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LA CALCOLOSI URINARIA E L’ARTE DI MODELLARE LA PIETRA.
QUANDO L’UROLOGO DIVENTA “CANOVA”.

Intervista al dott. Antonio Celia direttore U.O.C. Urologia Ulss 7 Pedemontana.

Angelica Montagna

La calcolosi urinaria è una patologia molto comune ed una delle principali cause urologiche di accesso in Pronto Soccorso. Le cattive abitudini alimentari stanno facendo aumentare il numero di persone colpite e l’aumento del numero di pazienti sovrappeso o obesi. Questa intervista vuole anche essere un modo per fornire alcune informazioni utili per i prossimi mesi, visto che la pandemia COVID sta rallentando diverse attività ospedaliere, per dare spazio a tutti quei trattamenti che non possono essere rimandati. Va ricordato che l’urologia dell’AULSS7 da alcuni anni è impegnata a offrire ai pazienti un servizio di altissimo livello. Il Centro diretto dal dott. Antonio Celia ha una lunga tradizione nella chirurgia mininvasiva, negli anni sono state introdotte delle metodiche come la chirurgia robotica che viene offerta alla quasi totalità dei pazienti oncologici, la crioterapia focale dei tumori renali e prostatici e tecniche di diagnosi avanzata come le biopsie prostatiche Fusion che permettono una diagnosi molto più accurata rispetto le metodiche standard.

Benché rappresentino una condizione benigna, i calcoli urinari possono essere responsabili di complicanze anche molto pericolose.  Quali?
Quando un calcolo scende dal rene e ostruisce l’uretere, può causare una colica renale, condizione estremamente dolorosa che viene descritta dalle pazienti donne come equivalente ai dolori del parto. Va detto che un calcolo non trattato tempestivamente può causare delle infezioni che possono evolvere in sepsi, inoltre possono portare alla progressiva perdita del rene se non gestiti adeguatamente.

E’ vero che spesso possono rappresentare una “spia” per altre patologie?
E’ corretto e parliamo di malattie metaboliche sottostanti non ancora diagnosticate. La loro gestione, quindi, non richiede  solo una semplice procedura chirurgica ma una presa in carico globale del paziente con una coordinazione tra diversi Specialisti, in particolare urologi, nefrologi e medici di Medicina Generale.

I pazienti con calcolosi spesso vivono una situazione frustrante, i calcoli a volte si riformano nel tempo
Certo che possono riformarsi, con la necessità di ulteriori trattamenti e di apportare dei cambiamenti nel proprio stile di vita, come cambiare le abitudini alimentari, bere molti liquidi, perdere peso… Non sempre questi cambi di stile di vita sono di semplice attuazione. Sono inoltre spesso soggetti a controlli periodici.

In questo periodo di pandemia COVID-19, cosa può avvenire?
Può accadere, purtroppo, che il trattamento della urolitiasi o calcolosi, potrebbe risentirne per lasciare spazio a malati oncologici o a trattamenti non procrastinabili. Ci raccomandiamo, tuttavia, di non trascurare queste problematiche, perché come accennato precedentemente possono portare a complicanze importanti. Si raccomanda di discutere con il proprio medico in caso di qualsiasi dubbio e valutare l’opportunità di richiedere una visita urgente. Noi medici Urologi dell’ULSS7 sono a disposizione per ovviare a queste problematiche.

Cosa fare, dunque, in caso di colica renale?
In caso di colica renale, si consiglia di assumere degli antidolorifici antinfiammatori (qualora le condizioni del paziente lo consentano) ma se il dolore dovesse persistere o si sviluppasse febbre, una valutazione medica è assolutamente necessaria.

Quali possono essere i consigli alimentari per i pazienti con storia della calcolosi per evitare la formazione di nuovi calcoli?
Il consiglio più semplice è quello di bere molto, bisognerebbe infatti produrre almeno due litri di urina/die.  Altro consiglio importante per i pazienti sovrappeso o obesi è il calo ponderale. Ridurre l’assunzione di zuccheri (in particolare il fruttosio)  in quanto favoriscono la formazione di calcoli di acido urico. Ridurre l’assunzione di proteine animali a favore di proteine vegetali. Inoltre, troppo sale nella dieta aumenta il rischio di formare calcoli urinari.  Contrariamente a quanto si pensa, una dieta troppo povera di calcio aumenta il rischio di calcoli. È quindi importante garantire sempre un apporto adeguato, indicativamente questo corrisponde a una fettina di formaggio o un bicchiere di latte al giorno. Queste indicazioni vanno ovviamente intese per la popolazione in generale.

