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Attenzione a chi vogliamo assomigliare o a cosa vogliamo essere

Anoressia i maschi tutt’altro che immuni

Intervista alla Dott.ssa Compagno Sabrina, Dir. Medico e Unità Operativa Autonoma di Psichiatria – ULSS N. 15 di Camposampiero

L’anoressia è una malattia attuale. Coinvolge soprattutto le fasce più giovani femminili, ma è in aumento anche tra i maschi. Spesso la causa che scatena questa malattia è disarmonia con il proprio corpo o la semplice voglia di assomigliare a dei modelli non reali.

Dott.ssa Compagno, cos’è l’anoressia?
Il termine corretto è anoressia mentale, perché anoressia indica la “mancanza di appetito”, è una definizione aspecifica in quanto può manifestarsi in vari disturbi non necessariamente mentali a cui si aggiunge che nell’anoressia mentale spesso non vi è mancanza di fame, ma piuttosto una negazione della fame con un desiderio patologico di essere magre. L’anoressia mentale è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) in cui le caratteristiche principali sono: il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo per età e statura e l’ intensa paura di acquisire peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso; si aggiungano inoltre anche altri fattori come un’alterazione del modo in cui il soggetto vede il proprio peso e della forma del proprio corpo. Vi sono due tipi fondamentali di anoressia mentale:

  1. di tipo restrittivo in cui la perdita ed il controllo del peso sono dovuti al digiuno
  2. con crisi bulimiche e/o condotte di compensazione per ridurre il peso con vomito, purghe e lassativi

Quali sono i primi sintomi e a quanti anni una persona può capire di soffrire di anoressia?
I primi sintomi spesso sono la restrizione di una dieta, magari seguendo dei regimi alimentari consigliati da amici o auto create, oltre ad un’eccessiva attenzione per il proprio peso e la forma del proprio corpo con conseguente influenza sulla propria autostima e valutazione. Spesso, la malattia inizia in modo subdolo e graduale, per esempio una ragazza può cominciare a mangiare un po’ di meno per perdere qualche chilo di troppo oppure l’esordio può avvenire dopo un periodo stressante o con importanti cambiamenti della vita.

La bulimia è una malattia complementare?
La bulimia così detta nervosa è un altro disturbo del comportamento alimentare, più che un disturbo complementare dell’anoressia mentale. Si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche, ovvero abbuffate a cui seguono comportamenti di compensazione per cercare di liberarsi delle calorie in eccesso con il vomito auto indotto, con l’uso di lassativi o attività fisica in forma esagerata. Questo comportamento può portare ad un dimagrimento incontrollato per quei soggetti inizialmente in sovrappeso o in normopeso. Anche in questo disturbo vi è un’eccessiva influenza dell’opinione sul proprio peso e forma del corpo sulla stima di sé.

La ULSS 15 cosa propone se si presenta un paziente malato di anoressia?
Nel Dipartimento di salute Mentale non è al momento presente una équipe completa multi professionale per la diagnosi e il trattamento dei DCA ma sono presenti due specialisti psichiatri ( la sottoscritta e un’altra Dott.ssa per l’ospedale di Cittadella), operanti nei rispettivi Centri di Salute Mentale che si occupano della prevenzione, diagnosi, collaborazione con i medici di medicina generale, del monitoraggio epidemiologico e dell’invio alle strutture specialistiche (centro regionale per i disturbi del comportamento alimentare della clinica psichiatrica di Padova), coadiuvate dagli infermieri del centro. La struttura rimane un punto di riferimento per eventuali ricoveri psichiatrici di pazienti con DCA seguiti presso il Centro regionale ma residenti nel territorio della nostra ULSS

Dott.ssa Compagno, stiamo parlando di un disturbo psicologico, oltre ad essere le donne le più colpite, secondo Lei quanto incide sul comportamento i modelli che i max media propongono?
Si, le confermo che le donne sono più colpite da questi disturbi, ma in aumento anche tra i maschi. La frequenza dei DCA nei maschi è ancora poco studiata e si stima che essa sia dalle 10 alle 20 volte inferiore rispetto alle femmine. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dell’interesse nei confronti del corpo femminile e dell’immagine “ideale” a cui si dovrebbe aspirare secondo i canoni dettati dalla moda, dai mass media, dalle riviste e dalla televisione. Inoltre la causa dell’anoressia nervosa può essere causata dal rifiuto del ruolo femminile e quindi il pesante dimagrimento potrebbe esser un tentativo di nascondere i segni della femminilità (forme corporee e mestruazioni). A tali aspetti non vanno tralasciati quelli biologici, il ruolo degli ormoni sessuali nella regolazione della serotonina che è un importante neurotrasmettitore cerebrale implicato nella regolazione dell’ansia, del tono dell’umore, dell’impulsività e delle sensazioni di fame e sazietà.

Abbiamo parlato di sintomi e cause, ora ci può dire come si cura un malato di anoressia? Immagino sia un percorso lungo.. 
Il trattamento dei DCA è un trattamento multidisciplinare ed integrato, in quanto questi disturbi sono disturbi psichiatrici con importanti manifestazioni psicopatologiche in cui sono frequenti complicazioni mediche: è quindi necessaria una collaborazione tra diverse figure professionali che si occupino in modo integrato della mente e del corpo. Il trattamento consiste in varie tappe di cui la prima è l’effettuazione di una diagnosi corretta e attenta (effettuata da psichiatri e psicologi) a cui spesso va associata una visita internistica per la valutazione delle complicanze fisiche (soprattutto per anoressia mentale). Già nella fase diagnostica è opportuno coinvolgere i familiari, coinvolgimento a cui segue comunque nel trattamento una presa in carico parallela ma integrata a quella del paziente.

Per concludere, ci potrebbe dire quante persone riescono a guarire da queste malattie? 
Le statistiche recenti dimostrano che il 10% della ragazze in età di rischio tra i 15 e i 25 anni soffrono di un disturbo alimentare parziale o subclinico. L’anoressia nervosa è presente dal 0,3-0,5% nella popolazione femminile. L’andamento, può avere un decorso lungo con periodi caratterizzati da miglioramenti o da successive ricadute. Le cure durano mediamente 5 anni e la metà delle pazienti guariscono, anche se in molte di esse rimane un certo livello di sofferenza psichica o la tendenza ad avere delle preoccupazioni o dei disturbi riguardo al cibo e al corpo. Il 20 % tende a cronicizzarsi, nel 30 % permangono sintomi parziali. La mortalità varia dallo 0% – 20%, spesso la mortalità è dovuta a delle complicanze legate alla denutrizione, agli squilibri elettrolitici e al suicidio. Per quanto riguarda la bulimia nervosa essa è presente   dal 1-2% della popolazione femminile. Come per chi soffre di DCA, le cure durano mediamente oltre 5 anni ed il 50% delle pazienti guariscono definitivamente. Il 20% tende a cronicizzarsi e il 30% presenta delle ricadute. La mortalità nella bulimia è più bassa ed è circa il 0,3% dei casi.

Per informazioni si può consultare il sito del centro regionale per i disturbi del comportamento alimentare all’indirizzo web www.anoressiabulimia.net

di Salvalaggio Endrius

 

Dr.ssa Sabrina Compagno

Dir. Medico e Unità Operativa Autonoma di Psichiatria - ULSS N. 15 di Camposampiero

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

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