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Tunnel Carpale

Tunnel carpale: come uscire dal dolore con la chirurgia

Tunnel Carpale

Tunnel è carpale: come uscire dal dolore con la chirurgia, un ottimo strumento di sollievo.

E’ detta anche “sindrome della casalinga” perché colpisce in prevalenza le donne. Infatti il rapporto di pazienti femmine e maschi che devono ricorrere allo specialista sono 10 a 1. Stiamo parlando della sindrome del “tunnel carpale“, (STC) caratteristica di alcune professioni dove si usa molto la mano: ne può soffrire il chitarrista, chi sposta il mouse in una maniera continuativa e non corretta, chi insomma tende a fare lavori manuali. La STC, tuttavia, non è ancora del tutto conosciuta, nonostante sia la malattia nervosa periferica più frequente del corpo umano. Intervista al Dott. Guido Cella S.C. di Ortopedia e Traumatologia As. Ulss 3 Bassano Del Grappa.

Dottor Cella, cosa si intende per “sindrome del tunnel carpale”?

Il tunnel carpale è una formazione anatomica a livello del polso, formata da alcune ossa del carpo e da un legamento detto “legamento trasverso” del carpo stesso, che trasforma il canale carpale in un tunnel. Attraverso questo tunnel passano i tendini flessori delle dita della mano e il nervo mediano. La STC è causata dalla compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. E’ detta sindrome proprio perché le cause sono molteplici: restringimento del canale (callo esuberante in seguito a fratture del polso, ipertrofia del legamento trasverso) o aumento di volume delle strutture che lo attraversano (ritenzione idrica, ingrossamento dei tendini). La sindrome è spesso è bilaterale, ovvero interessa entrambe le mani, con preferenza alla mano dominante.

Come si identifica questa sindrome?

Si identifica dalla sintomatologia ben precisa: tipiche le “parestesie” ovvero il formicolio, soprattutto di notte, che sveglia il paziente, a carico delle prime tre dita della mano: pollice, indice, dito medio e di parte dell’anulare, che può estendersi anche all’avambraccio, fino al gomito; spesso le parestesie si accompagnano a dolore. Progressivamente può subentrare la perdita della forza muscolare.

Come si procede, in questi casi?

Per fare una diagnosi esatta dell’entità della malattia, si ricorre all’EMG (elettromiogramma), un esame che dimostra l’interessamento del nervo mediano a livello del tunnel carpale. Da tenere presente che durante la gravidanza o nel periodo pre-mestruale, la STC può comparire e poi scomparire da sola. In questi casi si esclude l’intervento chirurgico.

Parliamo dell’intervento chirurgico…

Si tratta di un intervento banale, di brevissima durata, circa dieci minuti, da farsi in ambulatorio con anestesia locale. Il risultato è sempre buono. Si tratta di sezionare il legamento trasverso del carpo in modo da allargare il canale e “dare aria” al nervo, in un certo senso lasciarlo respirare. Questo comporta la scomparsa quasi immediata della sintomatologia.

Quando si possono riprendere le normali attività?

Dopo l’operazione il paziente fa subito ritorno a casa ma noi consigliamo di non sforzare l’arto per almeno due settimane. Questo, per consentire una buona cicatrizzazione, una buona ripresa.

Nel caso di dolori acuti notturni prima dell’operazione, quali possono essere i “rimedi casalinghi”?

Alcuni tendono erroneamente a mettere un bendaggio stretto. Lo sconsigliamo, perché farebbe peggio, andando ad aumentare la compressione. Pazienti ci riferiscono di avere qualche sollievo, mettendo la mano sotto l’acqua fredda corrente e cercando al contempo di muovere le dita e di aprire e chiudere la mano. Questo tende a sgonfiare il polso e a dare qualche beneficio nell’immediato. Se il formicolio ed il dolore non sono saltuari ma perdurano, come detto, meglio rivolgersi allo specialista e passare all’intervento chirurgico che risolve una volta per tutte la dolorosa sindrome del tunnel carpale.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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