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Tutti x 1

 

Alessandro Tich

Coordina il progetto il dr. Piergiorgio Miottello, direttore del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ulss n.3

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido”.

Cita nientemeno che Albert Einstein il dr. Piergiorgio Miottello, direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Ulss n.3. E lo fa a ragion veduta: il “pesce” in questione, infatti, altro non è che il bambino che soffre di DSA, sigla tecnica che sta ad indicare i “Disturbi Specifici di Apprendimento”.

Si tratta di deficit di origine neurologica che compromettono un dominio specifico della capacità di imparare le cose a scuola: leggere (dislessia), scrivere (disortografia) oppure riconoscere e saper usare i numeri (discalculia), lasciando però intatto il funzionamento intellettivo generale. E’ insomma una specie di “corto circuito” che impedisce al bambino con DSA di “arrampicarsi sull’albero” dell’apprendimento scolastico come gli altri compagni di classe.

Una condizione di svantaggio resa ancora più problematica dal fatto che i DSA possono essere accompagnati da altri disturbi specifici (disturbi dell’attenzione con iperattività, disturbi della condotta, disturbi d’ansia e depressione) e persistono in modo variabile, nella maggior parte dei casi, attraverso l’adolescenza fino all’età adulta.

Non si tratta di un problema isolato. Secondo i dati della Consensus Conference del 2011, i disturbi specifici di apprendimento hanno un valore medio di prevalenza che interessa una forbice dal 2,5 al 3,5% della popolazione in età evolutiva.

Nella Regione Veneto, la prevalenza riportata nel monitoraggio del Ministero dell’Istruzione relativo all’anno scolastico 2010-2011 è dell’1,2%. Percentuale che sale per la provincia di Vicenza (2,1%) e per il territorio dei Comuni dell’Azienda Ulss n.3 (2,2%).

E sono in tutto ben 507 i “soggetti DSA noti” nell’Ulss n.3: di cui 248 bambini che nell’anno scolastico 2011-2012, a seguito di valutazione specialistica dell’Azienda Sanitaria, hanno ottenuto l’attivazione di un percorso “che prevede l’utilizzo di strumenti compensativi” a scuola. In particolare, i giovanissimi pazienti con DSA rappresentano il 29% dell’utenza del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ulss 3 medesima, e il 30% delle richieste di prima visita, in costante aumento. In altre parole, un bambino su tre – tra quelli presi in carico dalla struttura diretta dal dr. Miottello – presenta una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento.

Sono numeri che indicano chiaramente la rilevanza sociale del problema, che tuttavia può portare ad un “un possibile miglioramento se affrontato con un intervento precoce e intensivo”.

Il bambino che fa fatica a leggere, a scrivere o a far di conto può cioè aspirare – come tutti

i suoi coetanei – al progresso scolastico se il suo disturbo specifico nell’apprendere viene “intercettato” in tempo utile.

Ma per perseguire questo obiettivo serve il coinvolgimento di tutti gli attori che ruotano attorno al piccolo paziente: la famiglia, la scuola, i pediatri di libera scelta o i medici di famiglia, i servizi specialistici dell’Azienda Sanitaria e le associazioni delle famiglie.

Ed è proprio questo l’elemento portante di “Tutti x 1”: il “progetto di squadra” dedicato ai minori con DSA. L’iniziativa è promossa dall’Ulss n. 3 col Servizio di Neuropsichiatria Infantile assieme ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del territorio, alla scuola (Centro Territoriale per l’Integrazione Scolastica di Bassano e Asiago) e alla sezione di Vicenza dell’A.I.D., Associazione Italiana Dislessia.

Un progetto nel quale, per la prima volta, vengono definiti e coordinati i compiti delle famiglie, della scuola e del sistema socio sanitario “per valorizzare le potenzialità di bambini che hanno un modo di apprendere originale”, con un calendario di azioni valido per tutto il territorio dell’Ulss 3 nel triennio 2012-2014.

Punto fondamentale per gli interventi che saranno messi in atto da “Tutti x 1” sarà “lo scambio di informazioni in rete”.

La scuola – che è il primo e principale osservatorio del problema – sarà chiamata a fornire i dati sulla presenza di alunni a rischio di disturbo specifico dell’apprendimento. L’Azienda Sanitaria diffonderà le informazioni sui bambini che possono essere accolti dalla Neuropsichiatria Infantile, le diagnosi formulate e i trattamenti offerti. L’Associazione Italiana Dislessia svolgerà attività di informazione e formazione per le famiglie per una presa in carico più efficace. “Nulla più sarà lasciato al caso” – afferma la presidente di A.I.D. Vicenza Maristella Craighero.

“E’ la prima esperienza di collaborazione tra la medicina di territorio e la scuola – sottolineano i promotori alla conferenza stampa di presentazione del progetto “Tutti x 1” -. L’utilità è quella di offrire un percorso certo di fronte al problema. Lo scambio di dati e informazioni in rete permette l’intercettazione e identificazione precoce del disturbo e favorisce un intervento sinergico per il bambino. L’obiettivo è quello di ridurre il disagio dei bambini e delle famiglie, minimizzando i punti di debolezza, e di garantire all’alunno il diritto di raggiungere il massimo arco di scolarizzazione.”

“I disturbi specifici dell’apprendimento esistono – ribadisce il dr. Miottello -, ma molti possono essere superati con un lavoro di squadra consapevole. I bambini con DSA non sono soggetti di un altro mondo, ma sono soggetti così originali da richiedere un approccio originale.”

Perché se il pesce non riesce ad arrampicarsi sull’albero, bisogna aiutarlo a trovare la strada verso il mare.

Alessandro Tich

Condirettore

Dr. Piergiorgio Miottello

Direttore Neuropsichiatra Infantile

InForma Salute
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