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Acufene: quel fastidioso fischio all’orecchio

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Gli acufeni: cosa sono e come si curano

Acufene: un disturbo molto comune che si manifesta con un “fischio” o percezione sonora, in totale assenza di uno stimolo esterno.

A colloquio col dottor Marzio Melandri, specialista in otorinolaringoiatria e patologia cervico-facciale

Fischi, ronzii, fruscii o soffi all’orecchio: parliamo di Acufeni. Un sintomo molto comune che si manifesta con una percezione sonora in totale assenza di uno stimolo esterno. Se ne trova traccia anche nella mitologia, quando veniva rappresentato dal soffiare del vento e associato ad un potere divino che faceva sentire un suono costante e molto fastidioso. Illustri personaggi della storia ne hanno sofferto: Martin Lutero pensava che fosse il demonio che voleva così distoglierlo dalle sue meditazioni mistiche. Il celebre pittore Vincent Van Gogh, il cui stato di follia venne ulteriormente aggravato da un acufene, esasperato da questo suono continuo nell’orecchio, in un momento di disperazione arrivò addirittura a tagliarselo. Ma, quali sono le cause dell’acufene? E soprattutto, come si può curare? Ne parliamo con il dott. Marzio Melandri, medico specialista in Otorinolaringoiatria, con ambulatorio nel Comune di Romano D’Ezzelino.

Dott. Melandri cosa può provocare un acufene e quale incidenza ha nella popolazione?
“L’acufene colpisce fino al 10 – 15% della popolazione. Spesso il sintomo va e viene. A volte, invece, può mantenersi in modo più o meno costante. Nel 2% dei casi può costituire un disturbo invalidante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Le cause degli acufeni possono essere molteplici. Si rileva, nella maggior parte dei casi (50 – 90%), una diminuzione dell’udito. Non vi sono distinzioni tra i sessi e la sua incidenza aumenta con l’età. Può manifestarsi però anche nei bambini. Infatti si nota la presenza di acufeni in circa il 59% di bambini ipoacusici cioè con diminuzione dell’udito. Inoltre va ricordato che il 29% dei bambini con udito normale ha avuto un’esperienza di acufene.”

Ma da cosa può dipendere? Quali le possibili cause?
“Va detto che l’acufene può essere oggettivo o soggettivo. Nel primo caso ha origine all’interno del corpo del paziente e può quindi essere udibile dall’esterno attraverso, per esempio, un fonendoscopio. Può essere la conseguenza di una malocclusione dell’articolazione temporomandibolare (mandibola) e manifestarsi con scrosci e crepitii. O ancora, l’acufene si presenta come un soffio causato da anomalie vascolari, aneurismi, spasmi vascolari. Gli acufeni soggettivi sono invece quelli riferiti dal paziente in assenza di un riscontro oggettivo. In questo caso la causa può insorgere dentro o fuori l’orecchio. Dentro l’orecchio l’acufene può essere, per esempio, la conseguenza di un tappo di cerume, di una otite o anche dovuto a spasmi muscolari dell’orecchio medio. Oppure può derivare da una timpanosclerosi o da catarro presente nell’orecchio in caso di raffreddore, o ancora, per problemi al nervo acustico, sordità improvvisa o per labirintiti o con la perdita dell’udito dovuto all’avanzare dell’età. Ma può essere un campanello d’allarme importante in presenza di tumori del nervo acustico, tumori cranici e dell’angolo pontomesencefalico o di sclerosi a placche. Le cause possono essere, comunque, anche indipendenti dall’orecchio. L’acufene, per esempio, può essere causato anche dall’assunzione di farmaci cosiddetti “Ototossici”: antibiotici (tetracicline aminoglucosidi), cortisone, acido acetilsalicilico (aspirina), indometacina, diuretici, antipsicotici, antidepressivi triciclici, antistaminici… o può derivare da intossicazioni professionali dovute a inalazioni di sostanze dannose (anilina, benzolo, piombo, zolfo), ma anche in seguito all’assunzione di fumo, droghe e alcol. L’acufene inoltre si può manifestare dopo un trauma acustico, come un forte rumore improvviso, ad esempio lo scoppio ravvicinato di un petardo… o essere la conseguenza di malattie sistemiche quali pressione alta, diabete, problemi alla tiroide, insufficienza renale, anemie. Ma non è tutto. Anche lo stato fisico può influire nell’insorgere dell’acufene: capita a donne in gravidanza o in menopausa. A volte invece le cause possono essere psicogene e quindi frutto di “allucinazioni uditive”. Nella maggior parte dei casi comunque gli acufeni sono “idiopatici”, ovvero non sono riconducibili ad una ragione specifica.”

Come si può allora intervenire in caso di acufene?
“Lo specialista, per prima cosa, deve effettuare un’anamnesi accurata per stabilire le caratteristiche del sintomo e degli eventuali sintomi associati. Si fa una visita della testa e del collo e si prescrivono alcuni esami specifici ( audiometria tonale, timpanometria, test tipo ABR, che permette di svelare eventuali alterazioni elettrofisiologiche e, nel caso si sospetti una patologia dell’angolo pontocerebellare, anche una risonanza magnetica delle vie uditive). Esiste poi “l’acufenometria soggettiva”, che permette di rilevare frequenza e intensità dell’acufene. Se ritenuto necessario, il paziente può essere inoltre sottoposto ad ulteriori accertamenti: esame vestibolare, esame neurologico e/o di altri organi ed apparati. Solitamente viene anche realizzato uno studio della personalità e dei risvolti psicologici attraverso dei questionari, utili per capire come viene vissuto il disturbo. A volte capita che il paziente, prima di identificare la causa di un acufene, si rivolga a diversi specialisti.”

Esistono delle terapie efficaci contro gli acufeni?
“Anche l’approccio terapeutico è diversificato. Può essere farmacologico, con l’assunzione di farmaci di diverso tipo: vasoattivi, antiossidanti, fans, vitamine, minerali, ginkgo-biloba e farmaci indirizzati verso il sistema nervoso centrale. E’ possibile intervenire con l’utilizzo di una protesi acustica, oppure attraverso una stimolazione elettrica ed elettromagnetica da applicare quotidianamente per specifici periodi di tempo: in questo caso i risultati sono, però, piuttosto controversi. A volte possono essere utili l’ossigenoterapia iperbarica, sedute di psicoterapia, agopuntura, l’ultrasuono terapia o il laser terapia. E’ molto difficile però, nella maggior parte dei casi, ottenere risultati soddisfacenti e definitivi nella terapia degli acufeni e purtroppo, chi ne soffre deve spesso imparare a conviverci.”

Paola Mazzocchin

Paola Mazzocchin

Redattrice InFormaSalute

Dr. Marzio Melandri

Specialista Otorinolaringoiatra

InForma Salute
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