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Artrite Reumatoide

Artrite reumatoide: insidiosa nemica che va presa in tempo!

Artrite reumatoide: insidiosa nemica che va presa in tempo! Importante riconoscere i primi sintomi per bloccarla!

Stando ai dati diffusi dall’Inps, le malattie reumatiche rappresentano in Italia la seconda causa di invalidità (27%) dopo le affezioni del sistema cardiocircolatorio. L’artrosi e l’artrite rappresentano, al contempo, la prima causa di disabilità nel nostro paese, comportando elevati costi sociali. In questo articolo parliamo più specificatamente dell’artrite reumatoide, non fosse altro perché colpisce molte più persone di quante si possano immaginare. Una malattia che causa molto dolore e che spesso si associa a deformazione delle ossa. Anche se va detto che i passi avanti compiuti dalla medicina in questo campo sono notevoli e negli ultimi quindici anni molte cose sono cambiate a favore del paziente
Intervista al dott. Renzo Gusi, Responsabile della struttura semplice di reumatologia ospedale di Bassano del Grappa.

Parliamo ancora di numeri. Quanti malati reumatici ci sono in Italia?
In Italia sono circa 5.500.000 i malati reumatici, pari circa al 10% della popolazione. Il 18% è di età compresa fra i 16 ed i 60 anni.

Quale risulta essere la patologia più frequente?
E’ sicuramente l’artrosi, con circa il 70% delle malattie reumatiche, seguita dai reumatismi infiammatori (16%) e dalle forme reumatiche extrascheletriche (16%). Fra i reumatismi infiammatori, il più frequente è senza dubbio l’artrite reumatoide.

Artrite reumatoide. Di che cosa si tratta esattamente?
E’ una malattia infiammatoria cronica, le cui cause non sono ancora del tutto conosciute. Interessa prevalentemente le articolazioni ma può coinvolgere anche vari organi dei distretti “extrascheletrici” nel nostro organismo: cuore, polmoni, rene, occhio… Si tratta comunque di una malattia sistemica.

Quante persone colpisce?
Colpisce lo 0,5-1% della popolazione con un rapporto femmine /maschi di 3 a 1. Questo, dovuto ad una questione ormonale.

Quanti nuovi casi ci sono all’anno e a che età insorge?
L’incidenza annuale della patologia é dello 0,2-0,4 per mille. Insorge più frequentemente fra i 30 e i 50 anni. Può insorgere acutamente oppure anche in modo insidioso e graduale. Le articolazioni più colpite sono le articolazioni alle mani, dei piedi in modo simmetrico, ovvero sia destro che sinistro.

Come ci si può accorgere quindi di soffrire di artrite reumatoide?
Si inizia con modesti dolori articolari che da subito non compromettono le attività della giornata e quindi si pensa ad una forma di artrosi. Tuttavia, con il passare delle settimane il dolore soprattutto notturno persiste e si gonfiano e vi è un arrossamento delle articolazioni. Inoltre, da quando ci si alza dal letto ci si sente particolarmente rigidi. Questi campanelli d’allarme devono durare per almeno 4/6 settimane, dopo di che si può sospettare di essere affetti da artrite reumatoide. Altri sintomi, nei casi più gravi, possono essere febbre, malessere e calo di peso.

I dolori notturni possono essere accompagnati anche da crampi e formicolii?
No, non dipendono dall’artrite reumatoide. Questa malattia non dà formicolii o crampi ma forti dolori alle articolazione soprattutto verso il primo mattino attorno alle quattro/cinque.

E’ utile la fangobalneoterapia?
Ricoprire il paziente con fanghi termali caldi non è assolutamente consigliato, anzi va evitato nelle fasi acute, perché il calore peggiora l’infiammazione. Al contrario, è consigliato l’utilizzo del ghiaccio nelle fasi infiammatorie e il riposo delle articolazioni.

Quali sono le cause dell’artrite reumatoide?
Anche se non sono ancora completamente conosciute, il meccanismo di origine della malattia è riconosciuto ed è un’alterazione del nostro sistema immunitario che comporta la produzione in eccesso di alcune proteine ad azione pro infiammatoria. Le cellule infiammatorie infiltrano la “membrana sinoviale” che è la capsula che avvolge l’articolazione e riversano all’interno dell’articolazione stessa le proteine infiammatorie in eccesso.

Di che tipo di proteine si tratta?
Sono proteine necessarie per la difesa immunitaria ma che se vengono prodotte in eccesso innescano in incendio a livello di articolazione.

Si può guarire di artrite reumatoide?
E’ importantissimo trattare questa malattia precocemente per ottenere risultati soddisfacenti ed in alcuni casi la guarigione. Parliamo dei primi sei mesi, massimo entro un anno.

Che tipo di farmaco può aiutare in caso di artrite reumatoide?
Esistono fondamentalmente due categorie di farmaci. Gli “immunosoppressori” sono farmaci in grado di controllare o bloccare la malattia ed agiscono a monte sulle cellule del sistema immunitario. Gli altri sono “antiinfiammatori” steroidi e non steroidi (questi ultimi non curano la malattia ma ne riducono i sintomi). Nei casi particolarmente impegnativi vengono usati i cosiddetti “farmaci biologici”: non si tratta di prodotti naturali come alcuni pensano ma di farmaci ottenuti con tecniche di biologia molecolare. A differenza degli “immunosoppressori” che colpiscono tutte le cellule del sistema immunitario, i farmaci biologici colpiscono solo un determinato bersaglio. Vanno somministrati con estrema cautela perché possono dare danni collaterali piuttosto importanti.

E’ vero che l’andamento della malattia dipende anche dallo stress emotivo del paziente? O è soltanto una leggenda metropolitana?
No, affatto! Questo è vero. Si è visto che lo stato emotivo del paziente ha una correlazione sulla risposta della malattia, una filo diretto fra stress ed artrite reumatoide, per cui nelle situazioni di stress la malattia tende a riacutizzarsi. Mente e risposta del nostro organismo sono due cose correlate.

Quando e perché inizia la deformazione delle ossa?
Nel processo infiammatorio le sostanze di cui abbiamo già parlato, vanno ad erodere l’osso. A quel punto non si può fare nulla, se non ricorrere alla protesi. Va anche detto che tutte le artriti reumatoidi sono deformanti ed erosive. Come qualsiasi altro tipo di malattia, se è aggressiva mi porta all’erosione dopo alcuni mesi, oppure dopo due tre anni. A volte procede in maniera invece intermittente. E’ molto soggettiva.

In caso si avesse in famiglia qualcuno che soffre di artrite reumatoide, come potersi controllare e quindi prevenire? A quali esami è bene sottoporsi?
Innanzitutto va detto che se anche c’è familiarità, non è detto che si sia soggetti all’artrite reumatoide. E’ sicuramente un campanello d’allarme, significa che io sono predisposta/o e devo fare attenzione. Ci si può sottoporre agli esami del sangue che mi diranno molte cose ma non sono così determinanti. Come già accennato, i sintomi legati ai disturbi sono quelli che mi danno un’indicazione migliore su cui indagare.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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