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Attenzione ai nei

La “punteggiatura” sulla nostra pelle
Parola al dottor Carlo Negri, specialista dermatologo

Per alcuni, posti sul volto o su altre parti del corpo, sono un segno di bellezza. Altri invece li considerano degli inestetismi. Se parliamo di nei sotto il profilo estetico, le opinioni e i punti di vista possono divergere. Ma se trattiamo l’argomento dal punto di vista medico, il dato di fatto è uno solo: i nei sono una caratteristica della nostra pelle che va periodicamente e sistematicamente controllata. Per prevenire ed evitare sgradite sorprese. I nei – ovvero i “nevi” oppure “nevi melanocitari” come li chiamano gli addetti ai lavori – sono accumuli di melanociti. I melanociti sono le cellule che producono la melanina, e cioè la sostanza ovvero il pigmento che determina il colore della pelle e che ha la funzione di difendere dalle radiazioni solari le strutture cellulari dell’epidermide.
“I melanociti occupano uniformemente la base dell’epidermide, e quando proliferano formano un neo – ci spiega il dottor Carlo Negri, medico bassanese specialista in dermatologia e venereologia -. Il dermatologo si occupa dei nei sia per l’aspetto patologico che per quello estetico. E il tema attuale, per le patologie, è quello dei tumori cutanei e in particolare dei melanomi che possono nascere proprio dallo sviluppo alterato di alcuni nei preesistenti oppure direttamente dalla pelle sana, presentandosi all’inizio come dei nei apparentemente innocui.”

– Dottor Negri, quali sono le cose più importanti da sapere sui nei?
– “Il medico interviene per controllare i nei quando ci sono delle alterazioni, e queste accadono in sostanza quando le cellule dei “nevi” si moltiplicano. Ciò può dipendere da fattori genetici, ma anche dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette, come il sole o le lampade abbronzanti.
Le radiazioni, in linea di principio, sono degli induttori di tumori cutanei. La nostra pelle, grazie alla melanina, ha costruito le difese naturali per “filtrare” gli effetti delle radiazioni esterne. Ma non tutte le persone hanno uguali caratteristiche di difesa e di reazione, e molto dipende dalla capacità di ciascuno di noi di recuperare il danno indotto dalla luce. Le persone con pelle scura hanno molta melanina, che agisce come uno specchio e riflette i raggi solari. Per le persone con pelle chiara, o in giovane età, le radiazioni sono biologicamente più aggressive.
Chi ha diversi nei, una carnagione chiara e scottature solari deve fare un controllo proprio sui nei. Ma sono diversi anche gli altri casi in cui è consigliabile fare un controllo. Sarà sempre il medico specialista a indicare l’insorgenza di eventuali problemi e a decidere l’eventuale asportazione o meno dei “nevi”.

– Quali sono dunque i casi in cui la comparsa o la presenza dei nei può consigliare, in generale, di rivolgersi al medico ?
– “Se compare un neo, è meglio fare una visita di controllo in particolare dopo i 18 anni. Soprattutto dai 18 anni in poi, un neo dovrebbe rimanere stabile nel tempo, sia nella forma che nel colore che nelle dimensioni. Se muta uno di questi tre fattori, è bene anche in questo caso fare una visita di controllo. Il neo viene visto dallo specialista, ma non è detto che vada necessariamente tolto.
Va anche detto che la comparsa di nuovi nei, piccoli, è abbastanza frequente dopo l’esposizione solare estiva. Per nei piccoli intendiamo dei “nevi” di dimensioni contenute, di 2 o 3 millimetri al massimo. Se un neo nuovo oltrepassa queste dimensioni, c’è il timore che si possa sviluppare un melanoma da pelle “normale” e non da un neo preesistente. Anche in questo caso è dunque altamente consigliabile un controllo medico.”
Nei che aumentano, nei che mutano. Meglio tener conto di questi fattori. L’importante, in generale, è abituarsi a dare ogni tanto un’occhiata più attenta ai “punti” presenti sulla nostra pelle. L’ “autoesame” periodico dei nei è sicuramente uno dei metodi più validi per individuare a occhio nudo eventuali novità, mutamenti o lesioni a rischio.
Ma l’autocontrollo, ovviamente, non basta. Grazie alle metodiche e alle tecnologie oggi disponibili – prima fra tutte la Videodermatoscopia – oggi il medico specialista può “guardare dentro” i nei per individuare eventuali anomalie che il solo esame visivo non permette di scoprire.
Le immagini, se collegate ad un computer, possono inoltre essere archiviate per confrontarle, successivamente, alle immagini effettuate in occasione di altri controlli sullo stesso paziente. Questo sistema, chiamato “mappatura dei nei”, permette di cogliere anche i minimi cambiamenti sulla pelle e di individuare ogni mutamento potenzialmente pericoloso.
La “mappatura” è particolarmente indicata per le persone che hanno molti nei sulla pelle e non possono quindi autocontrollarsi con sicurezza. Questa tecnica è molto valida anche per il controllo della disposizione e dell’eventuale evoluzione dei nei sul dorso, difficili da controllare all’auto-esame visivo e maggiormente “a rischio” per i maschi. Nella donna le sedi maggiormente a rischio sono invece gli arti.
Un’altra variabile importante, in materia di nei, è il “fototipo” di ogni persona, ovvero la caratteristica genetica della pelle che determina il colore della carnagione e la capacità di tollerare più o meno l’esposizione al sole. “Se una persona presenta tanti nei, irregolari, e ha un “fototipo” della pelle basso, e cioè con pelle chiara, deve prestare generalmente più attenzione – spiega ancora il dott. Negri -. Il paziente viene quindi invitato una volta all’anno a tenere sotto controllo la situazione.”


Dr. Carlo Negri

Specialista Dermatologo

InForma Salute
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