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Febbre da West-Nile: Parliamo della zanzara killer

Intervista a Luca Coletto Assessore alla Sanità – Regione Veneto

Salgono a 14 soltanto nella nostra regione, (secondo il nono Bollettino diramato il 19 Settembre dalla Regione Veneto), le vittime della zanzara killer che tanto preoccupa e pare essere ancora piuttosto attiva. Anche se va detto che è dal 2008 che la zanzara in questione è tenuta monitorata, come ci ha confermato l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, incontrato a Venezia, a Palazzo Ferro Fini. Una vera emergenza, tanto che anche l’ECDC, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie, conferma l’aumento del 300% dei casi, all’interno dei confini europei. Un dato enorme: il 300%!

Un problema di prevenzione

“E’ un problema di prevenzione sia nazionale che regionale -ha dichiarato Coletto- con la disinfestazione e gli interventi larvicidi a primavera, sui quali aumenteremo il controllo, visti i risultati e la comprovata mancata adozione delle misure di prevenzione da parte di alcuni Comuni.” Tant’è che Palazzo Balbi è corso ai ripari, assumendo il coordinamento delle operazioni previste dal piano di interventi speciali, partendo proprio dallo stilare la lista dei Comuni inadempienti e mettendo mano al portafogli per una cifra di 500mila euro. “Si tratta, nello specifico, di interventi di disinfestazione straordinaria adulticida e larvicida inizialmente su 75 Comuni, soprattutto in un ampio raggio circostante le zone sensibili, quali le strutture sanitarie, i parchi sportivi, le case si riposo, le scuole, le coste con massiccia presenza di turisti.” Distribuiti dall’Urp del comune di Padova e dalle sedi dei quartieri, oltre 5mila blister gratis per disinfestare. Altri comuni hanno seguito l’esempio, come pure si sono moltiplicate le disinfestazioni.

Il bollettino

Il bollettino della Regione (Assessorato alla Sanità, Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale) registra 189 casi confermati, 131 dei quali con sintomi leggeri e 58 in forma più grave, neuroinvasiva. Il numero sale ancora se teniamo in considerazione i casi probabili e le positività nei donatori di sangue. I decessi, come detto, sono 14 e riguardano soprattutto persone anziane che soffrivano già di gravi problemi. Il fenomeno West Nile è dovuto in parte anche al caldo rovente, clima quasi tropicale non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa. Tuttavia, vogliamo cercare di capirne di più.

Il virus che causa l’infezione denominata West Nile.

Il virus fa parte della famiglia dei flavivirus, conosciuto come “West Nile” ovvero “Nilo Occidentale”. La prima volta fu isolato nel 1937 in Uganda. Si propagò un po’ in tutto il mondo, compresa l’Italia verso la fine del secolo scorso. I virus che hanno provocato la malattia quest’anno, non sono arrivati nascosti nelle valigie di qualche passeggero ma si sono sviluppati qui. (Virus autoctoni)

La zanzara killer.

Si tratta di una zanzara del genere Culex con la sua puntura (comprese le zanzare tigre), mentre il serbatoio di infezione sono gli uccelli, in particolar modo 70 specie di uccelli: gazza, cornacchia grigia, ghiandaia, storno, rondine, rondone, merlo dove il virus può resistere da alcuni giorni ad alcuni mesi. Il virus viene preso succhiando il sangue di un uccello infetto. Non esiste il contagio fra uomo e uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. Le prime zanzare infette sono state individuate nel mese di giugno, al lido di Jesolo.

Il periodo peggiore in calendario.

E’ quello compreso fra giugno e ottobre, quando c’è la presenza di numerosi uccelli e zanzare allo stesso tempo.

Sintomi e incubazione.

L’incubazione varia dai 2 ai 14 gg. circa. Nel 80% dei casi l’infezione può essere asintomatica, ovvero si è affetti da West Nile senza rendersene conto. Il restante 20% può accusare sintomi non gravi, fra i quali nausea, vomito, mal di testa con qualche linea di febbre, linfonodi ingrossati, stanchezza, dolori muscolari ed eruzioni cutanee. Sintomi che tendono a scomparire autonomamente dopo qualche giorno, poiché non esiste né cura, tantomeno vaccino contro l’infezione. I casi più gravi registrano encefalite e febbre alta che possono portare al coma e al decesso. Un test di laboratorio può confermare l’ infezione (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM.

I soggetti a rischio.

Contrariamente a quanto si possa pensare i bambini non sono i soggetti più a rischio, bensì le persone anziane e quanti hanno il sistema immunitario indebolito.

Le zone più colpite.

La mappatura veneta vede Padova come provincia più colpita. A seguire, la provincia di Rovigo, Verona, Venezia, Treviso e Vicenza.

Utili raccomandazioni.

Lasciare meno acqua stagnante possibile: sotto i vasi delle piante, nella ciotola degli animali che dovrà essere cambiata spesso. Usare zanzariere alle finestre. Usare ventilatori che tengano lontane le zanzare, zampironi anti zanzare. Usare prodotti repellenti sulla pelle indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto. Evitare di frequentare zone paludose o di acqua stagnante. Attenzione ai teli usati per ricoprire i contenitori d’acqua per l’irrigazione degli orti privati, poiché si rivelano potenziali focolai della zanzara killer, diventando essi stessi siti di riproduzione. Tra le pieghe, vi si accumula acqua che poi evapora con difficoltà e vi permane quindi a lungo. E’ consigliato utilizzare teli leggeri che non formino tasche. Anche gli pneumatici stoccati solitamente all’aperto diventano pericolosi, sulle cui pareti interne la zanzara vi depone le uova che schiudono quando lo pneumatico viene riempito nuovamente d’acqua. Attenzione anche ad abbeveratoi e fontane, grondaie con pendenze non corrette, cantine allagate, caditoie, griglie dei garage dove andrebbe individuato il pozzetto di decantazione e trattato con un larvicida con la tempistica indicata. Altre utili informazioni e consigli si possono trovare sui siti di alcune Ulss venete (una fra tutte l’Ulss2), come pure della Regione e dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

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