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Un nuovo test veloce e sicuro per la celiachia

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A Camposampiero un nuovo test veloce e sicuro per la celiachia: una diagnosi certa senza liste d’attesa

Chi soffre di celiachia ha normalmente un’intolleranza permanente al glutine che genera una reazione anomala dell’intestino tenue; ne conseguono alcuni disturbi che in base anche all’età sono più o meno importanti. Si tratta di una patologia estremamente diffusa con una prevalenza variabile da 1:100 – 1:200 nella popolazione generale. Ha una presentazione clinica molto eterogenea sia per quanto riguarda l’età e sintomi, non sempre ricorrenti. Quindi si tratta di capire in tempi rapidi quando si è celiaci. A spiegarci che cosa vuol dire essere celiaci e come scoprirlo in tempi ra-gionevoli è il direttore della U.O. di Anatomia Patologica ulss15, dott. Mauro Cassaro.

Dott. Cassaro, si nasce o si diventa celiaci? E’ sempre esistita questa intolleranza o è figlia della nostra epoca in cui gli alimenti sono più raffinati perché sottoposti ad una maggiore lavorazione?

«Alcuni di noi nascono geneticamente predisposti alla malattia celiaca, nel corso degli anni o dei mesi l’incontro” alimentare con alcune sostanze contenute nei cibi determina l’insorgenza della malattia con i suoi sintomi. Si può scoprire di essere celiaci dopo lo svezzamento o, in taluni, casi anche dopo i quarant’anni. La malattia e’ sempre esistita, nel I secolo D.C. si parla di celiachia per indicare una grave e persistente malattia diarroica. Tra il I e il II secolo D.C. si definiva koiliakos (“che riguarda l’intestino”) il paziente che presentava un disturbo intestinale difficile da trattare e di lunga durata. I primi lavori scientifici risalgono ancora ai primi anni dell’Ottocento e all’epoca la definivano una specie di “indigestione cronica” e si cominciò a parlare di Malattia Celiaca. La lavorazione degli alimenti non ha contribuito in alcun modo ad incrementare il numero di celiaci sintomatici se si pensa che gli alimenti maggiormente coinvolti nel determinare la sintomatologia sono quelli che contengono orzo, grano e frumento (tutti prodotti ricchi di glutine); il vero incremento si e’ avuto negli anni del passaggio da una dieta carnea ad una vegetale contenente prodotti ricchi di glutine».

Si parla di una malattia con larga scala di diffusione e con sintomi molto diversi. E’ vero? Come ci si può accorgere di essere celiaci?

«Nel corso degli anni si e’ osservato un incremento del numero di pazienti affetti da celiachia e ciò lo si deve in parte alla maggiore attenzione con la quale i nostri medici cercano la malattia: ma sono ancora tanti i celiaci che non sanno di esserlo. Il paziente celiaco e’ spesso un paziente pediatrico e sono i genitori che si accorgono che il loro bimbo dopo la somministrazioni di alcuni alimenti come la pastina, il semolino o i biscotti accusano alcuni di questi sintomi:

  • rigonfiamento della pancia
  • difficoltà della crescita
  • perdita di peso
  • dermatite
  • feci maleodoranti
  • forte irritabilità
  • irrequietezza
  • diarrea

Esiste anche una celiachia dell’adulto e questa e’ la forma talora più difficile da diagnosticare quando alcuni sintomi di esordio non sono sempre riferibili al tratto gastroenterico, come ad esempio:

  • irritabilità
  • dolori alle articolazioni
  • crampi muscolari
  • eczemi cutanei
  • ferite alla bocca
  • perdita di peso
  • spossatezza»

Chi è celiaco deve rispettare una dieta particolare? Se si, quale?

«Esiste un regolamento di esecuzione della UE n.828/2014 della Commissione e del 30 luglio 2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla presenza in misura ridotta negli alimenti. Tale regolamento stabilisce regole e norme che tendono ad informare i pazienti celiaci su quali alimenti assumere, cioè cibi “senza glutine” o con “ridotta presenza di glutine” Tutto ciò consente al paziente celiaco di poter assumere una dieta “aglutinata” cioè priva di glutine. Nella quasi totalità dei casi tale dieta porta l’intestino ad una totale guarigione dalle alterazioni cui era andata incontro con una dieta ”libera”, cioè con il glutine, e la qualità della vita può ritornare a livelli normali. La dieta aglutinata e’ garantita dal SSN una volta che il paziente viene definito celiaco da un Centro Accreditato come quello della nostra ULSS15. Normalmente ingeriamo con la normale dieta 10-20 mg/die di glutine».

Trasgredire alle regole (dieta), quali rischi comporta?

«Determina innanzitutto la ricomparsa dei sintomi della malattia celiaca e con il tempo si può andare incontro alle complicazioni della malattia, che talvolta possono essere anche gravi, ma ripeto evitabili con una dieta adeguata».

Parliamo ora di analisi: quali esami bisogna fare per sapere se siamo celiaci? Nella Vostra Ulss 15 che analisi fate solitamente?

«La nostra ULSS 15 e’ un Centro Autorizzato per la Diagnosi e la Certificazione per la malattia celiaca. La novità più importante è la ottimizzazione di un test che eseguiamo solo noi nel Veneto in Anatomia Patologica e cioè il tampone buccale per la identificazione dei geni predisponenti DQ2 e/o DQ8. Se il test non documenta la presenza di questi geni allora e’ possibile escludere con una certezza quasi totale (il 95% dei pazienti celiaci esprime un aplotipo DQ e/o DQ8) la presenza di malattia celiaca rendendo non necessarie tutte le altre indagini/terapie (biopsie duodenali, esami del sangue e dieta aglutinata). Questo test ha un costo irrisorio ed è di semplice esecuzione (basta un cotton fioc per prelevare dalla bocca alcune cellule). Qualora il test risultasse negativo ciò farebbe risparmiare al paziente un itinerario diagnostico complesso, soprattutto eviterebbe test inutili e il tutto si risolve in tempi molto brevi (2-3. giorni lavorativi). E’ sufficiente presentarsi in Anatomia Patologica con una ricetta medica con l’indicazione: tampone buccale per tipizzazione DQ2/ DQ8 sistema di istocompatibilità HLA. Il prelievo lo eseguiamo noi in Anatomia Patologica previo appuntamento (non abbiamo lista di attesa)».

In caso fossimo celiaci, a quale percorso terapeutico dovremmo sottoporci?

«In questo caso allora bisogna seguire il protocollo dettato dalle linee guida del Ministero della salute attraverso esami del sangue cercando anticorpi anti TG e EMA fino ad arrivare alla biopsia duodenale».

Nel nostro territorio, qual è la percentuale di chi soffre di celiachia?

«L’incidenza nel nostro territorio non si differenzia da quella nazionale ed è di 1 un soggetto ogni 100 persone. Ogni anno osserviamo un incremento del 10%».

di Redazione InFormaSalute

Redazione InFormaSalute

Ogni due mesi diamo voce ai medici, agli specialisti e ai responsabili che operano nel territorio per avere risposte, spiegazioni e informazioni sulle questioni di maggior interesse. Senza il team redazionale, nulla di questo sarebbe possibile!

Dr. Mauro Cassaro

Direttore della U.O. di Anatomia Patologica ULSS15

InForma Salute
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