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Carcinoma

Carcinomi alle vie respiratorie

Carcinomi

Carcinomi alle vie respiratorie: l’incidenza del cancro correlata a diversi fattori.

Ultimamente si sente parlare abbastanza di frequente di carcinomi alle vie respiratorie. È noto che lo stile di vita ha una forte incidenza sui tumori, ma si sa anche che l’alterazione cancerogena è causata, a volte, da un processo genetico come da fattori ambientali. Tante sono le variabili che possono scatenare un tumore e per saperne di più abbiamo chiesto al dott. Giovanni Palazzolo, dirigente medico di oncologia, Ulss 15 di Cittadella.

Dott. Palazzolo il cancro alle vie respiratorie è sempre causato dal fumo?
Il fumo è tutt’oggi la principale causa di cancro delle vie respiratorie. Questo è anche il motivo per cui sono in atto da numerosi anni campagne antifumo e programmi di screening in popolazioni selezionate ad alto rischio (forti fumatori; esposizione professionale a sostanze ad elevato rischio cancerogeno) per la diagnosi precoce di cancro al polmone (TAC spirale).

Recenti studi ci dicono che il cancro negli ultimo 20 anni è aumentato ed è causato anche da altri fattori, come dall’inquinamento. È corretto e perché?
L’aumento dell’incidenza del cancro è correlata a diversi fattori che non sono solo quelli ambientali, come ad esempio l’aumento dell’inquinamento, ma sono dovuti anche a cambiamenti dello stile di vita verificatosi negli ultimi decenni soprattutto nei paesi più industrializzati (incremento del numero dei soggetti fumatori, in particolare nel sesso femminile; incrementato consumo degli alcoolici a partire dai giovani adulti; dieta più ricca di grassi, colesterolo, zuccheri raffinati; eccessiva cottura o frittura dei cibi). L’aumento dell’incidenza di neoplasie può essere correlato anche al fatto che la possibilità di avere a disposizione mezzi diagnostici più sofisticati ci consentono di porre diagnosi non solo più precoci ma che qualche tempo fa più difficili da fare.

Una persona, come fa ad accorgersi per tempo di avere contratto un tumore in gola piuttosto che ai polmoni?
Purtroppo i sintomi sono comuni sia per patologie benigne che maligne. Certamente la persistenza di una sintomatologia respiratoria (ad esempio tosse) in un paziente esposto a fattori di rischio, quali ad esempio un forte fumatore, dovrebbe essere un campanello di allarme per un approfondimento diagnostico. Lo stesso dicasi per la persistenza di algie al cavo orale e faringee, associate o meno a disturbi della masticazione e deglutizione, nel caso dei tumori dell’area testa-collo.

Se il tumore viene diagnosticato subito, si può guarire?
La diagnosi precoce è l’obiettivo di tutti gli operatori sanitari per questo motivo sono in corso programmi di screening appropriati. Il trattamento di una neoplasia diagnosticata precocemente ha più possibilità di successo avendo a disposizione approcci terapeutici più completi come ad esempio la chirurgia radicale, che in genere non è praticabile negli stadi avanzati di malattia.

Come si cura un tumore in gola o nei polmoni?
Gli approcci terapeutici che oggi sono disponibili nel trattamento di queste neoplasie sono molteplici: si va dalla chirurgia alla radioterapia, dalla chemioterapia alle terapie biologiche e negli ultimi mesi all’immunoterapia. La strategia terapeutica più opportuna dipende dallo stadio di malattia e dal tipo di neoplasia. Certamente oggi sono disponibili approcci terapeutici non disponibili fino a pochi anni fa, che hanno spostato l’aspettativa di vita e hanno determinato un miglioramento della qualità della stessa. Nei tumori dell’area testa–collo diagnosticati precocemente, chemioterapia e radioterapia porta ad una sopravvivenza a 5 anni superiore all’80% e, una parte di questi casi, guarisce del tutto. Nei tumori polmonari che, ancora oggi, nella maggior parte vengono diagnosticate in fase localmente avanzata o metastatica, in casi selezionati in base alla istologia e a precise caratteristiche molecolari, la combinazione delle armi terapeutiche oggi a disposizione può portare a sopravvivenze di gran lunga superiori di quelle ottenibili una volta con la sola chemioterapia, passando da 8-9 mesi a più di 20 mesi.

Secondo la Sua esperienza Le è mai capitato di curare dei carcinomi a persone con stili di vita impeccabili?
Purtroppo si. Questo spiega come già detto precedentemente che per esempio il fumo è il principale fattore di rischio per il carcinoma del polmone, ma non è l’unico. Il fumo passivo è certamente responsabile di una buona percentuale di neoplasie polmonari in pazienti non fumatori. Infine da non escludere in alcuni casi una certa predisposizione di tipo familiare, anche se difficile da dimostrare

C’è uno stile di vita corretto che abbatta le probabilità di contrarre il cancro?
Certamente condurre uno stile di vita corretto caratterizzato da una adeguata e bilanciata alimentazione povera di grassi animali e ricca di fibre, senza eccessi di bevande alcooliche e fumo, aiuta a ridurre il rischio di insorgenza di neoplasia.

Ultima domanda. Ci potrebbe parlare di prevenzione a questo tipo di neoplasie?
Come accennato prima, la prevenzione è essenziale nel ridurre il rischio di queste neoplasie. Campagne atte a dissuadere i cittadini dal fumo ci sono state, ci sono e spero continueranno ad esserci da parte degli organi competenti. Essenziale è anche condurre campagne divulgative nelle scuole medie e superiori, dove per prima gli studenti vengono a contatto con il vizio del fumo e dell’alcool.»

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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