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Screening = Prevenzione

Paola Mazzocchin Intervista al dott. Gaetano Mastropaolo, Primario di Gastroentorologia del San Bassiano e al dott. Ciro Sannino, Responsabile del Centro Screening Oncologici dell’Ulss 3 di Bassano.  I tumori del colon e del retto sono neoplasie molto frequenti, sia tra gli uomini che tra le donne. “Si calcola che circa 4 persone su 100 si ammalano di tumore colo-rettale (CCR), con frequenza quasi doppia per gli uomini rispetto alle donne – spiega il dott. Gaetano Mastropaolo, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia del “San Bassiano” -. E’ il secondo tumore per frequenza sia tra i maschi, dopo quello del polmone, che tra le donne, dopo quello della mammella. La frequenza di questo tumore è in aumento nel mondo occidentale e la probabilità di ammalarsi di tumore del colon aumenta con l’età, diventando notevole oltre i 50 anni. Nell’insorgenza del CCR c’è una certa predisposizione genetica: ciò vuol dire che i familiari di primo grado dei malati hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di CCR rispetto agli altri, ma non che ci sia trasmissione diretta in ambito familiare”. – Dott. Mastropaolo, come si può prevenire il cancro colo-rettale? -“Purtroppo non esiste una “prevenzione primaria” intesa come eliminazione di possibili cause ambientali della malattia, anche se sembra che l’adozione di una vita sana con dieta ricca di fibre e calcio possa prevenirla. Però, al fine della prevenzione, il CCR ha una caratteristica molto importante: si sviluppa molto lentamente (una decina di anni) a partire da piccole formazioni benigne chiamate polipi o adenomi. Questi possono iniziare a perdere piccolissime tracce di sangue molto tempo prima della comparsa di chiari sintomi. Inizialmente questo sangue non è visibile ad occhio nudo, ma può essere evidenziato con un esame delle feci chiamato “ricerca del sangue occulto” (SOF). E’ proprio grazie al SOF che si può fare una buona prevenzione del tumore del colon attraverso campagne di screening sulla popolazione”. – Dott. Sannino, che cos’è una campagna di screening ? -“In generale, una campagna di screening per una determinata malattia è un processo organizzato condotto con mezzi clinici, strumentali o di laboratorio. E’ un processo complesso, che agisce su una popolazione ritenuta sana che viene invitata a sottoporsi al programma a scopo preventivo. A seguito dell’esame di screening, si distinguono due gruppi di persone: il primo, molto numeroso, costituito dalle persone negative e che molto probabilmente non hanno la malattia; il secondo, molto più piccolo, formato dai positivi che hanno una certa probabilità di averla. Nel programma di screening questo secondo gruppo di persone dovrà sottoporsi ai necessari approfondimenti diagnostici.” -In che cosa consiste lo screening per il CCR ? -“E’ uno screening con due obiettivi specifici. L’identificazione delle forme tumorali maligne nella fase più precoce possibile così da renderle aggredibili dalla terapia. E la rimozione dei polipi del colon, che sono i precursori ancora benigni del tumore. Lo screening è basato sulla ricerca periodica (ogni due anni) nelle feci delle microscopiche tracce di sangue che può essere perso dai polipi o dai tumori maligni del colon prima ancora che diano segno evidente della loro presenza.” –Come viene fatto lo screening per il CCR ? -“Il primo livello dello screening prevede l’invito a tutti i residenti (maschi e femmine) di età compresa tra i 50 e 69 anni ad eseguire il test del SOF. Nell’arco di due anni verranno così invitate circa 41.000 persone ad eseguire gratuitamente il test. In realtà, alcune persone in questa fascia di età non riceveranno l’invito perché affetti da malattie che determinano l’esclusione definitiva (es. un cancro dell’intestino già diagnosticato in passato) oppure perché hanno effettuato una colonscopia da meno di cinque anni.” – Cosa succede quindi ai soggetti positivi al SOF ? -“Si passa al secondo livello dello screening. Si invita ad eseguire la colonscopia per identificare la causa della perdita di sangue. Alla colonscopia, polipi di piccole dimensioni si trovano in circa un terzo dei casi di SOF positivi mentre, fortunatamente i casi di tumore avanzato – ma ancora ben curabile – sono pochissimi. Se nel corso della colonscopia si mettono in evidenza dei polipi, essi verranno opportunamente asportati durante l’esame endoscopico stesso. Tutto il materiale asportato verrà quindi analizzato ed il soggetto sarà quindi sottoposto a controlli periodici sulla base della tipologia del polipo”. –  Se si risulta positivi al test, come si passa alla colonscopia ? -“Su 100 persone che eseguono il test, circa 5 possono risultare positive. Il centro coordinatore dello screening comunicherà tempestivamente il risultato ed organizzerà direttamente la colonscopia presso i servizi di Endoscopia dell’Ospedale di Bassano o di Asiago a seconda della residenza. Anche in questo caso, per i pazienti è prevista una informazione scritta dettagliata sulla necessità di eseguire l’esame e le modalità di esecuzione della procedura.” – Quando si deve ripetere l’esame del SOF ? -“Le persone con SOF negativo riceveranno una lettera con la comunicazione dell’esito dell’esame e l’annuncio della successiva nuova chiamata per ripetere il SOF dopo due anni. Tuttavia, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante se nei due anni di intervallo si evidenziasse la presenza di sangue nelle feci, oppure la comparsa di sintomi intestinali persistenti.” – E per i pazienti cui viene diagnosticato un tumore maligno ? -“Per questi è previsto un percorso “diretto” alla chirurgia. Il medico che ha effettuato l’endoscopia si fa carico di comunicare personalmente al paziente il referto e lo avvia alla Divisione Chirurgica per il trattamento più adeguato.” -A che punto è  lo stato di avanzamento del programma di screening CCR nell’Ulss 3 ? -“Il programma è stato avviato un anno fa e durante i primi nove mesi di attività sono state invitate quasi 20.000 persone ad effettuare la ricerca del SOF. Hanno aderito più di 11.000 persone ed i positivi sono stati oltre 500. Quasi tutti hanno effettuato la colonscopia e complessivamente sono stati diagnosticati 25 cancri del colon retto ed asportati 208 polipi, oltre la metà dei quali ad alto rischio di trasformazione maligna. Per raggiungere questi risultati è stata necessaria la collaborazione di tante realtà professionali, in particolare i responsabili delle farmacie locali e i Medici di Famiglia.”

Redazione InFormaSalute

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