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Tumore alla vescica: attenzione ai sintomi

tumore-vescica

Tumore alla vescica: attenzione ai sintomi spesso comuni ad altre malattie urinarie. Fattori di rischio: fumo, particolari vernici ed eccesso di radiazioni!

La vescica è un organo che fa parte dell’apparato urinario e serve a contenere le urine che vengono prodotte in maniera continuativa dai reni. Si tratta di un serbatoio per determinate quantità e ci aiuta a rimanere autonomi per un arco di tempo che può variare da soggetto a soggetto. Si passa successivamente all’eliminazione delle urine in modo completo, dopo che la funzione del serbatoio si è esaurita. Fin qui, tutto perfetto. Se non fosse che purtroppo, anche questo meccanismo si può inceppare e portarci alla malattia.
Intervista al Dott. Antonio Celia, direttore della struttura complessa di C.s. urologia, ospedale di bassano del grappa.

Ci sono dei campanelli d’allarme che ci possono dire che qualcosa non funziona?
Sì, la vescica può presentare dei disturbi legati alla difficoltà di svuotarsi o in caso di patologie che la possono irritare. Bisogna quindi fare una diagnosi differenziale con altre malattie che possono coinvolgere la vescica. Sto parlando della ipertrofia prostatica benigna, della calcolosi urinaria, dell’ infezione urinaria, o della presenza di tumori. Quando un organo si irrita, viene offeso da un insulto, nel caso specifico della vescica si manifesta con il bisogno di urinare spesso, una sensazione di fastidio, a volte un bruciore. Quello che fa più paura è la comparsa di sangue nelle urine, soprattutto se compare “a ciel sereno” ovvero senza un’altra manifestazione clinica precedentemente descritta (bruciori, fastidi). Un passaggio di calcoli dalle vie urinarie alte a quelle basse, può avere la stessa manifestazione clinica di una cistite oppure un tumore vescicale può irritare la vescica e banalmente potremmo avere disturbi del tutto simili alla cistite. Per riassumere, i disturbi irritativi alla vescica in realtà vanno studiati perché tutte queste patologie possono avere una manifestazione simile di sintomi.

Chi è portato a cistiti ricorrenti, è più a rischio di ammalarsi di tumore alla vescica?
Assolutamente no! Bisogna solo sospettare se una cistite nonostante le cure non si risolve. A volte i sintomi della cistite trattati con antibiotici, spesso con terapia empirica, possono nascondere insidie molto più pericolose e in questo caso ci riferiamo alle neoplasie.

Come si presentano i tumori alla vescica?
I tumori si possono presentare come piccole escrescenze all’interno della parete vescicale, potremmo paragonarli ai cavolfiori, ma a volte tali neoplasie possono presentarsi sotto forme piatte del tutto invisibili allo studio per immagini come l’ecografia, la TC o la RMN.

Che tipo di tumori sono?
Sono molto delicati perché sono maligni, pur “avendo tendenzialmente una caratteristica di benignità” se questi tumori restano superficiali. Ai pazienti cerco di descrive la pericolosità di queste neoplasie paragonando la parete vescicale ad una fetta di torta: se le neoplasie restano sullo strato superficiale ci troviamo di fronte ad una neoplasia superficiale, in questi casi la “raschiatura” della neoplasia è il trattamento previsto.

Qualora entrassero negli stati più profondi?
Se entrasse nella zona in quella famosa torta, nella parte del ripieno, diventa estremamente pericoloso perché il trattamento a questo punto non è più conservativo e in questo caso bisogna rimuovere l’organo. Ecco che il paziente deve intendere lo stato irritativo, la presenza di sangue nelle urine, come campanello di allarme e consultare il proprio medico curante che prescriverà una eventuale visita specialistica che si avvale di determinati esami.»

Quali sono questi esami?
La prima è senz’altro l’ecografia, esame semplice non invasivo che va a studiare i contorni delle pareti della vescica: spesso questi tumori si presentano come dei “cavolfiori” all’interno della vescica stessa (fig.1). Con la citologia urinaria andiamo alla ricerca di cellule tumorali o sospette all’interno delle urine con possibilità di prelevare più campioni. Si valutano così le cellule dentro alle urine e si controlla che non abbiano caratteristiche neoplastiche. Dal punto di vista tecnologico, oggi, ci sono altri sistemi innovativi che tendono a valutare le cellule in questione. Tuttavia il valore di questi nuovi test è ancora da stabilire.»

