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Stress Cavallo

Cavallo e Stress: sintomi, prevenzione e cura

Cavallo e Stress

Cavallo e Stress: sintomi, prevenzione e cura. Cos’è lo stress e come gestirlo!

Attorno al mondo dell’ippica e dell’equitazione ruotano numeri notevoli; basti dare un’occhiata all’annuale appuntamento fieristico internazionale di Verona, che lo scorso anno ha registrato trecento cavalli in più rispetto al 2014 per un totale di 3mila esemplari appartenenti a 60 razze. Eppure anche i cavalli, oltre ad ammalarsi fisicamente, possono risentire dello stress, soprattutto se impegnati in competizioni. Ne abbiamo parlato con una veterinaria specializzata proprio in questo, impegnata a girare il mondo e a far visita alle più importanti scuderie.
Intervista alla dottoressa Silvia Torresani, veterinaria ippiatra, specializzata in agopuntura e fisioterapia veterinaria e terapie manipolative del cavallo, insegnante e divulgatrice del metodo Tellington TTouch ®.

Come sono legati stress e cavallo?

Va detto che i cavalli sono creature estremamente “emozionali” e sono affetti dallo stress in modo diverso da soggetto a soggetto, proprio come noi. Inoltre sono animali che vivono in condizioni totalmente diverse da come sarebbe in natura, quindi hanno una capacità di adattamento incedibile ma che inevitabilmente lo sottopone a diversi tipi di eventi stressanti. Questi sono legati all’ambiente che lo circonda o alla qualità della vita. Ci sono quindi stressori fisici come, ad esempio, il cambio di scuderia o di cavaliere, la stanchezza, il caldo, il freddo, l’uso eccessivo delle gambe del cavaliere o della frusta, oppure stressori fisiologici come tutte le situazioni che possono rendere il cavallo insicuro e spaventato, come la scarsa capacità di comunicazione con l’uomo e la mancanza di relazione con altri simili. Infatti molti dei comportamenti del cavallo vengono non capiti e fraintesi dai cavalieri, creandosi così situazioni in cui la forza e lo scontro fanno da padroni.

Sappiamo che lei si è specializzata nel metodo Tellington TTouch. Di cosa si tratta?

Io ho avuto il piacere di conoscere personalmente e di lavorare a stretto contatto con chi ha inventato questo importante metodo: Linda Tellington-Jones. L’obiettivo del metodo Tellington è quello di creare nuove forme di comunicazione tra cavallo e cavaliere, creare apprendimento nel cavallo, mettendo in moto vie nervose che gli consentono di imparare, ovvero fare proprio quello che noi desideriamo insegnargli, senza che venga eseguito in maniera meccanica. Lo stress, come ci dice la scienza, blocca, di fatto, i centri cerebrali dell’apprendimento.

In quali modi il cavallo ci indica che è stressato?

Siamo indotti a pensare che mostri il suo stato di stress avendo comportamenti indesiderati come mordere, calciare, impennarsi, sgroppare o rifiutarsi di collaborare con l’uomo. In realtà questi comportamenti sono soltanto la punta dell’iceberg. Prima di questo, l’animale invia altri segnali: l’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, il cambio del tipo di respiro (diventa corto e veloce), eccessiva sudorazione, perdita di coordinazione, tendenza a spaventarsi facilmente. Molti altri cavalli tendono ad usare la bocca: mordicchiano, leccano qualsiasi cosa alla loro portata, prendono in bocca lunghine o catene, sbadigliano ecc.ecc.

Come comportarsi a quel punto?

Innanzitutto verificando con il veterinario che non ci siano problemi fisici o disturbi organici o metabolici che creano dolore e disagio nel cavallo. In seguito possiamo iniziare a rafforzare il legame con esso, basandolo sulla buona comunicazione. Comunicare significa innanzitutto saper ascoltare e quindi ci poniamo in una posizione di ascolto, cercando di leggere e comprendere i segnali che il cavallo ci manda attraverso il suo corpo e il suo comportamento. Oltre a ciò il metodo Tellington Touch ci dà la possibilità, attraverso il tocco (touch), di aumentare la conoscenza reciproca e quindi la fiducia – La seconda T sta per trust ovvero fiducia. Questo lavoro sul corpo si basa su una serie di movimenti circolari e liscianti sulla cute del cavallo, capaci di attivare le vie sensoriali periferiche e di risvegliare nel corpo la percezione di se stessi e delle proprie potenzialità. Oltre ad indurre uno stato di generale benessere psico-fisico, viene favorita appunto l’attivazione dei centri cerebrali dell’apprendimento, viene aumentata la percezione anche dello spazio circostante e quindi favorito l’equilibrio fisico, mentale ed emozionale, cosa che potenzia le possibilità che ogni corpo ha di “funzionare” correttamente.

Sappiamo che vi è anche un lavoro da terra ed in sella…

Il lavoro da terra, sempre secondo questo metodo innovativo, consiste in esercizi che costituiscono un vero e proprio percorso di apprendimento. L’obiettivo è quello di far sentire il cavallo a suo agio con una serie di oggetti quanto più ampia possibile e di superfici sulle quali cammina. Il lavoro dalla sella, diventa quindi, molto più facile. Ricordiamoci sempre che se il cavallo ha fiducia in sé e in chi lo gestisce, la comunione diventa più facile tanto da terra che in sella.

Sappiamo che lei segue diversi cavalli e cavalieri anche per competizioni importanti…

Sì, occupandomi di una branca della veterinaria molto specifica e utilissima per supportare i cavalli atleti nella preparazione fisica ma anche durante le competizioni ho la possibilità di entrare in contatto con svariati binomi, sia in Italia che all’estero, impegnati in diverse discipline equestri. Essendo molto via durante i giorni lavorativi cerco di non togliere troppo tempo ai miei figli nel fine settimana, quindi assisto i binomi in gara solamente durante alcuni appuntamenti importanti, come ad esempio i WEG-Campionati del Mondo o Europei, lo CSIO di Piazza di Siena a ROma, la tappa di Coppa del Mondo di Fieracavalli a Verona…

In bocca al lupo….

Grazie, è stato un piacere condividere con Lei il mio lavoro!

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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InForma Salute
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