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Bambini sempre più grassi, la corretta alimentazione

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Bambini sempre più grassi: la corretta alimentazione? No ai fritti, più acqua, frutta e movimento fisico!

Intervista al dott. Antonio Stano Responsabile del  Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Azienda Sanitaria di Bassano Del Grappa

Parliamo della corretta alimentazione legata al bambino. Qual è la prima cosa da tenere presente?
Parliamo del bambino sano  in grado di alimentarsi in autonomia che quindi, in linea di massima, si può alimentare  come un bravo adulto. Infatti, per quanto riguarda le scelte alimentari, ci sono regole simili per una corretta alimentazione sia che coinvolga un  adulto, un anziano o un organismo in crescita. Diverso, naturalmente, se parliamo di quantità sia di energia che di apporti proteici. Esistono diverse rappresentazioni simboliche quali, tra le più note, le cosiddette “piramidi alimentari”, in particolare quella mediterranea, dove  sono sinteticamente rappresentate  le distribuzioni di frequenza e l’intensità di assunzione di alcuni cibi rispetto ad altri.

Per esempio?
Mi riferisco alla regola delle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura che valgono sia per i bambini che per gli adulti. Oppure quella di fornire un sufficiente apporto di carboidrati, diminuendo in modo significativo gli zuccheri semplici, quelli dei dolci per intenderci ma che si trovano in grandi quantità anche nelle bibite spesso  consumate non soltanto nelle occasioni di festa ma anche a tavola per accompagnare i pasti.

Che cosa è consigliato bere?
Semplicemente acqua sia in bottiglia che dal rubinetto di casa. Risulta importante promuovere, sin da bambino e adolescente, la regolare assunzione di acqua per reidratarsi e integrare le perdite idriche che si hanno specialmente nei periodi caldi, ma non solo.

Parliamo delle merende confezionate, tanto comode da infilare nello zainetto di scuola…
Pur non essendo da demonizzare alcun alimento, comprese le merendine confezionate, è chiaro che sono da preferire di gran lunga prodotti semplici e  naturali, rispetto a quelli sottoposti a trattamenti industriali e che sicuramente  hanno subito trasformazioni tecnologiche che alla lettura della composizione degli ingredienti balzano in evidenza (es. componenti aggiunti come additivi, coloranti, sostanze conservanti, ecc.). Certo, non tutte le merendine confezionate sono di bassa qualità ma in linea generale bisogna prestare attenzione e non favorirne troppo il consumo

Come poterci tutelare?
Un modo è sicuramente quello di leggere le etichette con la composizione. Oggi non è più possibile la scritta “grassi vegetali” ma si dovrà precisare, per esempio, ‘olio di girasole’ o ‘grasso vegetale di palma’. In ogni caso la presenza di grassi quali olio di palma o  di cocco, non fanno propendere per sostanze di qualità diversamente dall’ olio d’oliva. La migliore soluzione è quella di preferire come merende alimenti freschi e naturali quali la frutta, lo yogurt, il pane con la marmellata, ecc. ecc.

Che cosa si sta facendo a livello nazionale per questo?
Il Ministero della Salute ha pensato ad un progetto che nelle scuole cerca di favorire il consumo di frutta o di yogurt fresco, possibilmente con meno zuccheri e grassi all’interno.

E per quanto riguarda i fritti?
In generale, tutti i processi di cottura che prevedano la frittura comportano la produzione di sostanze tossiche (acroleine). Se si consuma la frittura una tantum, non comporta grandi controindicazioni: è il consumo ripetuto, magari con olio utilizzato più volte, ad interferire negativamente sulla salute, soprattutto sulla funzione del fegato. I fritti, come le patatine, tutto ciò che è impanato ed il fast food meglio riservarlo solo ad occasioni particolari e in modo assolutamente saltuario.

Uno studio rivela che anche in Italia ci sono sempre più bambini obesi. Come accorgersi che nostro figlio è a rischio?
E’ vero! Da qualche anno in Italia, proprio per cercare di tenere il polso della situazione, sempre il Ministero della Salute ha attivato  un sistema di sorveglianza nazionale per seguire nel tempo l’andamento dell’eccesso ponderale nella popolazione infantile (bambini delle elementari) collegando il dato con abitudini alimentari e stili di vita (attivo o sedentario) mediante questionario. Lo studio si chiama OKKIO ALLA SALUTE e si realizza ogni 2 anni. I dati nazionali dimostrano  che esiste una prevalenza di eccesso ponderale in quella fascia d’età che si mantiene preoccupante intorno al 28%.

Com’è messa la nostra regione rispetto alle altre?
I nostri bambini, quelli del Veneto, si collocano in una fascia migliore della media nazionale  intorno al 25% . Sono tra i più virtuosi anche rispetto ad abitudini alimentari, seppur nel complesso un dato di quel tipo non ci può far sentire tranquilli. Un aspetto sostanziale sul quale riflettere, è legato alla propensione alla vita sedentaria collegata alla permeante “tecnologizzazione”  in ogni ambito della vita. Oggi, in buona sostanza, ci si muove poco o niente. Questo, assieme all’eccesso di calorie dei cibi consumati e sostenuti da  consumi di alimenti  troppo raffinati e con disponibilità di zuccheri semplici, porta all’eccesso ponderale e quindi all’ obesità così diffusa anche fra i più giovani. Torno a dire che i nostri ragazzi passano troppo tempo davanti al televisore. A parte le ore di studio, è essenziale che vivano all’ aria aperta, che facciano movimento, che vadano in bicicletta, o scelgano sport di squadra che li facciano muovere.

E se siamo in presenza di un bambino vorace, che ama mangiare e non si fermerebbe mai?
Mi viene da sorridere, perché in effetti ci troviamo spesso di fronte a bambini inappetenti e l’attimo dopo, dobbiamo confrontarci con altri che non smetterebbero mai di mangiare. Ma vede, il problema non è solamente quanto si mangia  ma anche cosa si mangia. Dobbiamo capire che spesso ci si alimenta in maniera sbagliata.

Qual è lo sbaglio più frequente?

 Il non fare colazione la mattina. Saltare la colazione induce in un circolo vizioso, per cui la merenda sarà troppo abbondante per compensare e così via fino a sera. Bisogna cercare di promuovere abitudini alimentari corrette.

Quale potrebbe essere la prima colazione ideale per un bambino?
Fa un po’ parte della nostra tradizione: sì al latte, anche parzialmente scremato con moderata aggiunta di zucchero. Ammesso qualche biscottino, fetta biscottata o pane. Sì a cereali ma evitando quelli troppo ricoperti di cioccolato. La frutta potrebbe fare la sua comparsa qui o meglio ancora, al momento della merenda. La famiglia e la scuola rappresentano due istituzioni che possono lavorare assieme al fine di trasferire le corrette abitudini alimentari. Il bambino, lo sappiamo, tende molto ad imitare i genitori. Se loro, per primi, adottano una corretta abitudine alimentare partendo dal momento del primo mattino, impareranno dal modello familiare e contribuiranno, senza saperlo, a favorire lo strutturarsi di comportamenti alimentari corretti che funzioneranno da prevenzione verso molte patologie. Un piccolo tesoro nella banca della salute, che frutterà soprattutto anche con l’andar del tempo.

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