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ASSOCIAZIONE ONCOLOGICA SAN BASSIANO ONLUS QUANDO IL VOLONTARIATO SPINGE ALL’AZIONE

Intervista a Gianni Celi presidente Associazione Oncologica San Bassiano Onlus.

Angelica Montagna

Nell’articolo precedente ci siamo  occupati della donazione di una nuova apparecchiatura all’ospedale San Bassiano, per la diagnosi del tumore prostatico. Ebbene, andiamo un po’ a conoscere quell’associazione che tanto si dà da fare, in stretta collaborazione con l’ospedale San Bassiano, proprio a favore dei malati oncologici e che riesce davvero a fare cose grandi, come leggeremo nell’articolo che segue. Non solo tutta una serie di attività, ma anche supporto pratico ai malati oncologici e raccolta fondi costante, riuscendo a coinvolgere importanti attività imprenditoriali. Incontro Gianni Celi con il quale ho un rapporto di “eterna riconoscenza” poiché i primi passi nel mondo del giornalismo li ho fatti proprio al Giornale di Vicenza, redazione di Bassano, in quel momento diretta da lui. Era il lontano 1984! Eravamo entrambi più giovani ma io ho imparato, da lui, molte cose. Gliene sono grata ancora adesso.

Come nasce l’Associazione Oncologica San Bassiano onlus?
Io sono stato co-fondatore con alcuni imprenditori, ancora nel 2004, della neonata associazione. L’idea era partita, in realtà, dal dottor Luigi Endrizzi, stimato direttore dell’oncologia al San Bassiano. Lo scopo primario era quello di implementare la presenza di professionisti oncologici in ospedale, per cui in quattro anni abbiamo supportato ed introdotto due brave oncologhe che ancora adesso prestano servizio all’interno dell’ospedale di Bassano. Fatto questo, abbiamo ampliato la nostra finalità con l’obiettivo primario di dare una mano ai pazienti oncologici, mettendo al loro fianco anche tutta una serie di supporti. Primo fra tutti il nostro “esercito” di volontari.

Parliamo dei volontari che operano all’interno dell’associazione…
Innanzitutto devo dire che sono molto orgoglioso di loro: lo sono io in primis ma anche la mia vice presidente Bernardina Faoro che da tempo collabora al mio fianco. Esiste un breve corso da fare per essere preparati volontari e poi bisogna essere disposti all’aiuto a trecentosessanta gradi.


Quanti sono attualmente i volontari?
Sono una trentina sempre molto attivi e svolgono diverse mansioni: accompagnano i pazienti a fare le cure, li supportano nei lavori in casa… Insomma, ci sono moltissimi modi per aiutare.

Quanti associati seguite?
In questo momento, seguiamo circa un centinaio di malati.

In quali altre forme operate?
Ad esempio, mettiamo loro a disposizione una psicologa, essenziale per malattie come queste. Ancora, una nutrizionista specialmente in presenza di terapie forti come la chemio e tre fisioterapiste: due di queste a disposizione delle donne, specialmente dopo l’operazione al seno e quando subentra il problema del linfedema (l’ ingrossamento degli arti). Per questo motivo abbiamo ricavato, nella nostra sede a San Giuseppe di Cassola, una stanzetta con un lettino dove vengono trattate le donne che fanno parte dell’associazione. Un’altra fiosterapista si è aggiunta per i maschi che devono essere sottoposti ad operazione alla prostata: preparazione prima e seguiti dopo l’operazione per eventuali problemi di incontinenza, impotenza, etc, etc.

Ci sono anche tante attività organizzate…
Certamente, mettiamo a disposizione tutta una serie di attività per “stemperare la quotidianità che altrimenti è sempre rivolta al male”, questa è un po’ la mia definizione. Attività singole ma anche, per alcune, estese ai familiari. Quindi abbiamo il Thai Chi, Nordic Walking, Arteterapia, Yoga, Yoga della risata, atrtività in acqua, Biodanza, Reiki, Camminacittà, Tango, Pilates, esperienze straordinarie come il rafting, la barca a vela, ma anche molti incontri sull’alimentazione, la cura di sé, la tisaneria… Il defilè di moda che ogni anno consente di spaziare con la fantasia e di raccogliere fondi. Abbiamo visto, negli anni, come cresca l’importanza di ritrovarsi assieme per non sentirsi in qualche modo diversi o soli e perché spesso, il mal comune, condiviso, diventi meno pesante da sopportare. Nascono in questi contesti, esperienze ed amicizie veramente straordinarie.

Se dovessimo riassumere in due parole, qual è la mission dell’associazione?
La nostra collaborazione con l’ospedale è sempre finalizzata ad aiutare i malati. Per quanto riguarda, nello specifico, il reparto di Urologia, abbiamo iniziato a mettere a disposizione le nostre forze per venire incontro alle esigenze anche degli uomini, dopo che per tanto tempo ci eravamo interessati principalmente alle patologie tumorali tipicamente femminili. Con il dottor Celia c’è un’intesa che sta dando ottimi risultati, pertanto ben volentieri abbiamo colto il suggerimento di donare questa strumentazione innovativa, e sempre con il dott. Celia stiamo portando avanti
anche altri progetti che presenteremo a breve. Da tener presente che la raccolta fondi è una dei nostri primari obiettivi: ogni anno riusciamo a reperire dai 90 ai 100 mila euro, riuscendo così anche ad aiutare economicamente tutti quei malati oncologici che per qualche motivo hanno perso il lavoro e non riescono ad arrivare a fine mese. Quelle cifre provengono da privati generosi che capiscono la valenza della loro donazione e sanno perfettamente dove vanno a finire i loro soldi. E questo, mi creda, non è cosa da poco, soprattutto nelle donazioni spontanee che è giusto avvengano alla luce del sole, dal momento che vengono sborsate, alla destinazione finale.

Insomma, un’associazione che davvero spinge all’azione…
Possiamo dire di sì. Ed è proprio per questo che stiamo avviando tutta una campagna di sensibilizzazione già partita in alcune scuole, sulla prevenzione.

Di che cosa si tratta, nel dettaglio?
Sono corsi di autopalpazione al seno, per le femmine, esteso anche ai maschi per i testicoli. Un tempo c’era la naia e allora alcuni esami medici erano d’obbligo, adesso il sapersi “ascoltare” anche fisicamente è importante, anzi direi determinante per una corretta prevenzione, diagnosi e semmai cura che se presa in tempo, salva la vita. Insomma, operiamo su più fronti sempre accanto all’ospedale San Bassiano, accogliendo i nuovi volontari che volessero unirsi a noi, con un sorriso di benvenuto che diventa un sorriso collettivo di riconoscenza da parte di chi soffre e nell’associazione vede un aiuto concreto ma anche morale.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
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