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A.A.A., SANITÀ EFFICIENTE CERCASI

Il “declino della sanità bassanese”: liste di attesa, privatizzazione della sanità, visite e prestazioni in trasferta, carenza di medici. Risponde l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin: “I problemi ci sono, ma vengono affrontati”

Una raccolta firme nei gazebo del coordinamento dei consiglieri comunali e gruppi civici e politici dell’Area Vasta, con centinaia di cittadini che aderiscono alla petizione, che punta il dito sul “declino della sanità bassanese”.

E poi ancora discussioni, polemiche, campagne mediatiche: l’Azienda Ulss 7 Pedemontana è sotto tiro. Il problema delle liste di attesa mai ancora risolto, visite e prestazioni mediche che vengono prenotate a Santorso o ad Asiago con innegabili disagi per i pazienti più anziani residenti nel Bassanese, carenza di medici: sono le principali questioni su cui la gente esprime il proprio dissenso e chiede cambiamenti.

Più volte citata dal coordinamento di Area Vasta per quello che, secondo i consiglieri e gruppi civici aderenti, sarebbe il suo “assordante silenzio” sull’emergenza della sanità a Bassano, l’assessore regionale del Veneto alla Sanità Manuela Lanzarin risponde alle nostre domande.

“Sto seguendo la situazione con molta attenzione, perché è importante sentire la percezione della gente – dichiara l’assessore regionale -. La seguo anche con la convinzione che ci sono delle questioni che però non appartengono solo a questa Ulss e all’Ospedale di Bassano ma sono questioni che coinvolgono tutta la sanità, nazionale e regionale. Non ci possiamo dimenticare che noi usciamo da due anni di pandemia in cui per forza di cose abbiamo ridotto le attività e chiuso per tre volte tutte le visite specialistiche e anche tutti gli interventi chirurgici programmati, accumulando chiaramente liste di attesa. A inizio anno nel Veneto l’accumulo era di 450.000 prestazioni tra specialistica ambulatoriale, interventi chirurgici di elezione e programmazione e screening.”

“Poi c’è l’altra questione che coinvolge tutte le Aziende Sanitarie – prosegue -.

Ed è quella, purtroppo, della carenza del personale sanitario tutto, a partire dai medici specialistici, ma anche del personale quale infermieri, Oss eccetera, che sicuramente rende più difficile il recupero in tempi celeri delle liste di attesa e tutto il resto. Con questo non si nasconde che ci siano dei problemi, ma i problemi vanno affrontati e mi sembra che si stia cercando di affrontarli.”

Affrontarli come? “Si tenta di uscirne con un monitoraggio attento rispetto al recupero delle liste di attesa. Io ho visto dei dati e l’Ulss 7 sta recuperando, come le altre Aziende Sanitarie. Il Piano che hanno presentato è un Piano che si conclude al 31 dicembre 2022, cercando di risolvere i disservizi che si sono creati tipo lo spostamento delle persone del Distretto 1 bassanese e del Distretto 2 dell’Alto Vicentino, fatto per cercare di correre più velocemente per quanto riguarda le liste di attesa. Però abbiamo visto e capito che questo rappresenta un problema e un ostacolo soprattutto per le persone più anziane. Da qui la decisione, anche su richiesta dei sindaci, di evitare il più possibile questi spostamenti e di abbassare il limite di età sopra il quale evitare i trasferimenti in sedi più lontane, che prima era di 75 anni. So che l’Azienda Sanitaria lo ha abbassato ai 65 anni proprio per evitare che ci siano disagi per le persone più anziane.”

Al sistema sanitario veneto e all’Ulss 7 in particolare si contesta una sempre maggiore “privatizzazione” della sanità locale, coi lunghi tempi della risposta del pubblico e delle liste di attesa. che costringono le persone a rivolgersi alla sanità privata

“Rimando la tesi al mittente perché le percentuali del privato che noi abbiamo sono le stesse che avevamo prima della pandemia-  ribatte Manuela Lanzarin -. Non sono cambiate e non sono aumentate. L’unica cosa, ma non mi pare che riguardi la nostra Ulss, è che per il recupero delle liste di attesa noi abbiamo dato alle Ulss tre possibilità. La prima è quella delle prestazioni aggiuntive, pagando di più quindi e in maniera diversa il nostro personale sanitario che fa le prestazioni aggiuntive anche serali e domenicali. La seconda è l’assunzione di personale, se lo trovano. La terza è ricorrere al privato accreditato. Però il numero del privato accreditato e convenzionato è oggi lo stesso di due anni fa. Quindi non mi è giunto proprio riscontro del fatto che ci sia stato un incremento rispetto al privato.”

“In queste settimane – continua l’esponente della giunta regionale io mi sono trovata più volte coi sindaci, con la Conferenza dei Sindaci, anche con la direzione strategica assieme ai sindaci. La direzione ha presentato i dati rispetto al recupero delle liste di attesa e agli spostamenti dal Distretto 1 al Distretto 2 e da lì è stata anche accolta la richiesta da parte del territorio di evitare i disservizi che dicevo prima. Il dialogo, per quanto mi riguarda, è un dialogo costante, aperto e che continuo a mantenere aperto perché credo che sia necessario risolvere i problemi.”

L’ultima replica di Manuela Lanzarin riguarda le voci, sempre più insistenti, di un possibile rischio di perdere in prospettiva l’Ulss 7 Pedemontana, che verrebbe accorpata a una nuova Asl provinciale con l’Ulss Berica, qualora le proteste e i malumori continuassero. 

“Smentisco nella maniera più assoluta il discorso secondo il quale sembra che si voglia smantellare la sanità bassanese oppure che l’Ulss Pedemontana è a rischio – conclude l’assessore regionale alla Sanità -. L’Ulss Pedemontana non è oggi a rischio, è un’Ulss che è stata costruita a suo tempo, con delle dimensioni ben precise che oggi, fatalità, corrispondono anche alle dimensioni previste nei provvedimenti che stanno venendo avanti rispetto al territorio.

E non c’è nessuna volontà e intenzione di sminuire un ospedale rispetto a un altro. Io credo che questa Ulss è un’Ulss che ha una potenzialità molto alta, in cui ci sono tre ospedali, di cui due più o meno uguali perché ricordiamo che Santorso e Bassano hanno più o meno lo stesso numero di posti letto e di apicalità, con però delle alte specialità da una parte rispetto all’altra. E a dimostrazione che non c’è nessuna volontà di smantellare o di ridurre di importanza il nostro ospedale, vorrei ricordare che ci sono forti investimenti: innanzitutto quelli legati al territorio col PNRR, e la maggior parte dei finanziamenti sono nel nostro Distretto 1. Penso a Bassano, ad Asiago, a Romano d’Ezzelino e a Marostica, che sono le sedi distrettuali.

Ma penso anche agli interventi previsti a Marostica, con il progetto di spostamento della parte amministrativa per recuperare spazi nel nostro ospedale, ammodernarli e ricavare più sale operatorie per permettere quindi una maggiore attività chirurgica che oggi in alcuni casi deve spostarsi a Santorso perché qui a Bassano non ci sono sale chirurgiche a sufficienza.

Quindi nessuna intenzione di smantellamento, diminuzione oppure di una visione di privilegio di un ospedale rispetto a un altro. Anche perché io sono assessore del Veneto, però abito qui, questa è la mia Ulss di riferimento e questo è l’ospedale a cui io e la mia famiglia ci rivolgiamo. Quindi sarebbe masochista, se non illogico, che ci fosse un pensiero o un percorso in atto di questo tipo.”

Alessandro Tich

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