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Capaci di Crescere

Capaci di Crescere: un progetto di formazione

Capaci di Crescere

Capaci di Crescere

Essere capaci di crescere: se risaliamo all’ etimologia, crescere vuol dire “diventare più grande secondo un naturale sviluppo”.
Ma quando questo termine lo attribuiamo alle persone assume un altro significato : vuol dire diventare adulti, ma… non da soli.
E poi, anche se è un processo naturale, magari fosse facile…! Quante volte, da ragazzi, ci siamo sentiti dire: “ ai miei tempi”, oppure “ quando ero piccolo io…”, come se il passato fosse garanzia di comportamenti corretti. Da adulti lo ripetiamo ancora, come una formula rituale, a giustificazione della nostra fretta di dare risposte immediate che non prevedono repliche. Onestamente anche noi non eravamo sempre in sintonia con i nostri genitori o con gli insegnanti: era “il loro tempo”. Perché dunque gli adolescenti, oggi, dovrebbero essere diversi da come eravamo allora noi, e soprattutto credere a tutto ciò che diciamo loro, nel tentativo di rassicurarli?” È facile incorrere in questo errore. Ripetendo le solite vecchie battute sembriamo aver dimenticato quel fastidio che ci procuravano allora. Gli adulti della nostra adolescenza non sempre ci facilitavano il compito di affrontare, da soli, eventi spiacevoli, di trovare le parole per esprimere le nostre emozioni i nostri sentimenti o di essere capaci di ascoltarli. Così si creavano tra noi e gli adulti tutti, loro malgrado, distanze e incomprensioni apparentemente incolmabili.

Da allora, molto è cambiato?
“Noi come adulti, ora, siamo davvero più capaci di identificarci emotivamente con i nostri ragazzi ? E come nel “ Dilemma del porcospino “ citato da A. Schopenhauer, ci avviciniamo agli adolescenti con la necessaria cautela visti i reciproci aculei ? “Sappiamo mantenere le giuste distanze, dando loro però, gli strumenti necessari perché da “soli” comincino ad affrontare la difficoltà di crescere?” Il percorso non è facile, dobbiamo ammetterlo. Ci vuole da parte di tutti gli adulti che a vario titolo entrano in contatto con gli adolescenti, impegno , pazienza e dedizione . Ma la soddisfazione di essere stati in grado di aprire un varco nel districato quanto difficile tentativo di dialogare o approfondire una relazione, ripaga dalle fatiche. Ed è proprio questa l’ambizione e lo spirito del progetto “Capaci di Crescere” che il Servizio per le Dipendenze in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, propone agli insegnanti ,ai genitori e agli studenti del territorio dell’ASL n.3,

E i risultati cominciano a vedersi.
Alla base c’è il lavoro del personale del Ser.D , finalizzato all’attuazione di progetti che accompagnano gli adolescenti durante la crescita. L’equipe multidisciplinare di prevenzione (M.Rizzo, M.Bozzetto, S.Crapella) ha adottato la Life Skills Education, una metodologia che l’OMS riconosce come uno dei modelli educativi a cui far riferimento per adempiere ad uno dei compiti più difficili con cui un genitore o un insegnante quotidianamente deve confrontarsi. Il dottor Luigi Piloni, Direttore del Servizio per le Dipendenze, ha sottolineato l’importanza e il valore di tale metodologia di origine anglosassone, ora diffusa anche nel nostro paese. Il Ser.D, a partire dai primi anni del 2000, in collaborazione con alcune Università italiane, è stato tra i primi servizi delle Dipendenze a introdurre questa metodologia di lavoro con la scuola. Per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande allo specialista.

Dottor Piloni, che cosa sono le Life Skils?

“Le Life Skills sono “abilità e competenze necessarie da apprendere per favorire la relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana”. Saper dire di no, essere critici, gestire le emozioni, riconoscere quali sono i propri punti deboli o le proprie qualità. Rafforzare le Life Skills vuol dire educare i ragazzi a “ cavarsela da soli” e a chiedere aiuto quando serve.

“In che modo?”

“Suscitare la loro curiosità perché si interroghino sempre su ciò che accade, così da essere capaci di compiere scelte responsabili, di essere più forti dopo una brutta esperienza e quindi più abili nel riprendersi; insegnar loro a non aver paura di aver paura o di provare rabbia, avendo l’intima certezza che, accanto a loro, ad ascoltarli, ci sia sempre un adulto significativo, genitore o insegnante, per decifrare, con autentico interesse, i loro messaggi buttati qua e là nella speranza che vengano raccolti. Del resto, “i giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere” ci ricorda Plutarco”.

Come definire il progetto “Capaci di Crescere?

“È un progetto di prevenzione a salvaguardia dalle brutte scivolate, come possono essere l’uso di sostanze, l’abbandono scolastico, il bullismo, i comportamenti a rischio. È un progetto attento a cogliere gli aspetti più significativi delle tappe evolutive dei giovani, a potenziare le competenze personali e professionali degli insegnanti e a sostenere i genitori su quello che viene definito un “mestiere impossibile”, quello appunto dell’educatore.

Su cosa fa leva il progetto?

“Capaci di crescere” si concretizza con la formazione degli insegnanti sulle basi teoriche e pratiche delle singole abilità e con la successiva applicazione, in classe, di specifiche esercitazioni per allenare tali competenze negli alunni. Anche i genitori, con la stessa metodologia e con gli stessi contenuti, sperimentano nella teoria e nella pratica, l’importanza che le Life Skills hanno per i loro figli, e noi crediamo anche per loro stessi, perché davvero nella vita, come ci ricorda il grande Eduardo de Filippo, “ Gli esami non finiscono mai”.
È un percorso di crescita che coinvolge tutti coloro che lavorano al progetto “ Capaci di Crescere”, in un clima di gioioso e reciproco rispetto.

di Cinzia Dal Brolo

Cinzia dal Brolo

Redazione InFormaSalute

Dr. Luigi Piloni

Capo dipartimento del Ser.T

InForma Salute
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