Qualora l’ecografia risultasse negativa, come si procede?
In questo caso si procede con una cistoscopia (fig.2): si entra con uno strumento delicato in vescica e con l’uso della telecamera che ci permette di vedere direttamente la parete della vescica, si identificano tutte quelle aree che sono un po’ sospette. Il passo successivo, se si avverte la necessità, è di andare in sala operatoria e ripulire dagli eventuali polipi la vescica stessa, raschiamo fino alla radice, per poi scegliere l’eventuale terapia più adeguata.»

E con quei pazienti che hanno cellule tumorali ma che non si riesce ad individuare, come si procede?
Esiste un altro valido ausilio: si tratta di coloranti che sembrano un po’ l’ evidenziatore che usiamo per evidenziare una parola o una frase. Si chiama tecnica fotodinamica con ottiche particolari che utilizzano la visione dell’ultravioletto (fig.3). Viene utilizzata una sostanza chiamata Hexvix, questa sostanza viene introdotta in vescica attraverso un catetere per un’ora, il tumore si “lega” a questa sostanza e quando si entra con un sistema di fotodinamica, si riesce ad evidenziare in rosa chiaro tutte le aree sospette. Possiamo dire che le parti malate si illuminano e subito possiamo procedere con il sistema di raschiatura per pulire queste aree e poterle poi esaminare. Soprattutto, vengono identificate delle forme piatte, invisibili all’ecografia o anche alla visione cistoscopia con luce bianca (ad occhio nudo) ma che sono estremamente pericolose ed aggressive per conformazione. (Carcinoma in situ).

In caso di asportazione dell’organo come si procede?
Se si tratta di una paziente, si procede con l’asportazione completa di vescica, utero, degli annessi e spesso della parete vaginale, dipende dalla gravità. Mentre nell’uomo si toglie la vescica e la prostata. Oltre all’asportazione degli organi vengono rimossi ampiamente anche i linfonodi dello scavo pelvico. Come si può ben capire, si tratta di interventi delicati e di un certa complessità. Successivamente bisogna ricreare una canalizzazione delle vie urinarie (derivazione urinaria).

Che possibilità diverse ci sono di procedere nella ricostruzione?
Abbiamo la possibilità di riattaccare gli ureteri alla cute , ovvero mettere direttamente in comunicazione con l’esterno i tubini dove fuoriesce l’urina dai reni (ureterocutaneostomia). In altri casi usiamo un tratto di intestino di circa 15 cm. dove attacchiamo i due ureteri sul fondo di questa ansa e una parte dell’ansa viene attaccata alla cute (ureteroileocutaneostomia). Il paziente urina attraverso una sacca esterna della parete addominale: comporta una buona qualità di vita, rispetto all’intervento piuttosto serio.

L’altra possibilità, quella più richiesta qual è ?
Si procede con una derivazione continente all’interno dell’addome, utilizzando più lunghezze della zona intestinale: ricostruzione a sfera, a Y, a doppia V. Si attaccano gli ureteri a questa nuova sfera intestinale che a sua volta viene attaccata all’uretra: il paziente impara a gestire questa nuova vescica che non è come quella naturale ma può portare nel tempo ad una buona qualità di vita che il paziente deve comunque imparare a gestire in modo diverso da quello naturale. Questo intervento è adatto a pazienti più giovani: richiede una minzione ad orario, richiede una buona conoscenza di quanto ruota attorno a quel tipo di ricostruzione.

Quali sono i fattori di rischio del tumore alla vescica?
Senz’altro il fumo è il più importante per sviluppo del tumore, almeno per il 70% dei carcinomi alla vescica. Particolari fattori irritanti si trovano nelle ammine aromatiche contenute in vernici e coloranti particolari. Ed i grandi dosaggi di radiazioni da radioterapia. Al contrario, una alimentazione di qualità e un sano stile di vita possono aiutarci a prevenire anche questo tipo di tumore.

Leggi anche: Tumori, in aumento i casi over 70

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Antonio Celia

Primario di Urologia dell’Ospedale di Bassano

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