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Sanità, cosa c’è di nuovo

Alessandro Tich   Intervista a tutto campo col dott. Valerio Alberti, direttore generale dell’Ulss n.3

 Ci sono grosse novità in arrivo, a breve e medio termine, nel territorio dell’Ulss n.3. Un Ospedale da realizzare, strutture da “reinventare”, servizi da riorganizzare. C’è molta carne al fuoco nell’agenda del dottor Valerio Alberti, direttore generale dell’Azienda Sociosanitaria, che attraverso “InFormaSalute” fa il punto sulle principali questioni di attualità della sanità di casa nostra. A cominciare da Asiago, teatro di importanti progetti per l’immediato futuro. – Dottor Alberti, quali novità in vista per la sanità sull’Altopiano? – “In primo piano c’è il nuovo Ospedale di Asiago. In questo momento stiamo completando lo sminamento dell’area, nel sito attuale abbiamo rinvenuto circa 600 ordigni risalenti alla prima guerra mondiale. Abbiamo trovato un accordo con Villa Cavanis dove saranno trasferiti gli uffici amministrativi e la farmacia nella fase transitoria. Nella nuova struttura ospedaliera che si realizzerà  rimarrà, dell’esistente, solo l’attuale Pronto Soccorso, in quanto costruzione recente. La Commissione Tecnica Regionale ha approvato il progetto preliminare e ora stiamo lavorando per il progetto definitivo per andare in gara entro l’estate e iniziare i lavori nel 2011. Per il nuovo Ospedale di Asiago è già stanziato un finanziamento di 20 milioni di euro a carico dello Stato.” – E oltre alla questione del nuovo Ospedale? – “L’altra polarità dell’Altopiano è la questione Mezzaselva. Il complesso è stato chiuso anni fa come polo sanitario-riabilitativo e attende la sua nuova destinazione d’uso. Noi abbiamo promosso un concorso di idee, al quale hanno partecipato diverse associazioni e realtà del sociale, e ne abbiamo premiate tre. Ora siamo in fase di business plan e ci stiamo confrontando con la Regione. Entro febbraio partiremo con le procedure per il “Progetto Mezzaselva” che intende rivitalizzare utilmente l’area, secondo le idee emerse dal concorso, con un grande progetto di riutilizzazione a prevalente vocazione sociale.” – Altopiano quindi sempre in prima linea? – “E’ un territorio su cui la nostra attenzione è massima. Sin dal mio insediamento ho predisposto un “Progetto Altopiano” e sull’Altopiano, oltre agli interventi ricordati prima, intendiamo rinforzare le attività a basso costo e ad alta utilità. La giunta regionale ha approvato la riabilitazione cardiologica ad Asiago: un servizio importante che è il frutto di una sinergia tra la Medicina di Asiago e la Cardiologia e la Riabilitazione di Bassano. Ogni anno abbiamo quasi un centinaio di pazienti che da Bassano vanno ad Arco di Trento per la riabilitazione cardiologica. Ora per lo stesso scopo possono recarsi sull’Altopiano, che è molto più comodo e più vicino sia per i pazienti che per le loro famiglie. Ad Asiago inoltre vogliamo aggiungere ulteriori servizi di tipo riabilitativo che andranno nel prossimo periodo individuati, rinforzando quindi la vocazione riabilitativa di tale struttura accanto alla sua funzione di Ospedale generale.” – Scendiamo in pianura. Quali sono le principali novità per i servizi sanitari a Bassano e comprensorio? – “Le più importanti novità riguardano i medici di famiglia, con un progetto di riorganizzazione complessiva delle cure primarie attraverso nuove forme di aggregazione: la medicina di gruppo integrata e le UTAP. A Rosà, tra giugno e settembre, partirà la medicina di gruppo integrata che riunirà in un’unica struttura i medici di famiglia, la guardia medica, l’assistente sociale, l’ambulatorio infermieristico, il punto prelievi e l’ambulatorio dei consultori. A Bassano in via Monsignor Negrin e a Marostica all’ex ospedale partiranno invece, entro un paio di mesi, le UTAP: strutture di aggregazione dei medici sul territorio che oltre ai servizi della medicina di gruppo integrata hanno anche i medici specialisti. Saranno due punti sanitari territoriali di riferimento, il cui scopo è quello di integrare il medico di base con lo specialista. Il paziente cronico, cioè, viene preso in carico dal medico di base avvalendosi del medico specialista. Per le UTAP stiamo coinvolgendo molto anche il personale infermieristico. Il cittadino ha un problema e tu gli devi dare una risposta organizzata.                    La terza area coinvolta riguarda l’ex distretto di Romano. Incontrerò i sindaci ai primi di marzo per decidere un luogo dove ubicare la sede della medicina di gruppo integrata o dell’UTAP”    – E a riguardo dell’Ospedale? – “Quella per l’Ospedale di Bassano è un’altra politica forte, secondo tre elementi su cui credo molto: competenza, organizzazione e tecnologia. A parte le nuove nomine dei primari, di alta qualità, abbiamo avuto anche diversi innesti di ottimi specialisti che hanno elevato il livello complessivo delle competenze. Abbiamo sviluppato la tecnologia, come la robotica in Urologia, che pone il reparto sullo stesso piano delle cliniche americane. La qualità professionale dentro l’Ospedale è indubbia e abbiamo invertito il trend della mobilità dei pazienti recuperando le “fughe” verso gli Ospedali di altre Ulss. Questa inversione di tendenza, nel 2008, ci ha permesso di recuperare 2 milioni e mezzo di euro rispetto all’anno precedente. L’Ospedale ha un set di competenze sulle quali si sta investendo. Sto sopportando dei costi, ma sto supportando qualità.” – Resta il problema delle liste di attesa… – “Su questo aspetto sto lavorando su due fronti: l’offerta e la domanda. Ci stiamo confrontando con ogni medico di questa Azienda con il primo obiettivo di “tagliare” le code eclatanti, dove i tempi sono più lunghi, secondo un monitoraggio dei fabbisogni. Poi bisogna lavorare su domande appropriate di prestazioni ospedaliere e sull’offerta delle prestazioni stesse. Per le prime incontriamo i medici di famiglia. E’ fondamentale instaurare un clima di fiducia tra medico di base e medico specialista. Per le seconde interveniamo potenziando i singoli settori dove le liste sono più lunghe, con l’aumento del numero di prestazioni. Su questo problema abbiamo promosso da un anno e mezzo dei tavoli di lavoro tra specialisti ospedalieri e medici di base, dove sono state concordate le linee guida del percorso diagnostico del paziente.” – Cosa può dirci, in conclusione, sulle attività di prevenzione? -“Anche sulle politiche di prevenzione, come lo screening e le vaccinazioni, la nostra Ulss ha recuperato rispetto al passato. Su questo particolare aspetto eravamo agli ultimi posti nel Veneto, oggi siamo rientrati pienamente negli standard regionali.”

Redazione InFormaSalute

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