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PRIORITÀ VACCINI E MAGGIOR COESIONE FRA DISTRETTI.

ULSS 7 PEDEMONTANA: CAMBIO AI VERTICI.

Intervista al dott. Carlo Bramezza, nuovo Direttore Generale Ulss 7 Pedemontana.

Angelica Montagna

Cambio ai vertici anche per l’Azienda Ulss 7 Pedemontana. Il Commissario Straordinario dottor Bortolo Simoni se n’è andato in pensione, (attualmente medico volontario per la campagna di vaccinazione), lasciando dietro a sé, come ci ha raccontato, una pesante eredità dovuta ad una pandemia senza eguali. E un duro lavoro che ha sovraccaricato tutti gli ospedali e quanti vi lavorano all’interno. Al suo posto, il governatore del Veneto Luca Zaia ha nominato come nuovo Direttore Generale, il dottor Carlo Bramezza. Laureato in giurisprudenza, arriva direttamente dall’Ulss 4 Veneto Orientale e annovera passate esperienze ai vertici di RSA. Lo abbiamo avvicinato, curiosi di conoscerlo più a fondo e di capire quali possono essere le priorità per l’azienda sanitaria, dopo che lo stesso ha visitato i nuovi collaboratori e iniziato con i sindaci del territorio di pertinenza. Lo avviciniamo con ancora le parole del governatore Zaia bene in mente, sottolineate al momento della proclamazione dei nuovi direttori delle nove aziende sanitarie regionali:

“L’Ulss 7 Pedemontana, una Ulss in cui crediamo, vera, e che ha senso di esistere”.

Innanzitutto diamo il benvenuto al Dott. Bramezza da parte dell’editore, dei direttori e di tutta la redazione.

Direttore, quale eredità le è stata lasciata qui all’ Ulss 7 Pedemontana dal suo predecessore?

Ho trovato un’eredità molto pesante, non certo per il mio predecessore che trovo abbia svolto davvero un ottimo lavoro, quanto piuttosto per la situazione pandemica che ancora mette tutti a dura prova.

Quali sono le priorità, in questo momento?

Sicuramente la primissima cosa sulla quale insistere è la vaccinazione, con tutta l’attenzione puntata più che mai su una campagna forte ed incisiva, che risulti più ampia possibile e che raggiunga più persone possibili. Siamo passati molto velocemente a vaccinare 600 persone al giorno con l’obbiettivo di arrivare a 1.300 e se possibile, anche di più, pur essendo già un numero di tutto rispetto. Qui dobbiamo spingere prestissimo, davvero senza perdere altro tempo, dopo quanto accaduto con AstraZeneca che ha rallentato di qualche giorno la vaccinazione.

Cos’altro ha trovato arrivando nell’area della Pedemontana?

Posso dire con fierezza che ho trovato un ospedale molto bello che è ad Asiago, nuovo di zecca e davvero funzionale. Un altro enorme ospedale a Santorso, molto accogliente anche quello, tecnologicamente avanzato. Per quanto riguarda Bassano la struttura è un po’ più datata ma la trovo comunque molto bella, efficiente, con bravi professionisti. Per tornare al nosocomio di Asiago, credo sia estremamente importante che la tecnologia arrivi fin lassù, per poter essere al passo con i tempi e per fare in modo che gli ottimi medici che vi sono all’interno possano operare con macchinari all’avanguardia: sarà proprio un focus dove porre la massima attenzione per lavorare in maniera tranquilla, avendo supporto anche del personale necessario. Insomma, luoghi, attrezzature e mezzi dove si lavora bene. Anche per le specializzazioni, la tecnologia conta molto.

Ha intravisto qualche criticità o angolo da smussare?

Se devo dire, ho trovato ancora troppa separazione, troppe differenze fra il Distretto 1 di Bassano e il Distretto 2 di Santorso. Vorrei auspicare una maggior coesione anche fra professionisti e per i prossimi anni costruire proprio quella che diventerà, come detto una coesione maggiore. I professionisti dovrebbero collaborare di più tra di loro, anche se ho avuto modo di vedere, in questi giorni, che già lo stanno facendo.
Le nostre strutture ospedaliere devono diventare attrazione, si deve voler scegliere di farsi curare dai nostri bravi specialisti.
Questo porta introiti e gli introiti portano a disporre di mezzi da spendere per investimenti sempre nuovi che andranno nella direzione della tecnologia avanzata con nuovi medici preparati e bravi. Questo per il bene collettivo e di pazienti in grado di contare su strutture davvero all’avanguardia e di cure sempre più efficienti e specializzate.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
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