I trattamenti disponibili includono 3 tipi di procedure:

La litotrissia extracorporea con onde d’urto (ESWL) è l’opzione meno “invasiva”, viene eseguita ambulatorialmente e mediante un particolare macchinario permette di focalizzare delle onde d’urto sul calcolo con l’obiettivo di polverizzarlo. I piccoli frammenti devono quindi essere espulsi dal paziente nei giorni successivi con le urine;

La  ureteronefrolitotrissia endoscopica (RIRS). Consiste nell’inserire uno strumento di circa 2 mm di diametro dalla vescica su fino al rene. A questo punto, una volta raggiunto il calcolo, questo viene frammentato con un laser ed i frammenti rimossi;

La nefrolitotrissia percutanea (PCNL) e prevede l’inserimento di uno strumento dal fianco dentro le cavità renali. A questo punto è possibile utilizzare un laser o uno strumento che mediante ultrasuoni polverizza il calcolo. Generalmente questa procedura viene riservata ai calcoli più grossi

Parliamo del Centro dell’Ulss 7 diretto da Lei, che si è attivato per offrire il massimo delle Cure disponibili a tutti i pazienti nelle 3 Sedi (Bassano-Santorso-Asiago) mediante un programma di centralizzazione e super specializzazione degli Ospedali…
Questo interesse per le terapie mini invasive è stato trasferito negli ultimi anni anche alla calcolosi urinaria, con l’introduzione delle metodiche che permettono di rimuovere anche calcoli di grossi dimensioni mantenendo un “comfort” elevato per il paziente. Tra queste tecniche spicca la super-mini PCNL, procedura che consiste nell’utilizzo di uno strumento di pochi millimetri di diametro e consente la bonifica di calcoli di grosse dimensioni. Molto spesso è possibile dimettere il paziente entro le successive 24 ore senza nemmeno l’utilizzo di drenaggi. Il Centro si è inoltre dotato di avanzate tecnologie come i nefroscopi flessibili digitali, caratterizzati da una qualità d’immagine molto elevata e in arrivo vi sono nuovi laser che permetteranno una migliore efficienza.

Questo processo di costante innovazione è reso possibile, però anche grazie alla costante collaborazione con i più importanti Centri di eccellenza mondiali. Mi conferma questo?
Il progetto che viene offerto all’utenza è la creazione di uno “Stone Center” avanzato per il trattamento della urolitiasi presso la Sede di Santorso. Il servizio è rivolto a tutti i pazienti della ULSS7, che si possono rivolgere al proprio Ospedale di riferimento per discutere il trattamento più adeguato per le proprie necessità. Una volta pianificato l’iter migliore, la procedura verrà eseguita prevalentemente presso la Sede di Santorso.

Centralizzare i servizi sanitari può essere talvolta difficile da comprendere per la popolazione, perché comporta spostamenti più lunghi e di rivolgersi a una Struttura che non si conosce. Quali sono i vantaggi?
I vantaggi sono molti: questo infatti consente di concentrare strumentazioni sempre all’avanguardia (e spesso molto costose) presso una unica Sede e renderle quindi sempre disponibili a tutti, evitando il rischio che si creino delle discrepanze di trattamento tra pazienti afferenti a diversi ospedali. Inoltre, in tutti i Sistemi Sanitari moderni del mondo la tendenza è proprio quella di seguire la strada della centralizzazione.

Parliamo della “qualità delle cure”…
La qualità delle cure non è garantita solo da dei bravi chirurghi ma richiede un’ ottima gestione infermieristica nei reparti e in sala operatoria, richiede inoltre la collaborazione con altri medici specialisti per i casi più complicati. E’ intuitivo capire che un Centro che esegue 500 procedure all’anno, può offrire un servizio di gran lunga migliore di quello che ne esegue 50.

Parliamo dello Stone Center in fase di creazione a Santorso…
E’ diretto dalla dott.ssa Adara Caruso. Il Team di medici che si occuperà della gestione dei pazienti con calcolosi includerà inoltre il dott. Mazzon (che seguirà i pazienti prevalentemente della Sede di Bassano del Grappa) e del dott. Davide Brotza (che sara’ invece collocato a Santorso).
Il Dott.  Giorgio Mazzon che lavora all’interno dell’ ULSS7 dal 2018 ha dato un importante contributo per la realizzazione del progetto, nei precedenti quattro anni si era formato presso lo University College Hospital di Londra, il più importante Centro del Regno Unito per il trattamento della calcolosi. La creazione dello Stone Center prevede inoltre l’integrazione con altri Specialisti, con particolare attenzione per nefrologia e infettivologi.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

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