio nuovo di colori e speranza

Sala attesa interattiva: uno spazio che si veste di nuovo, di colori e di speranza

Nasce nel 2015 presso il reparto di Oncologia il progetto “sala d’attesa interattiva”. Percorso di “umanizzazione delle cure” in continua evoluzione che prevede la possibilità di implementare un tassello importantissimo come l’utilizzo dei mezzi informatici per la ricerca di informazioni utili ed importanti per il proprio percorso di cure.

Rispondono i dottori Luca Riccardi, psicologo e Giovanni Palazzolo dirigente medico di oncologia, entrambi della Ulss 15 di Cittadella.

Dott. Palazzolo la sala d’attesa interattiva è uno spazio che risponde a certe caratteristiche. Quali?

Il progetto della “sala d’attesa interattiva” è nato nel 2010 da un’idea del dott. Fernando Gaion (ex primario) e del dott. Luca Riccardi (psicologo), ma si è concretizzato nel corso degli anni grazie alla collaborazione con il personale medico e infermieristico.

A Marzo 2016 il progetto ha ricevuto il pieno supporto del dott. Teodoro Sava, nuovo primario dell’oncologia della ULSS 15 “ Alta Padovana” e, successivamente, dall’amministrazione dell’azienda.

Senza il lavoro sinergico di queste componenti, il progetto non avrebbe avuto vita. Le caratteristiche della sala d’attesa interattiva rispondono al bisogno di creare un ambiente consono all’accoglienza del paziente e dei suoi familiari, ogni giorno: nel reparto, infatti, sono stati adeguatamente inseriti elementi di “leggerezza”, positività e gradevolezza, caratteristiche rare in un ambiente ospedaliero oncologico.

Alla base vi è il concetto che, se il paziente si sente accolto al suo ingresso in reparto, anche il suo stress disfunzionale e negativo, denominato “distress”, diminuirà. Si è dimostrato che l’impegno in attività coinvolgenti e distensive, in cui si diventa “pro-attivi” e ci si sperimenta in nuove abilità e stati del sé, permette alla persone di abbassare il distress e di vivere meglio l’attesa per le procedure mediche.

Dott. Luca Riccardi, questo nuovo servizio, che tipo di informazione propone ai pazienti sottoposti alle cure antitumorali?

Le informazioni spaziano dalla chemioterapia alle terapie di nuova generazione; loro indicazioni e risultati, gli effetti collaterali e la loro gestione; l’alimentazione durante il percorso di cura; consigli su come affrontare e gestire il lavoro e le altre attività quotidiane durante il percorso di malattia e di cure.

Anche consigli sulla attività sessuale, oltre ad supporto psicologico per i pazienti e i familiari, allo scopo di superare i conflitti e le paure che la malattia e i trattamenti sono in grado di determinare.

Dott. Palazzolo, oltre ai servizi di informazione, quali altri servizi propone la sala d’attesa interattiva?

All’interno della sala d’attesa interattiva vi sono due operatori che si affiancano nell’accoglienza dei pazienti: un volontario “operatore psico-sociale” e un operatore infermieristico.
Entrambi forniscono informazioni di carattere generale sulla struttura e la dislocazione dei servizi, ma, più nello specifico, l’operatore infermieristico aiuta il paziente nell’adempimento delle procedure medico-sanitarie; l’operatore psico-sociale, invece, fornisce maggiori dettagli sulle attività “interattive”, così chiamate in quanto rappresentano il cuore del progetto della sala d’attesa interattiva.

Tra le suddette attività, scelte dai pazienti stessi grazie a un apposito questionario, figurano: l’ascolto di musica dal vivo, il corso di scrittura creativa, i laboratori di arte-terapia, origami e acquerello, l’incontro con autori di libri e spettacoli teatrali, e infine il servizio Book Crossing della nostra libreria. Le attività si rivolgono a tutti coloro che entrano in reparto: pazienti, familiari e accompagnatori.

Inoltre stiamo sperimentando, grazie al supporto della Fondazione Altre Parole ONLUS, una metodologia che trasforma la semplice accoglienza fisica in reparto in accoglienza clinica dei bisogni psico-emotivi delle persone.

Grazie alla presenza dello psicologo del reparto, si dà la possibilità sia al paziente che alla sua famiglia di sentirsi accolti e sostenuti durante tutto il percorso di malattia. Sappiamo, infatti, che la malattia coinvolge anche i familiari del paziente ed è per questo stiamo cercando di dare risposta anche ai loro bisogni.

Dott. Luca Riccardi, per i pazienti meno abili con la tecnologia, vi sono possibilità di imparare almeno le cose più importanti?

Stiamo raccogliendo le iscrizioni per il corso di “Tecnologia e informazione in Oncologia” che si svolgerà con l’ausilio di tablet e di operatori volontari specificatamente formati. L’obiettivo del corso è di aiutare i nostri utenti a conoscere la tecnologia e il vasto mondo dell’informazione, fornendo loro una panoramica sui principi della ricerca delle informazioni inerenti la malattia su internet, oggi fenomeno molto diffuso.

Accade sempre più spesso che, dopo la comunicazione della diagnosi, i pazienti e i loro familiari si precipitano a inserire le parole della diagnosi sui principali motori di ricerca per avere delle risposte; purtroppo, però, la maggior parte delle volte i risultati di queste ricerche non rispondono alle loro domande, bensì generano confusione, aumentano l’ansia e l’angoscia, destabilizzando notevolmente l’equilibrio personale e familiare.

Grazie a questo corso, gli utenti del reparto riceveranno mappe e bussole che li orientino nella navigazione su Internet.

Segnalo, Infine, che grazie al dott. Palazzolo Giovanni, il progetto “sala d’attesa interattiva” è entrato a far parte a pieno titolo del Nucleo Italiano cure di supporto, ottenendo un finanziamento come progetto di ricerca scientifica che la Fondazione Altre Parole Onlus Porterà avanti insieme all’oncologia dell’Ulss 15.

di Redazione InFormaSalute



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