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Bronchiolite

Bronchiolite un’infezione che colpisce i bambini

Bronchiolite un’infezione che colpisce i bambini

Una malattia risolvibile in una dozzina di giorni

La bronchiolite è un’infezione virale che colpisce i bronchioli nei polmoni dei bambini. La bronchiolite è una malattia stagionale e compare più spesso nei mesi d’autunno e d’inverno. E’ una causa comune, ma non scontata, di ricovero ospedaliero ed è stato stimato che nel primo anno di vita più della metà di tutti i bambini è stata esposta alla bronchiolite.

Parla il dott. Nicola Ullmann, dirigente medico della Struttura Complessa di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Bronchiolite

Dott. Ullmann, cos’è la bronchiolite e da cosa è causata?

La bronchiolite è un’infezione virale acuta che colpisce il sistema respiratorio dei bambini di età inferiore ad un anno con maggiore prevalenza nei primi 6 mesi di vita e maggiore incidenza tra novembre e marzo. L’agente infettivo più coinvolto (75%) è il virus respiratorio sinciziale (VRS) ma anche altri virus possono essere la causa dell’infezione. La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. L’infezione interessa bronchi e bronchioli innescando un processo infiammatorio, aumento della produzione di muco e ostruzione delle vie aeree con possibile comparsa di difficoltà respiratoria. Fattori che aumentano il rischio di maggiore gravità sono la prematurità, l’età del bambino (< 12 settimane), le cardiopatie congenite, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica, le anomalie congenite delle vie aeree e le immunodeficienze.

Parliamo ora di sintomi.

Generalmente esordisce con febbricola e rinite (infiammazione nasale); successivamente possono comparire tosse insistente, che si aggrava gradualmente, e difficoltà respiratoria – più o meno marcata – caratterizzata da un aumento della frequenza respiratoria e da rientramenti intercostali. Il più delle volte si risolve spontaneamente e senza conseguenze. Tuttavia, in alcuni casi, può rendersi necessario il ricovero specialmente al di sotto dei sei mesi di vita. In bambini così piccoli è spesso presente un calo dei livelli di ossigeno nel sangue e può osservarsi una disidratazione causata dalla difficoltà di alimentazione e dell’aumentata perdita idrica determinata dal lavoro respiratorio. Inoltre, nei pazienti nati prematuri o di età inferiore alle 6 settimane di vita, è aumentato il rischio di apnea (episodio di pausa respiratoria prolungata) e ne vanno pertanto controllati i parametri cardio-respiratori. Generalmente la malattia è benigna e si risolve spontaneamente in circa 12 giorni.

Qual è la diagnosi per capire con certezza che stiamo di fronte ad una bronchiolite?

La diagnosi di bronchiolite è clinica, basata sull’andamento dei sintomi e sulla visita pediatrica. Solo in casi particolari, ove ritenuto necessario dal medico, possono essere effettuati alcuni accertamenti di laboratorio e/o strumentali. Tra questi ricordiamo: la ricerca dei virus respiratori sull’aspirato nasofaringeo, la determinazione dell’ossigenazione tramite saturimetro (una saturazione arteriosa <92% è un indicatore di gravità e della necessità di ospedalizzazione), l’emogasanalisi arteriosa (un esame che permette di valutare l’ossigenazione del sangue e, attraverso la misurazione dell’anidride carbonica, l’efficacia degli scambi gassosi). In genere non è indicata la radiografia del torace (si possono riscontrare addensamenti ed aree di assenza di aria in più zone dei polmoni dovute alla alterata ventilazione).

Dott Ullmann è possibile fare prevenzione?

Alcune semplici norme igieniche possono ridurre il rischio di contrarre la bronchiolite o evitare infezione correlate che possono peggiorare il quadro clinico. Cercare sempre di: – evitare il contatto dei bambini più piccoli con altri bambini o adulti affetti da infezioni delle vie aeree; – lavarsi sempre le mani prima e dopo aver accudito il bambino; – favorire l’allattamento al seno e fornire una quantità adeguata di liquidi; – fare frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica; – non fumare mai in casa, anche in ambienti diversi da quelli dove si trova il bambino.

Come si cura la bronchiolite e quando è previsto il ricovero?

Il paziente con bronchiolite viene in genere trattato con frequenti lavaggi nasali con aspirazione delle secrezioni e terapia aerosolica con soluzione ipertonica al 3%. Questa aiuta il piccolo a mobilizzare le abbondanti secrezioni mucose catarrali. Talvolta viene prescritto il cortisone per bocca, ma la più recente letteratura scientifica non dimostra che i bambini sottoposti a questa terapia vanno incontro ad un miglioramento. L’uso routinario degli antibiotici non è raccomandato, tranne in bambini immuno-compromessi o in caso si sospetti un’infezione batterica concomitante. È utile frazionare i pasti aumentandone la frequenza e diminuendo le quantità. Quando occorre il ricovero ospedaliero, il bambino viene sottoposto ad una terapia di supporto per garantire un’adeguata ossigenazione del sangue attraverso la somministrazione di ossigeno e un’adeguata idratazione, qualora l’alimentazione risultasse difficoltosa. In tutti i casi di cattiva ossigenazione o rifiuto dell’alimentazione, secondo le indicazioni del pediatra curante dovrà essere valutato un eventuale ricovero.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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