• Informasalute N.85

    Informasalute N.85

    AGOSTO 2021

    A TU PER TU CON Francesco Benazzi Direttore Generale Ulss 2 Marca Trevigiana

    ULSS2 PRIORITÀ: RECUPERARE MEDICI E LISTE D’ATTESA

    Leggi tutto

  • Informasalute N.84

    Informasalute N.84

    GIUGNO-LUGLIO 2021

    A TU PER TU CON MARIA GIUSEPPINA BONAVINA

    Direttore Generale Ulss 8 Berica

    Leggi tutto

  • Informasalute N.83

    Informasalute N.83

    Maggio 2021

    Erika Stefani

    UN MINISTRO PER LE DISABILITÀ

    Leggi tutto

morselli-toso

CAMERA CON VISTA.

Al San Bassiano intervento chirurgico congiunto dei due primari di Oculistica degli Ospedali di Bassano e di Santorso, dott.ssa Simonetta Morselli e dott. Antonio Toso.
Restituita la vista a una bambina di 5 mesi nata con una grave forma di cataratta congenita bilaterale.

Alessandro Tich

La mamma ha capito che qualcosa non andava dopo essersi accorta che la piccola figlia aveva un riflesso bianco nella pupilla di un occhio. Non solo: la bambina, di appena 5 mesi, non la seguiva con lo sguardo e non guardava gli oggetti. La famiglia, che abita in un Comune dell’Alto Vicentino, si è quindi recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Santorso dove, a seguito degli approfondimenti clinici, è stata diagnosticata alla piccola una grave forma di cataratta congenita bilaterale, vale a dire su entrambi gli occhi: una patologia che colpisce il cristallino e riduce la visione. Si è reso necessario, quindi, un intervento chirurgico urgente per restituirle la vista.   È qui che è entrata in gioco la collaborazione tra il direttore dell’U.O.C. di Oculistica dell’Ospedale San Bassiano, dott.ssa Simonetta Morselli e il suo collega dott. Antonio Toso, direttore dell’U.O.C. di Oculistica dell’Ospedale Alto Vicentino. Hanno svolto insieme i calcoli pre-operatori e la programmazione dell’intervento chirurgico e quindi, all’Ospedale di Bassano del Grappa, hanno eseguito insieme la delicata operazione sulla piccola paziente: il dott. Toso sull’occhio destro e la dott.ssa Morselli sull’occhio sinistro.

morselli-toso-bramezza

Col risultato di aver ridato la vista alla bambina, che adesso ci vede bene.  Una bellissima notizia che viene resa pubblica in conferenza stampa all’Ospedale di Bassano.  “Questo tipo di interventi è piuttosto complesso, tanto è vero che in tutto il Nord Italia vi sono pochi centri nei quali vengono eseguiti – spiega la dott.ssa Morselli -. E anche per il chirurgo sono molto impegnativi: si tratta infatti di operare per alcune ore fissando l’ingrandimento dell’area in cui si va ad agire, con movimenti incredibilmente precisi.” “In questo tipo di operazioni – prosegue il primario di Oculistica di Bassano – non c’è possibilità di utilizzare un robot: fondamentale è la manualità di chi esegue l’intervento. Per queste ragioni non è sostenibile per un solo chirurgo operare entrambi gli occhi in contemporanea, perché la fatica e lo stress andrebbero ad incidere sulla sicurezza dell’esecuzione durante l’intervento nel secondo occhio. È inoltre importante garantire sempre un secondo chirurgo pronto a subentrare, come peraltro avviene in qualsiasi altra chirurgia complessa, e non da ultimo, per non dover sottoporre il piccolo paziente a un secondo intervento differito in anestesia generale. Per tutti questi motivi  è stato fondamentale che operassimo insieme.”  Come conferma il dott. Antonio Toso, “è stato un intervento molto complicato, eseguito all’interno di un occhio piccolissimo”. La bambina è stata sottoposta ad anestesia generale dal primario di Anestesia del San Bassiano dott. Marco Baiocchi: operazione anche questa non facile, per la tenerissima età della paziente che è stata addormentata dopo circa un’ora. In ciascuno dei suoi occhi sono state eseguite due incisioni in “periferia corneale”, con movimenti di circa 2-3 millimetri all’interno dell’occhio per l’impianto del nuovo cristallino. “Ci vuole grande esperienza, mano molto ferma e, permettetemi, anche un po’ di talento”, afferma il dott. Toso nel sottolineare la delicatezza dell’operazione. Negli adulti tale intervento dura 7-8 minuti per occhio, mentre per la piccola di 5 mesi l’operazione è durata oltre un’ora e mezza per ciascun occhio. Ma gli sforzi dei due specialisti hanno portato al risultato atteso, con grande soddisfazione e anche emozione per tutti.  “Dopo essersi risvegliata – riferiscono i due primari – la bambina si è guardata attorno con sguardo molto stupito. Il primo senso è stato quello di stupore, poi ha cominciato a fare dei sorrisi enormi. Ha sorriso alla mamma, a noi, all’infermiera, seguiva tutte le cose colorate. Capisci subito che si trova in un mondo nuovo. È stato commovente.” Adesso per la piccola paziente segue la fase della riabilitazione, con l’uso degli occhiali e un’adeguata terapia “post-ambliopica”.  “La cataratta congenita – spiega il dott. Toso – è una patologia che presenta un’incidenza compresa fra i 3-15 casi ogni 10.000 nuovi nati nel mondo. Nella maggior parte dei casi la sua causa è sconosciuta. In altri casi è dovuta a modificazioni genetiche, a infezioni intrauterine della madre durante la gravidanza o a malattie metaboliche. È necessario intervenire tempestivamente, a volte anche tra la quarta e la sesta settimana di vita, al fine di evitare il fenomeno della deprivazione visiva o ambliopia, ovvero il più comunemente noto “occhio pigro”: non arrivando la corretta immagine alla corteccia cerebrale durante i primissimi mesi di vita, il cervello stesso disattiva parzialmente o del tutto i segnali provenienti dall’occhio. Proprio per questo dopo l’operazione è necessario avviare una lunga e corretta riabilitazione visiva, allo scopo di sradicare al meglio questa anomala risposta del cervello: e qui occorre la dedizione dei medici oculisti, degli ortottisti e dei genitori.” “Fondamentale è stata la sinergia tra i due reparti. – rimarca Toso -. Abbiamo unito le competenze e la pianificazione, due cervelli funzionano meglio di uno.” “Abbiamo curato molto i calcoli pre-operatori – aggiunge la sua collega Morselli -. Abbiamo inserito negli occhi della bambina due vetrini artificiali che non dovranno essere cambiati nella vita.”  Non è la prima volta tuttavia che viene effettuato un intervento del genere. Analoghe operazioni per la stessa patologia sono già state compiute congiuntamente dai due primari su altri cinque bambini, il primo dei quali è stata una bambina di appena 45 giorni. È stato il nuovo direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza, appreso l’esito positivo dell’intervento, a decidere di diffondere la notizia ai media.   “L’intervento dei nostri due primari di Oculistica è una prova di manualità, di grande professionalità e di grande capacità di assumersi il rischio – afferma il Dg Bramezza -. È un intervento che va nella strada di far capire che questa è un’azienda unica e che si collabora tra unità operative.” “Questo – afferma il direttore sanitario dott. Antonio di Caprio – è il reale esempio di quello che sarà l’indirizzo operativo e il modello organizzativo portato avanti da questa direzione, con la collaborazione tra le strutture di Bassano e di Santorso per garantire al cittadino-paziente la soluzione migliore nel posto migliore.”  Quella tra i due reparti di Oculistica del San Bassiano e dell’Alto Vicentino è ormai del resto una collaborazione di routine.  “Entrambi i reparti – conferma la dott.ssa Morselli – svolgono in autonomia tutte le tipologie di operazioni, ma per gli interventi più complessi c’è un reciproco supporto, con il dott. Toso che viene coinvolto nei casi più complessi di chirurgia vitreo-retinica, operando anche qui a Bassano, mentre io posso operare anche a Santorso se si tratta di pazienti con situazioni particolarmente delicate per quanto riguarda le patologie della cornea.”  “L’interscambio e il confronto sono continui, così come la collaborazione sul piano organizzativo – conclude il primario di Bassano -. Le guardie nel weekend come noto sono previste solo all’Ospedale di Bassano, ma vengono fatte sia dal personale di Bassano sia dai colleghi di Santorso e gli interventi possono essere programmati in un ospedale piuttosto che in un altro anche in base alla disponibilità delle sale operatorie, riducendo così anche i tempi di attesa.” Una collaborazione che produce dunque anche grandi e importanti risultati, come questo intervento congiunto che restituito la capacità di vedere alla piccola paziente che è nata 5 mesi fa ma che non era ancora, letteralmente, “venuta alla luce”. Un’operazione grazie alla quale la stanza di ospedale in cui era ricoverata la bambina si è trasformata, come per incanto, in una camera con vista.

Alessandro Tich

Condirettore

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):